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	<title>Sostenibilità &#8211; Cai</title>
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		<title>Le Associazioni di protezione ambientale confermano la loro ferma opposizione alla pista da bob da realizzare a Cortina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2024 12:17:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[I giorni scorsi i presidenti di Club Alpino Italiano e altre sette associazioni nazionali di protezione ambientale hanno inviato una lettera al Presidente del CIO Thomas Bach Una sola offerta è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>I giorni scorsi i presidenti di Club Alpino Italiano e altre sette associazioni nazionali di protezione ambientale hanno inviato una lettera </em><em>al Presidente del CIO Thomas Bach</em></h3>
<figure id="attachment_76497" aria-describedby="caption-attachment-76497" style="width: 2000px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" id="longdesc-return-76497" class="size-full wp-image-76497" tabindex="-1" src="http://archivio.cai.it/wp-content/uploads/2024/01/Pista-Bob_Cortina_Luglio2022.jpeg" alt="Pista Bob Cortina Luglio2022" width="2000" height="1500" longdesc="https://archivio.cai.it?longdesc=76497&amp;referrer=76496" /><figcaption id="caption-attachment-76497" class="wp-caption-text"><em><strong> Pista Bob &#8211; Cortina Luglio 2022</strong></em></figcaption></figure>
<p><strong>Una sola offerta</strong> è stata presentata lo scorso 18 gennaio alla gara di appalto della nuova pista da bob, skeleton e slittino (<em>Sliding Center</em>) di Cortina d’Ampezzo da realizzare, in sostituzione di quella storica oramai abbattuta, per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina che si svolgeranno a partire dal 6 febbraio 2026, cioè tra appena due anni. Il nuovo progetto della pista è arrivato dopo che due gare di appalto per il precedente progetto erano andate deserte (a settembre e a ottobre 2023).</p>
<p>Nonostante i tempi per la realizzazione dell’opera siano sempre più stretti e il CIO ne abbia contestato ripetutamente l’utilità, il Governo e la Regione Veneto perseguono l’obiettivo irrealistico della realizzazione della pista da bob di Cortina (costo base di 81,6 milioni di euro, consegna dei lavori entro 15 mesi) che viene contestata dalle associazioni di protezione ambientale.</p>
<p>I Presidenti nazionali delle Associazioni di protezione ambientale Club Alpino Italiano, Federazione Pro Natura, Italia Nostra, Legambiente, LIPU, Mountain Wilderness, Touring Club Italiano e WWF Italia, hanno così inviato, nei giorni scorsi, una lettera al Presidente del CIO, Thomas Bach, in cui ribadiscono <strong>i motivi della propria opposizione al progetto</strong> che infatti:</p>
<p>a) è privo di ogni valutazione ambientale pur riguardando una delle più delicate valli alpine, di grande bellezza naturale e ricca biodiversità, nota in tutto il mondo per il suo straordinario paesaggio, e pertanto viola la normativa dell’Unione Europea oltre a uno dei principi fondamentali della Carta Olimpica che riguarda il rispetto dell’ambiente;<br />
b) mette a forte rischio la sicurezza degli atleti e del pubblico perché posticipa la scadenza per la consegna dei lavori e la pre-omologazione della pista dal 15 novembre 2024, data stabilita nel Dossier, ad aprile 2025 (tra soli 15 mesi) e perché fissa nell’autunno successivo l’omologazione e i <em>test events</em> necessari per testare la sicurezza della pista e apportarvi gli eventuali necessari correttivi, a ridosso dell’inizio dei Giochi – con tempi, quindi, quasi dimezzati rispetto a quelli fissati nel Dossier di candidatura (da 40 mesi a 21) – tali da rendere oggettivamente impossibile ottenere un’effettiva sicurezza;<br />
c) elimina proprio quegli elementi che nel precedente progetto avrebbero mitigato, sia pure molto parzialmente, l’impatto sul paesaggio: copertura della pista, rivestimento e tetto verde dell’edificio dell’impianto di refrigerazione, semplificazione dei rivestimenti della pista, interramento di parte del tracciato;<br />
d) è del tutto negativo dal punto di vista della <em>legacy</em> perché manca un piano per il futuro e il costo annuale dell’impianto a regime, se verrà realizzato, supererà abbondantemente 1.200.000 euro, di cui solo un terzo è stato assicurato dalla Regione Veneto e il resto è assolutamente insostenibile per il Comune di Cortina che, come ha dichiarato il Sindaco, Gianluca Lorenzi, rischia il <em>default</em> e pertanto sarà obbligato ad abbandonare la gestione dell’impianto, come è avvenuto per la pista di Cesana realizzata per i Giochi invernali di Torino 2006;<br />
e) l’impianto non è assolutamente giustificabile sul piano dell’utilità e della redditività se si considera che in Italia i praticanti ufficiali delle tre discipline interessate sono solo 59 e che anche nel resto del mondo è assai ridotto il numero sia di atleti che di competizioni.</p>
<p>Pertanto, le Associazioni considerano ancora più importante che il CIO mantenga, in vista della verifica prevista a fine gennaio, la sua posizione riguardo alla insostenibilità del progetto da realizzare a Cortina e non conceda<strong> nessuna proroga alla omologazione dell’impianto</strong> e alla realizzazione dei<em> test events</em> <strong>perché una proroga renderebbe certamente pericoloso l’impianto</strong> mettendo seriamente a rischio<strong> la sicurezza degli atleti e degli spettatori</strong>, ma comporterebbe anche un grave rischio per <strong>la sicurezza dei lavoratori del nuovo cantiere</strong> costretti a turni massacranti.</p>
<p>Le Associazioni ricordano che Giovanni Malagò, Presidente del CONI e della Fondazione Milano- Cortina 2026, a Mumbai il 16 ottobre 2023, nel corso della 141esima sessione del CIO, aveva sottolineato le difficoltà di realizzare la nuova pista e che il Presidente stesso del CIO aveva indicato la soluzione: utilizzare un impianto anche all’estero purché già funzionante. La reazione governativa, non certo disinteressata, che segue anni di inerzia delle istituzioni e degli enti competenti (l’assegnazione dei Giochi all’Italia era avvenuta il 24 giugno 2019), ha portato al ridimensionamento del nuovo progetto, rispetto al precedente, con la previsione di un anticipo contrattuale del 30%, l’eliminazione di varie opere e nello stesso tempo la conferma del costo base (circa 81,6 milioni di euro) al fine di incrementare i margini di guadagno per le imprese e invogliarne la partecipazione alla gara, ma ha ottenuto un ben misero risultato a prova dell’assurdità delle condizioni contenute nel progetto se non altro per l’evidente impossibilità, da molti denunciata, di rispettare le scadenze, con il conseguente rischio di un grave danno all’erario in caso di esecuzione dei lavori.</p>
<p>Inoltre, lo stesso 18 gennaio si è diffusa la notizia della conferma delle <strong>perplessità del CIO</strong> nei confronti del nuovo impianto più volte esternate dal suo Presidente. Nella mail datata 15 gennaio, infatti, Kristin Kloster, Presidente della Commissione di coordinamento del CIO per Milano-Cortina 2026, rispondendo a una lettera inviatale dal Comitato civico di Cortina, ha ribadito con grande chiarezza la posizione del CIO: per i prossimi Giochi invernali “non è essenziale la costruzione o la ricostruzione di un impianto di bob, skeleton e slittino”; “in considerazione del numero attuale di atleti e di gare delle tre discipline è sufficiente il numero di <em>sliding centres</em> oggi esistenti a livello globale”; “tenuto conto del tempo assai ristretto che resta, solo le piste esistenti e già operative devono essere prese in considerazione”; “senza un chiaro e realizzabile piano per il successivo funzionamento non può essere costruito un impianto permanente in quanto lascito dei Giochi (<em>legacy plan</em>)” e infine “per il CIO garantire la sicurezza di atleti e spettatori e nello stesso tempo l’osservanza dei tempi fissati dal Dossier Milano-Cortina 2026 è di capitale importanza”.</p>
<p><strong>Alla luce di tutto ciò le Associazioni di protezione ambientale confermano l’assoluta contrarietà alla realizzazione del nuovo progetto e assicurano il loro impegno a seguire costantemente e da vicino l’evolversi della situazione e a intervenire con ogni mezzo legittimo in caso di violazione di norme che tutelano l’ambiente e la sicurezza.</strong></p>
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		<title>Le Associazioni di protezione ambientale confermano la loro ferma opposizione alla pista da bob da realizzare a Cortina</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jan 2024 07:30:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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<p>I giorni scorsi i presidenti di Club Alpino Italiano e altre sette associazioni nazionali di protezione ambientale hanno inviato una lettera al Presidente del CIO Thomas Bach</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.cai.it/wp-content/uploads/2024/04/Pista-Bob_Cortina_Luglio2022-1024x768.jpg" alt="Pista Bob Cortina Luglio2022" class="wp-image-990102726" srcset="https://www.cai.it/wp-content/uploads/2024/04/Pista-Bob_Cortina_Luglio2022-1024x768.jpg 1024w, https://www.cai.it/wp-content/uploads/2024/04/Pista-Bob_Cortina_Luglio2022-300x225.jpg 300w, https://www.cai.it/wp-content/uploads/2024/04/Pista-Bob_Cortina_Luglio2022-768x576.jpg 768w, https://www.cai.it/wp-content/uploads/2024/04/Pista-Bob_Cortina_Luglio2022-1536x1152.jpg 1536w, https://www.cai.it/wp-content/uploads/2024/04/Pista-Bob_Cortina_Luglio2022.jpg 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p><strong>Una sola offerta</strong>&nbsp;è stata presentata lo scorso 18 gennaio alla gara di appalto della nuova pista da bob, skeleton e slittino (<em>Sliding Center</em>) di Cortina d’Ampezzo da realizzare, in sostituzione di quella storica oramai abbattuta, per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina che si svolgeranno a partire dal 6 febbraio 2026, cioè tra appena due anni. Il nuovo progetto della pista è arrivato dopo che due gare di appalto per il precedente progetto erano andate deserte (a settembre e a ottobre 2023).</p>



<p>Nonostante i tempi per la realizzazione dell’opera siano sempre più stretti e il CIO ne abbia contestato ripetutamente l’utilità, il Governo e la Regione Veneto perseguono l’obiettivo irrealistico della realizzazione della pista da bob di Cortina (costo base di 81,6 milioni di euro, consegna dei lavori entro 15 mesi) che viene contestata dalle associazioni di protezione ambientale.</p>



<p>I Presidenti nazionali delle Associazioni di protezione ambientale Club Alpino Italiano, Federazione Pro Natura, Italia Nostra, Legambiente, LIPU, Mountain Wilderness, Touring Club Italiano e WWF Italia, hanno così inviato, nei giorni scorsi, una lettera al Presidente del CIO, Thomas Bach, in cui ribadiscono&nbsp;<strong>i motivi della propria opposizione al progetto</strong>&nbsp;che infatti:</p>



<p>a) è privo di ogni valutazione ambientale pur riguardando una delle più delicate valli alpine, di grande bellezza naturale e ricca biodiversità, nota in tutto il mondo per il suo straordinario paesaggio, e pertanto viola la normativa dell’Unione Europea oltre a uno dei principi fondamentali della Carta Olimpica che riguarda il rispetto dell’ambiente;<br>b)&nbsp;mette a forte rischio la sicurezza degli atleti e del pubblico perché posticipa la scadenza per la consegna dei lavori e la pre-omologazione della pista dal 15 novembre 2024, data stabilita nel Dossier, ad aprile 2025 (tra soli 15 mesi) e perché fissa nell’autunno successivo l’omologazione e i&nbsp;<em>test events</em>&nbsp;necessari per&nbsp;testare la sicurezza della pista e apportarvi gli eventuali necessari correttivi, a ridosso dell’inizio dei Giochi – con tempi, quindi, quasi dimezzati rispetto a quelli fissati nel Dossier di candidatura (da 40 mesi a 21) – tali da rendere oggettivamente impossibile ottenere un’effettiva sicurezza;<br>c) elimina proprio quegli elementi che nel precedente progetto avrebbero mitigato, sia pure molto parzialmente, l’impatto sul paesaggio: copertura della pista, rivestimento e tetto verde dell’edificio dell’impianto di refrigerazione, semplificazione dei rivestimenti della pista, interramento di parte del tracciato;<br>d) è del tutto negativo dal punto di vista della&nbsp;<em>legacy</em>&nbsp;perché manca un piano per il futuro e il costo annuale dell’impianto a regime, se verrà realizzato, supererà abbondantemente 1.200.000 euro, di cui solo un terzo è stato assicurato dalla Regione Veneto e il resto è assolutamente insostenibile per il Comune di Cortina che, come ha dichiarato il Sindaco, Gianluca Lorenzi, rischia il&nbsp;<em>default</em>&nbsp;e pertanto sarà obbligato ad abbandonare la gestione dell’impianto, come è avvenuto per la pista di Cesana realizzata per i Giochi invernali di Torino 2006;<br>e) l’impianto non è assolutamente giustificabile sul piano dell’utilità e della redditività se si considera che in Italia i praticanti ufficiali delle tre discipline interessate sono solo 59 e che anche nel resto del mondo è assai ridotto il numero sia di atleti che di competizioni.</p>



<p>Pertanto, le Associazioni considerano ancora più importante che il CIO mantenga, in vista della verifica prevista a fine gennaio, la sua posizione riguardo alla insostenibilità del progetto da realizzare a Cortina e non conceda<strong>&nbsp;nessuna proroga alla omologazione dell’impianto</strong>&nbsp;e alla realizzazione dei<em>&nbsp;test events</em>&nbsp;<strong>perché una proroga renderebbe certamente pericoloso l’impianto</strong>&nbsp;mettendo seriamente a rischio<strong>&nbsp;la sicurezza degli atleti e degli spettatori</strong>, ma comporterebbe anche un grave rischio per&nbsp;<strong>la sicurezza dei lavoratori del nuovo cantiere</strong>&nbsp;costretti a turni massacranti.</p>



<p>Le Associazioni ricordano che Giovanni Malagò, Presidente del CONI e della Fondazione Milano- Cortina 2026, a Mumbai il 16 ottobre 2023, nel corso della 141esima sessione del CIO, aveva sottolineato le difficoltà di realizzare la nuova pista e che il Presidente stesso del CIO aveva indicato la soluzione: utilizzare un impianto anche all’estero purché già funzionante. La reazione governativa, non certo disinteressata, che segue anni di inerzia delle istituzioni e degli enti competenti (l’assegnazione dei Giochi all’Italia era avvenuta il 24 giugno 2019), ha portato al ridimensionamento del nuovo progetto, rispetto al precedente, con la previsione di un anticipo contrattuale del 30%, l’eliminazione di varie opere e nello stesso tempo la conferma del costo base (circa 81,6 milioni di euro) al fine di incrementare i margini di guadagno per le imprese e invogliarne la partecipazione alla gara, ma ha ottenuto un ben misero risultato a prova dell’assurdità delle condizioni contenute nel progetto se non altro per l’evidente impossibilità, da molti denunciata, di rispettare le scadenze, con il conseguente rischio di un grave danno all’erario in caso di esecuzione dei lavori.</p>



<p>Inoltre, lo stesso 18 gennaio si è diffusa la notizia della conferma delle&nbsp;<strong>perplessità del CIO</strong>&nbsp;nei confronti del nuovo impianto più volte esternate dal suo Presidente. Nella mail datata 15 gennaio, infatti, Kristin Kloster, Presidente della Commissione di coordinamento del CIO per Milano-Cortina 2026, rispondendo a una lettera inviatale dal Comitato civico di Cortina, ha ribadito con grande chiarezza la posizione del CIO: per i prossimi Giochi invernali “non è essenziale la costruzione o la ricostruzione di un impianto di bob, skeleton e slittino”; “in considerazione del numero attuale di atleti e di gare delle tre discipline è sufficiente il numero di&nbsp;<em>sliding centres</em>&nbsp;oggi esistenti a livello globale”; “tenuto conto del tempo assai ristretto che resta, solo le piste esistenti e già operative devono essere prese in considerazione”; “senza un chiaro e realizzabile piano per il successivo funzionamento non può essere costruito un impianto permanente in quanto lascito dei Giochi (<em>legacy plan</em>)” e infine “per il CIO garantire la sicurezza di atleti e spettatori e nello stesso tempo l’osservanza dei tempi fissati dal Dossier Milano-Cortina 2026 è di capitale importanza”.</p>



<p><strong>Alla luce di tutto ciò le Associazioni di protezione ambientale confermano l’assoluta contrarietà alla realizzazione del nuovo progetto e assicurano il loro impegno a seguire costantemente e da vicino l’evolversi della situazione e a intervenire con ogni mezzo legittimo in caso di violazione di norme che tutelano l’ambiente e la sicurezza.</strong></p>



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		<title>Le montagne non ricrescono &#124; Carrara, 16-17 dicembre 2023</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2023 16:05:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Alpi]]></category>
		<category><![CDATA[Convegno]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[A Carrara una due giorni (16/17 dicembre 2023) organizzata dall'&#8221;Assemblea per l&#8217;accesso alla montagna&#8221; contro l&#8217;eccesso di attività estrattive nelle Alpi Apuane. Un convegno, un corteo e un momento di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>A Carrara una due giorni (16/17 dicembre 2023) organizzata dall'&#8221;Assemblea per l&#8217;accesso alla montagna&#8221; contro l&#8217;eccesso di attività estrattive nelle Alpi Apuane. Un convegno, un corteo e un momento di confronto sul futuro della montagna. Si parte sabato 16 dicembre con la manifestazione nazionale intitolata &#8220;Le montagne non ricrescono. Fermiamo l&#8217;estrattivismo in Apuane e ovunque&#8221;</strong></p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="663" src="https://www.cai.it/wp-content/uploads/2023/12/Cava-di-Bettogli-scaled-1-1024x663.jpg" alt="Cava di Bettogli scaled 1" class="wp-image-990103105" srcset="https://www.cai.it/wp-content/uploads/2023/12/Cava-di-Bettogli-scaled-1-1024x663.jpg 1024w, https://www.cai.it/wp-content/uploads/2023/12/Cava-di-Bettogli-scaled-1-300x194.jpg 300w, https://www.cai.it/wp-content/uploads/2023/12/Cava-di-Bettogli-scaled-1-768x497.jpg 768w, https://www.cai.it/wp-content/uploads/2023/12/Cava-di-Bettogli-scaled-1-1536x994.jpg 1536w, https://www.cai.it/wp-content/uploads/2023/12/Cava-di-Bettogli-scaled-1-2048x1326.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>



<p>Sensibilizzare la cittadinanza,&nbsp;le&nbsp;Istituzioni e il mondo delle imprese sulle conseguenze, di natura ambientale ed economica, degli e<strong>ccessi dell&#8217;attività estrattiva nelle Alpi Apuane</strong>, proponendo al contempo&nbsp;<strong>alternative sostenibili&nbsp;</strong>per questi territori montani&nbsp;é&nbsp;l&#8217;obiettivo della manifestazione nazionale&nbsp;<strong>&#8220;Le montagne non ricrescono. Fermiamo l&#8217;estrattivismo in Apuane e ovunq</strong><strong>ue&#8221;</strong>&nbsp;e della due giorni di<strong>&nbsp;sabato 16 e domenica 17 dicembre a Carrara</strong>.</p>



<p>Promotori sono il&nbsp;<strong>Club alpino italiano,</strong>&nbsp;con la&nbsp;Commissione&nbsp;centrale tutela ambiente montano&nbsp;e il&nbsp;Gruppo regionale Cai Toscana,&nbsp;<strong>Arci, Athamanta, Comitato&nbsp;</strong><strong>C</strong><strong>omunità&nbsp;</strong><strong>C</strong><strong>ivica della Cappel</strong><strong>la di Seravezza (LU), Coordinamento ambientalista apuoversiliese e Italia Nostra</strong>, riuniti nell'&#8221;<strong>Assemblea per l&#8217;accesso alla montagna&#8221;</strong>. Oltre a loro, sono un centinaio le realtà aderenti alla giornata, tra cui diverse Sezioni Cai.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;attività estrattiva nelle Apuane</strong></h3>



<p>Con il termine&nbsp;<strong>&#8220;estrattivismo&#8221;</strong>&nbsp;le associazioni intendono un sistema in cui le aspettative del mondo imprenditoriale legato alle cave si impongono sulle esigenze sociali, ambientali ed economiche delle comunità.</p>



<p>L'&#8221;Assemblea per l&#8217;accesso alla montagna&#8221; evidenzia che dalle Alpi Apuane vengono estratte ogni anno&nbsp;<strong>cinque milioni di tonnellate di montagna</strong>, un&#8217;attività che genera ingenti guadagni per pochi e incalcolabili danni per gli ecosistemi e la popolazione.</p>



<p>Negli ultimi trent&#8217;anni è stato estratto più marmo che nei precedenti 2000 anni.&nbsp;L&#8217;<strong>80%</strong>&nbsp;di esso viene in larga parte utilizzato per l&#8217;<strong>industria del carbonato di calcio</strong>, mentre&nbsp;<strong>meno dell&#8217;1%</strong>&nbsp;è destinato all&#8217;arte.</p>



<p>Oggi nelle Alpi Apuane sono presenti<strong>&nbsp;oltre 160 cave attive</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>più di 500 inattive</strong>, mentre sono oltre 10 milioni i metri quadrati di territorio ridotto a discariche di scarti di estrazione.</p>



<p>In piena crisi climatica, la&nbsp;<strong>marmettola</strong>&nbsp;(fango carbonatico prodotto dall&#8217;attività di estrazione) compromette le<strong>&nbsp;acque</strong>&nbsp;di&nbsp;<strong>uno dei più importanti bacini idrici d&#8217;Italia</strong>, che viene incessantemente inquinato.</p>



<p>L&#8217;occupazione industriale della montagna, inoltre, ostacola l&#8217;<strong>accesso e la frequentazione</strong>&nbsp;da parte degli&nbsp;<strong>escursionisti</strong>, contrastando così lo sviluppo di economie sostenibili alternative. Sono diversi i&nbsp;<strong>sentieri interrotti o cancellati&nbsp;</strong>a causa delle attività estrattive in aree che li intercettano.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="721" height="1024" src="https://www.cai.it/wp-content/uploads/2024/04/Locandina-Le-montagne-non-ricrescono-721x1024.jpeg" alt="Locandina Le montagne non ricrescono" class="wp-image-990102739" srcset="https://www.cai.it/wp-content/uploads/2024/04/Locandina-Le-montagne-non-ricrescono-721x1024.jpeg 721w, https://www.cai.it/wp-content/uploads/2024/04/Locandina-Le-montagne-non-ricrescono-211x300.jpeg 211w, https://www.cai.it/wp-content/uploads/2024/04/Locandina-Le-montagne-non-ricrescono-768x1091.jpeg 768w, https://www.cai.it/wp-content/uploads/2024/04/Locandina-Le-montagne-non-ricrescono.jpeg 901w" sizes="auto, (max-width: 721px) 100vw, 721px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il convegno di sabato 16 dicembre 2023</strong></h3>



<p>La giornata di sabato prevede al mattino (ore 8:30, Sala Garibaldi, via G. Verdi 15c) un&nbsp;<strong>convegno</strong>&nbsp;durante il quale si analizzerà l'&#8221;estrattivismo&#8221; come paradigma a cui contrapporre un diverso ed equilibrato modello sociale ed economico.</p>



<p>Interverranno&nbsp;<strong>Maura Benegiamo</strong>&nbsp;(Ricercatrice dell&#8217;Università di Pisa),&nbsp;<strong>Matteo Procuranti</strong>&nbsp;(Blanca Teatro),<strong>&nbsp;Nadia Ricci</strong>&nbsp;(Presidente Federazione Speleologica Toscana),&nbsp;<strong>Ildo Fusani</strong>&nbsp;(Circolo Arci Chico e Marielle),&nbsp;<strong>Rossanna Giannini</strong>&nbsp;(Comitato Civico La Cappella) e&nbsp;<strong>Alessandro Gogna</strong>&nbsp;(alpinista e storico dell&#8217;alpinismo). Le conclusioni saranno affidate al Presidente generale del Cai A<strong>ntonio Montani.</strong></p>



<p>«È da diverso tempo che il Cai è impegnato nella difesa delle Apuane», afferma il Presidente generale del Cai<strong>&nbsp;Antonio Montani</strong>. «La protezione di questo straordinario ambiente è per noi una priorità e siamo da subito disponibili come interlocutori delle istituzioni per studiare progettualità alternative che abbiano come elementi imprescindibili l&#8217;attenzione agli ecosistemi e la sostenibilità. La Giornata Internazionale della Montagna 2023 dell&#8217;11 dicembre scorso è stata dedicata al ripristino degli ecosistemi montani, con la volontà di includere pienamente le montagne nel Decennio delle Nazioni Unite per il ripristino degli ecosistemi 2021-2030, co-guidato dalla FAO e dal Programma ambientale delle Nazioni Unite. Le Apuane hanno il diritto di esserne parte».</p>



<p>Nel pomeriggio si riunirà la&nbsp;<strong>Segreteria Ambiente del Cai,</strong> che al primo punto dell&#8217;ordine del giorno tratterà la questione delle attività estrattive in Apuane.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Gli altri appuntamenti</strong></h3>



<p>Nel pomeriggio di sabato 16 si terrà un&nbsp;<strong>corteo</strong>&nbsp;che attraverserà il&nbsp;<strong>centro storico della città</strong>&nbsp;e raggiungerà&nbsp;<strong>Piazza Alberica.</strong>&nbsp;L&#8217;appuntamento è alle ore 14 allo&nbsp;<strong>Stadio dei Marmi.</strong></p>



<p>Domenica 17 dicembre,&nbsp;<strong>Athamanta</strong>&nbsp;curerà la giornata aperta a tutti&nbsp;<strong>&#8220;Il futuro delle montagne&#8221;,</strong>&nbsp;strutturata in otto tavoli di lavoro tematici ospitati in diversi luoghi del centro cittadino. I partecipanti si confronteranno sul presente e sul futuro dei territori montani e delle comunità che li abitano, elaborando proposte comuni. L&#8217;assemblea plenaria che darà avvio alla giornata si terrà alle 9:30 in Piazza Alberica.</p>



<p>Per maggiori informazioni:&nbsp;<a href="http://cia.mailnewsletter.it//newsletter/tk/get.html?&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;ag=am&amp;newsid=4471&amp;exid=3888&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;linkid=116160" target="_blank" rel="noreferrer noopener">16dicembrecarrara.it</a></p>
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		<title>Le montagne non ricrescono &#124; Carrara, 16-17 dicembre 2023</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2023 11:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Alpi]]></category>
		<category><![CDATA[Convegno]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[A Carrara una due giorni (16/17 dicembre 2023) organizzata dall'&#8221;Assemblea per l&#8217;accesso alla montagna&#8221; contro l&#8217;eccesso di attività estrattive nelle Alpi Apuane. Un convegno, un corteo e un momento di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>A <em>Carrara una due giorni (16/17 dicembre 2023) organizzata </em><em>dall'&#8221;Assemblea per l&#8217;accesso alla montagna&#8221; contro l&#8217;eccesso di </em><em>attività estrattive nelle Alpi Apuane. </em><em>Un convegno, un corteo e un momento di confronto sul futuro della montagna. </em><em>Si parte sabato 16 dicembre con la manifestazione nazionale </em><em>intitolata &#8220;Le montagne non ricrescono. Fermiamo l&#8217;estrattivismo in Apuane e ovunque&#8221;</em></h3>
<p><figure id="attachment_74541" aria-describedby="caption-attachment-74541" style="width: 2560px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" id="longdesc-return-74541" class="size-full wp-image-74541" tabindex="-1" src="http://archivio.cai.it/wp-content/uploads/2023/12/Cava-di-Bettogli-scaled.jpg" alt="Cava di Bettogli" width="2560" height="1657" longdesc="https://archivio.cai.it?longdesc=74541&amp;referrer=74538" /><figcaption id="caption-attachment-74541" class="wp-caption-text"><em><strong>Cava di Bettogli</strong></em></figcaption></figure></p>
<div></div>
<div>
<p>Sensibilizzare la cittadinanza, le Istituzioni e il mondo delle imprese sulle conseguenze, di natura ambientale ed economica, degli e<strong>ccessi dell&#8217;attività estrattiva nelle Alpi Apuane</strong>, proponendo al contempo <strong>alternative sostenibili </strong>per questi territori montani é l&#8217;obiettivo della manifestazione nazionale <strong>&#8220;Le montagne non ricrescono. Fermiamo l&#8217;estrattivismo in Apuane e ovunq</strong><strong>ue&#8221;</strong> e della due giorni di<strong> sabato 16 e domenica 17 dicembre a Carrara</strong>.</p>
</div>
<div>Promotori sono il <strong>Club alpino italiano,</strong> con la Commissione centrale tutela ambiente montano e il Gruppo regionale Cai Toscana, <strong>Arci, Athamanta, Comitato </strong><strong>C</strong><strong>omunità </strong><strong>C</strong><strong>ivica della Cappel</strong><strong>la di Seravezza (LU), Coordinamento ambientalista apuoversiliese e Italia Nostra</strong>, riuniti nell'&#8221;<strong>Assemblea per l&#8217;accesso alla montagna&#8221;</strong>. Oltre a loro, sono un centinaio le realtà aderenti alla giornata, tra cui diverse Sezioni Cai.</div>
<h3><strong>L&#8217;attività estrattiva nelle Apuane<br />
</strong></h3>
<div>Con il termine <strong>&#8220;estrattivismo&#8221;</strong> le associazioni intendono un sistema in cui le aspettative del mondo imprenditoriale legato alle cave si impongono sulle esigenze sociali, ambientali ed economiche delle comunità.</div>
<div>
<p>L'&#8221;Assemblea per l&#8217;accesso alla montagna&#8221; evidenzia che dalle Alpi Apuane vengono estratte ogni anno <strong>cinque milioni di tonnellate di montagna</strong>, un&#8217;attività che genera ingenti guadagni per pochi e incalcolabili danni per gli ecosistemi e la popolazione.</p>
<p>Negli ultimi trent&#8217;anni è stato estratto più marmo che nei precedenti 2000 anni. L&#8217;<strong>80%</strong> di esso viene in larga parte utilizzato per l&#8217;<strong>industria del carbonato di calcio</strong>, mentre <strong>meno dell&#8217;1%</strong> è destinato all&#8217;arte.</p>
</div>
<div>Oggi nelle Alpi Apuane sono presenti<strong> oltre 160 cave attive</strong> e <strong>più di 500 inattive</strong>, mentre sono oltre 10 milioni i metri quadrati di territorio ridotto a discariche di scarti di estrazione.</div>
<div>In piena crisi climatica, la <strong>marmettola</strong> (fango carbonatico prodotto dall&#8217;attività di estrazione) compromette le<strong> acque</strong> di <strong>uno dei più importanti bacini idrici d&#8217;Italia</strong>, che viene incessantemente inquinato.</div>
<div>L&#8217;occupazione industriale della montagna, inoltre, ostacola l&#8217;<strong>accesso e la frequentazione</strong> da parte degli <strong>escursionisti</strong>, contrastando così lo sviluppo di economie sostenibili alternative. Sono diversi i <strong>sentieri interrotti o cancellati </strong>a causa delle attività estrattive in aree che li intercettano.</div>
<div>
<p><figure id="attachment_74540" aria-describedby="caption-attachment-74540" style="width: 901px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" id="longdesc-return-74540" class="size-full wp-image-74540" tabindex="-1" src="http://archivio.cai.it/wp-content/uploads/2023/12/Locandina-Le-montagne-non-ricrescono.jpeg" alt="Locandina Le montagne non ricrescono" width="901" height="1280" longdesc="https://archivio.cai.it?longdesc=74540&amp;referrer=74538" /><figcaption id="caption-attachment-74540" class="wp-caption-text"><strong><em>Locandina Le montagne non ricrescono</em></strong></figcaption></figure></p>
</div>
<h3><strong>Il convegno di sabato 16 dicembre 2023<br />
</strong></h3>
<div>La giornata di sabato prevede al mattino (ore 8:30, Sala Garibaldi, via G. Verdi 15c) un <strong>convegno</strong> durante il quale si analizzerà l'&#8221;estrattivismo&#8221; come paradigma a cui contrapporre un diverso ed equilibrato modello sociale ed economico.</div>
<div>
<p>Interverranno <strong>Maura Benegiamo</strong> (Ricercatrice dell&#8217;Università di Pisa), <strong>Matteo Procuranti</strong> (Blanca Teatro),<strong> Nadia Ricci</strong> (Presidente Federazione Speleologica Toscana), <strong>Ildo Fusani</strong> (Circolo Arci Chico e Marielle), <strong>Rossanna Giannini</strong> (Comitato Civico La Cappella) e <strong>Alessandro Gogna</strong> (alpinista e storico dell&#8217;alpinismo). Le conclusioni saranno affidate al Presidente generale del Cai A<strong>ntonio Montani.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div>«È da diverso tempo che il Cai è impegnato nella difesa delle Apuane», afferma il Presidente generale del Cai<strong> Antonio Montani</strong>. «La protezione di questo straordinario ambiente è per noi una priorità e siamo da subito disponibili come interlocutori delle istituzioni per studiare progettualità alternative che abbiano come elementi imprescindibili l&#8217;attenzione agli ecosistemi e la sostenibilità. La Giornata Internazionale della Montagna 2023 dell&#8217;11 dicembre scorso è stata dedicata al ripristino degli ecosistemi montani, con la volontà di includere pienamente le montagne nel Decennio delle Nazioni Unite per il ripristino degli ecosistemi 2021-2030, co-guidato dalla FAO e dal Programma ambientale delle Nazioni Unite. Le Apuane hanno il diritto di esserne parte».</div>
<div>Nel pomeriggio si riunirà la <strong>Segreteria Ambiente del Cai,</strong> che al primo punto dell&#8217;ordine del giorno tratterà la questione delle attività estrattive in Apuane.</div>
<h3><strong>Gli altri appuntamenti<br />
</strong></h3>
<div>
<p>Nel pomeriggio di sabato 16 si terrà un <strong>corteo</strong> che attraverserà il <strong>centro storico della città</strong> e raggiungerà <strong>Piazza Alberica.</strong> L&#8217;appuntamento è alle ore 14 allo <strong>Stadio dei Marmi.</strong></p>
</div>
<div>
<p>Domenica 17 dicembre, <strong>Athamanta</strong> curerà la giornata aperta a tutti <strong>&#8220;Il futuro delle montagne&#8221;,</strong> strutturata in otto tavoli di lavoro tematici ospitati in diversi luoghi del centro cittadino. I partecipanti si confronteranno sul presente e sul futuro dei territori montani e delle comunità che li abitano, elaborando proposte comuni. L&#8217;assemblea plenaria che darà avvio alla giornata si terrà alle 9:30 in Piazza Alberica.</p>
</div>
<div>Per maggiori informazioni: <a href="http://cia.mailnewsletter.it//newsletter/tk/get.html?&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;ag=am&amp;newsid=4471&amp;exid=3888&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;linkid=116160" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://cia.mailnewsletter.it//newsletter/tk/get.html?%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26ag%3Dam%26newsid%3D4471%26exid%3D3888%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26linkid%3D116160&amp;source=gmail&amp;ust=1702636979008000&amp;usg=AOvVaw3Y_iDP8zHaZEkraOtSMfTx">16dicembrecarrara.it</a></div>
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		<item>
		<title>Sostenibilità dei Giochi Olimpici Invernali 2026, non ci sono gli elementi sufficienti per confermarla</title>
		<link>https://www.cai.it/news/2023/09/sostenibilita-dei-giochi-olimpici-invernali-2026-non-ci-sono-gli-elementi-sufficienti-per-confermarla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Sep 2023 05:50:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[Presa di posizione di otto associazioni di protezione ambientale, tra cui il Cai, dopo il confronto con la Fondazione Milano Cortina 2026 e con la Società Infrastrutture Milano Cortina (S.I.Mi.Co.) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Presa di posizione di otto associazioni di protezione ambientale, tra cui il Cai, dopo il confronto con la Fondazione Milano Cortina 2026 e con la Società Infrastrutture Milano Cortina (S.I.Mi.Co.) sullo stato di avanzamento degli interventi in vista dei Giochi olimpici invernali del 2026</h3>
<div>
<p><figure id="attachment_72212" aria-describedby="caption-attachment-72212" style="width: 1100px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" id="longdesc-return-72212" class="size-full wp-image-72212" tabindex="-1" src="http://archivio.cai.it/wp-content/uploads/2023/09/PianaCampo_Cortina-c-Giovanni-Serafin.jpg" alt="PianaCampo Cortina c Giovanni Serafin" width="1100" height="649" longdesc="https://archivio.cai.it?longdesc=72212&amp;referrer=72210" /><figcaption id="caption-attachment-72212" class="wp-caption-text">Piana di Campo (Cortina d&#8217;Ampezzo) © Giovanni Serafin</figcaption></figure></p>
</div>
<div></div>
<div>«Non abbiamo ad oggi elementi, a poco più di tre anni dai Giochi olimpici 2026 e dopo un confronto avviato e voluto da Fondazione Milano Cortina 2026 sin dal 2021, per potere attestare la sostenibilità ambientale delle opere e dei giochi olimpici invernali, dichiarata nel dossier di candidatura». Questa la chiara posizione espressa dalle associazioni di protezione ambientale <strong>Club Alpino Italiano, Federazione Pro Natura, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Mountain Wilderness, TCI e WWF</strong> che hanno partecipato ieri, 13 settembre, a un confronto con la Fondazione Milano Cortina 2026 e con la Società Infrastrutture Milano Cortina (S.I.Mi.Co.) sullo stato di avanzamento degli interventi in vista dei giochi olimpici invernali del 2026. L’organizzazione delle olimpiadi è stata affidata alla Fondazione per tutto quello che riguarda lo svolgimento dei giochi e alla società S.I.Mi.Co. per le infrastrutture (villaggi olimpici, impianti sportivi tra cui pista da bob di Cortina, varianti e bretelle stradali, ecc.).</div>
<div>Al momento, osservano le associazioni, mentre è in corso una procedura di Valutazione Ambientale Strategica preliminare, voluta dalla Fondazione e focalizzata solo ed esclusivamente sul programma delle tre settimane dei Giochi, S.I.Mi.Co. sinora non ha fornito il quadro dettagliato &#8211; completo dei vari stadi di progettazione/valutazione/<wbr />autorizzazione &#8211; degli interventi (infrastrutture lineari), connessi e di contesto, inseriti nel piano, che pure è stato trasmesso al Ministero dell’Ambiente sin dall’aprile 2022. In particolare, per quanto riguarda la pista da bob di Cortina, malgrado il lievitare incontrollato dei costi (che dai 50 milioni di euro si stima siano già arrivati a 120) e l’alternativa di possibile utilizzo della pista Innsbruck (12 milioni di euro), a impatto zero per il nostro Paese, né la Fondazione, né S.I.Mi.Co. si dichiarano disponibili a considerare l’alternativa ambientalmente ed economicamente più sostenibile.</div>
<div></div>
<div>Di fatto, osservano le associazioni, non rendendo disponibili tutte le informazioni (anche sulle opere connesse e di contesto) si è persa un’occasione storica di confronto durante la fase partecipativa, prevista nelle procedure di valutazione ambientale, che avrebbe potuto portare al miglioramento dei progetti e del loro inserimento ambientale, naturalistico e paesaggistico. Le associazioni infine riscontrano che le proposte di collaborazione nei loro confronti inizialmente formulate nel gennaio 2021 dalla Fondazione Milano Cortina, come ad esempio la raccolta di suggerimenti e spunti, la condivisione della progettualità, anche su recupero/compensazione e gli incontri di aggiornamento periodici, sono state improduttive.</div>
<div>Per questi motivi le associazioni ritengono, che, con queste modalità di coinvolgimento, non sia più proficua la loro partecipazione al tavolo di confronto voluto dalla Fondazione Milano-Cortina 2026 alla luce di quanto sinora è avvenuto. Le associazioni continueranno comunque a svolgere il proprio ruolo per monitorare, contrastare i progetti sbagliati e impattanti e a proporre alternative laddove possibile instaurando un confronto produttivo con gli interlocutori istituzionali.</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Consiglio di Stato blocca i nuovi impianti sciistici a Solda per l’assenza di Valutazione Ambientale Strategica</title>
		<link>https://www.cai.it/news/2023/04/il-consiglio-di-stato-blocca-i-nuovi-impianti-sciistici-a-solda-per-lassenza-di-valutazione-ambientale-strategica-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Apr 2023 12:30:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[Accolto il ricorso delle associazioni di protezione ambientale, tra cui il Cai: «Importante risultato per la salvaguardia del Parco Nazionale dello Stelvio» L’Ortles (Ortler in tedesco) visto dallo Stelvio © [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Accolto il ricorso delle associazioni di protezione ambientale, tra cui il Cai: «Importante risultato per la salvaguardia del Parco Nazionale dello Stelvio»</h3>
<div id="attachment_100794" class="test wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.cai.it/wp-content/uploads/2023/04/LOrtles-visto-dallo-Stelvio.-Foto-D.-Chiesa-scaled.jpg" alt="L'Ortles visto dallo Stelvio" width="2560" height="1834" /></p>
<p class="wp-caption-text">L’Ortles (Ortler in tedesco) visto dallo Stelvio © Davide Chiesa</p>
</div>
<p>Il <strong>Consiglio di Stato</strong> ha dato ragione alle <strong>associazioni di protezione ambientale</strong>: la realizzazione del nuovo impianto sciistico di Solda (BZ) è incompatibile con i valori naturalistici e paesaggistici tutelati dal<strong> Parco Nazionale dello Stelvio.</strong></p>
<p>Nove associazioni di protezione ambientale <strong>(Club Alpino Italiano Regione Lombardia,</strong> Fai, Federazione Pro Natura, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Mountain Wilderness, Touring Club Italiano, WWF) hanno presentato appello nel giugno 2020 alla sentenza del Tar n. 55/2020 della <strong>Provincia Autonoma di Bolzano</strong> che riteneva infondato il ricorso contro la Delibera di Giunta n. 106/2018 della Provincia Autonoma di Bolzano.</p>
<h3>Cosa prevedeva il progetto</h3>
<p>La Delibera aveva dato il via all’iter autorizzativo per realizzare un<strong> nuovo impianto di risalita di</strong> <strong>1310 metri di lunghezza</strong> e <strong>una nuova pista a Solda</strong>, in un’area di 4,47 ettari nel comune di Stelvio (BZ), in pieno<strong> Parco Nazionale dello Stelvio,</strong> a completamento del grande carosello sciistico “Ortler-Ronda”, tramite la realizzazione di impianti, con una portata di 550 persone all’ora, <strong>non rispettando gli impegni assunti</strong> (Intesa dell’11/2/2015 e Linee Guida del 19/1/2017) con la <strong>Regione Lombardia,</strong> la <strong>Provincia Autonoma di Trento</strong> e il <strong>Ministero dell’Ambiente</strong> e la normativa vigente (D.lgs. 14/2016).</p>
<h3>Alti valori naturalistici</h3>
<p>La Delibera della Giunta provinciale di Bolzano, osservavano le associazioni, non teneva in alcun conto il dovere di tutela degli alti valori naturalistici dei <strong>siti Natura 2000 “Ortler Madatschspitze” e “Ulten Sulden”</strong>, tutelati dall’Europa e caratterizzati dalla presenza di sei differenti habitat, otto specie faunistiche elencate nella <strong>Lista Rossa delle specie animali minacciate in Alto Adige</strong> e, infine, di aree di importanza paesaggistica e naturalistica, dove si riproduce la pernice bianca e si registra la presenza dell<strong>‘aquila reale</strong> e del<strong> gipeto.</strong></p>
<h3>Assenza di Valutazione Ambientale Strategica</h3>
<p>La sentenza del Consiglio di Stato di ieri, che ha accolto il ricorso in appello delle associazioni, <strong>annulla gli atti impugnati</strong> e condanna la <strong>Provincia Autonoma di Bolzano</strong> e le <strong>Funivie Solda</strong> al pagamento in solido delle spese del doppio grado di giudizio (quantificate in 8mila euro).<br />
Nella sentenza si legge che l’intervento dell’Ortler-Ronda, incidente in una zona di protezione speciale (tutelata dall’Europa), avrebbe dovuto essere sottoposto, al contrario di quanto avvenuto, in assenza di un piano e di un regolamento del Parco Nazionale dello Stelvio, a <strong>Valutazione Ambientale Strategica</strong> per accertare il rispetto dei valori paesaggistici e ambientali del territorio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La vicenda della pista da bob di Cortina mette in discussione la sostenibilità dei Giochi</title>
		<link>https://www.cai.it/news/2023/04/la-vicenda-della-pista-da-bob-di-cortina-mette-in-discussione-la-sostenibilita-dei-giochi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Apr 2023 13:43:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cai.it/news/2023/04/la-vicenda-della-pista-da-bob-di-cortina-mette-in-discussione-la-sostenibilita-dei-giochi/</guid>

					<description><![CDATA[Nuovo intervento delle associazioni di protezione ambientale Club Alpino Italiano, Italia Nostra, Lipu, Mountain Wilderness, Pro Natura, Touring Club Italiano e WWF sulle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Sostegno al ricorso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Nuovo intervento delle associazioni di protezione ambientale Club Alpino Italiano, Italia Nostra, Lipu, Mountain Wilderness, Pro Natura, Touring Club Italiano e WWF sulle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Sostegno al ricorso al Tar del Lazio intrapreso da Italia Nostra, legittimata a ricorrere in giudizio per interessi ambientali e culturali, contro il nuovo progetto della pista da bob di Cortina</h3>
<div id="attachment_100781" class="test wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.cai.it/wp-content/uploads/2023/04/Pista-Bob_Cortina_Luglio2022_22.jpeg" alt="Pista Bob_Cortina_Luglio2022_22" width="2000" height="1500" /></p>
<p class="wp-caption-text">La vecchia pista da bob di Cortina (luglio 2022) © Cai</p>
</div>
<p>A quasi quattro anni dall’aggiudicazione delle <strong>Olimpiadi invernali 2026 a Milano e Cortina,</strong> possiamo affermare che quelli che dovevano essere, come riportato nel Dossier di candidatura,<em> “i Giochi invernali più sostenibili e memorabili di sempre, fonte di ispirazione per cambiare la vita delle generazioni future</em>” sono smentiti dai fatti.</p>
<p><strong>Club Alpino Italiano, Italia Nostra, Lipu, Mountain Wilderness, Pro Natura, Touring Club Italiano e WWF</strong> osservano che una manifestazione come le Olimpiadi, occasione per affermare il valore dello sport come strumento di pace e di dialogo tra popoli e culture, se non progettata e realizzata sostenibilmente può contribuire ad avere un <strong>impatto negativo su aree fragili come le montagne</strong> favorendo<strong> ulteriore consumo di suolo</strong>, con aggravi ingiustificati della spesa pubblica, peggioramento della qualità dell’ambiente, del paesaggio e, quindi, della vita degli abitanti.</p>
<h3>“Clausola PNRR” e ritardi</h3>
<p>Del resto, la scelta dei Governi che si sono succeduti negli anni seguenti all’assegnazione di procedere al commissariamento delle opere, di adottare la <strong>“clausola PNRR”</strong> per velocizzare gli iter, di non effettuare una <strong>Valutazione Ambientale Strategica</strong> nazionale – come richiesto per due anni invano dalle associazioni di protezione ambientale – e di evitare le procedure di<strong> Valutazione di Incidenza Ambientale</strong> per gli interventi nei siti <strong>Natura 2000</strong> conferma che le prossime Olimpiadi rischiano di essere <strong>sostenibili solo a parole.<br />
</strong>I ritardi poi nella progettazione, nell’apertura dei cantieri e nella realizzazione delle opere, fino a ora lamentati, non sono certamente imputabili alle associazioni stesse.</p>
<div id="attachment_100782" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-100782" src="https://www.loscarpone.cai.it/wp-content/uploads/2023/04/Pista-Bob_Cortina_Luglio2022_1.jpeg" alt="Pista Bob_Cortina_Luglio2022_1" width="809" height="795" /></p>
<p class="wp-caption-text">Rettilineo della vecchia pista da bob di Cortina (luglio 2022) © Cai</p>
</div>
<h3>Un’opera-feticcio</h3>
<p>Emblema di queste Olimpiadi “sostenibili” – senza voler qui prendere in considerazione la quantità di interventi “connessi e di contesto”, perlopiù opere stradali, giustificati dalla necessità di velocizzare il traffico automobilistico, che in gran parte non saranno pronti per il 2026 – è il <strong>rifacimento della pista da bob di Cortina “Eugenio Monti”.</strong> Costruita nel 1923, è stata ristrutturata più volte fino alla chiusura definitiva nel 2008, quando in Italia funzionava ancora l’impianto di Cesana, in Piemonte, realizzato ex novo al costo di 110 milioni di euro per i Giochi di Torino 2006 e chiuso nel 2011. Che la pista da bob sia <strong>un’opera-feticcio</strong> più che una necessità per lo svolgimento dei Giochi lo confermano una serie di dati e fatti:</p>
<blockquote>
<ul>
<li>Tra bob, slittino e skeleton nel nostro Paese sono <strong>un’ottantina circa</strong> gli atleti iscritti alla Federazione Italiana Sport Invernali (FISI) abilitati a gareggiare;</li>
<li>I costi di realizzazione sono cresciuti nel tempo diventando proibitivi; dai<strong> 50 milioni di euro</strong> previsti inizialmente si è passati <strong>a 85, poi a 102 milioni e oggi si parla di 120 milioni;</strong></li>
<li>La storia della vecchia pista di Cortina e di quella più recente di Cesana insegna che <strong>i costi di gestione post evento sono insostenibili</strong> e che il nuovo impianto è destinato a <strong>chiudere in breve tempo;</strong></li>
<li><strong>Certi e gravi</strong> sono i costi ambientali della pista: la<strong> deforestazione</strong> (20mila mq con l’abbattimento di 200 larici storici secondo le dichiarazioni, ma oltre 25mila mq a un attento esame del progetto definitivo, cosa che richiede quindi una Valutazione d’Impatto Ambientale), il <strong>prelievo di acqua dall’acquedotto comunale</strong> (oltre 3.000 metri cubi) per la formazione del ghiaccio in un territorio già sofferente dal punto di vista idrico, l’<strong>impiego di sostanze chimiche</strong> necessarie alla refrigerazione, oltre al <strong>paesaggio</strong> che verrà modificato per l’imponenza e le caratteristiche della nuova struttura;</li>
<li>Da ultimo, al <strong>Comitato Internazionale Olimpico</strong> (CIO) interessa solo che ci sia una<strong> struttura idonea per le gare</strong>, non necessariamente “nuova” o localizzata in Italia. Non dimentichiamo il precedente delle Olimpiadi di Squaw Valley, nel 1960, quando il CIO stesso prese atto della decisione degli statunitensi di non costruire la pista da bob perché eccessivamente costosa sia nella realizzazione sia nel mantenimento (in quell’occasione non furono svolte le gare, né assegnate le medaglie).</li>
</ul>
</blockquote>
<p>A nulla sono valsi finora gli appelli delle associazioni di protezione ambientale che hanno sollecitato un <strong>approccio realistico e pragmatico</strong> sulla questione. Le associazioni hanno chiesto al Governo italiano, alla Regione Veneto, al Comune di Cortina d’Ampezzo, al CONI e alla Fondazione Milano-Cortina 2026 di <strong>rinunciare al progetto di abbattimento e ricostruzione della pista “Eugenio Monti”,</strong> suggerendo invece l’uso della <strong>struttura di Igls,</strong> in Austria, affittandola per le gare.</p>
<h3>Sostegno al ricorso di Italia Nostra</h3>
<p>Sul tema – e su quello più generale di come garantire la sostenibilità dei Giochi – è sempre stata impossibile ogni sorta di <strong>reale interlocuzione e confronto</strong>: per questo motivo le associazioni di protezione ambientale sostengono con convinzione il<strong> ricorso al Tar del Lazio</strong> contro il Commissario Straordinario del Governo, la società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 Spa (SIMICO), il Ministero della Cultura, la Regione Veneto, il Comune di Cortina e altri soggetti intrapreso da<strong> Italia Nostra</strong>, legittimata a ricorrere in giudizio per<strong> interessi ambientali e culturali,</strong> contro il nuovo progetto della pista da bob di Cortina.</p>
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		<title>Confronto su politiche di sviluppo della montagna lombarda a ‘Fa’ la cosa giusta!’</title>
		<link>https://www.cai.it/news/2023/03/confronto-su-politiche-di-sviluppo-della-montagna-lombarda-a-fa-la-cosa-giusta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2023 17:36:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Montani]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;assessore agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorse idriche di Regione Lombardia, Massimo Sertori, si è confrontato con i presidenti del Cai nazionale, Antonio Montani, e regionale, Emilio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>L&#8217;assessore agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorse idriche di Regione Lombardia, Massimo Sertori, si è confrontato con i presidenti del Cai nazionale, Antonio Montani, e regionale, Emilio Aldeghi</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" id="longdesc-return-66690" class="size-full wp-image-66690" tabindex="-1" src="http://archivio.cai.it/wp-content/uploads/2023/03/Montani_Sertori.jpg" alt="Montani Sertori" width="2000" height="1500" longdesc="https://archivio.cai.it?longdesc=66690&amp;referrer=66689" /></p>
<p>Il Presidente Montani e l’Assessore Sertori a “Fa’ la cosa giusta!” © Cai</p>
<p>Si è tenuto oggi a Milano un “<strong>Confronto tra Regione Lombardia e Club alpino italiano sulle politiche di sviluppo della montagna lombarda</strong>“, inserito all’interno del programma di “Fa’ la cosa giusta!“, 19ª fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili.</p>
<p>L’assessore agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorse idriche di Regione Lombardia, <strong>Massimo Sertori,</strong> si è confrontato con i presidenti del Cai nazionale, <strong>Antonio Montani</strong>, e regionale, <strong>Emilio Aldeghi</strong>.</p>
<p>«Regione Lombardia – ha detto <strong>l’assessore Sertori</strong> – è sempre molto attenta alle politiche per la promozione e la valorizzazione della montagna nel suo complesso e sarà parte attiva a livello nazionale delle istanze del Cai sulla legge quadro della montagna. Proseguirà inoltre il rapporto proficuo con il Cai sui temi della sostenibilità della montagna, che si realizza anche sostenendo il sistema dei rifugi e dei sentieri».</p>
<p>«È stato un confronto interessante con l’assessore di una regione da sempre particolarmente attenta al mondo della montagna – ha spiegato il <strong>Presidente generale del Club alpino italiano Antonio Montani</strong> -. In questo momento di grande difficoltà dovuta alla crisi climatica, il Cai è a disposizione delle istituzioni per individuare le più opportune strategie per il bene delle aree montane e di tutto il Paese.</p>
<p>Domani a “<strong>Fa’ la cosa giusta!</strong>” (ore 17, piazza Viaggio Slow) è in programma l’incontro “<strong>Iniziative per una fruizione sostenibile del territorio montano</strong>”. Regione Lombardia e Club alpino italiano presenteranno le iniziative messe in campo nel 2023 per la promozione e la valorizzazione delle Terre Alte. Prevista la presenza del Presidente generale del Cai Antonio Montani, del Presidente di Ersaf Alessandro Fede Pellone, del Presidente di Assorifugi Lombardia Gino Baccanelli e di Lino Zani del programma “Linea Verde Sentieri” di Rai1, realizzato in collaborazione con il Cai.</p>
<p>Per il dettaglio degli altri eventi che il Cai organizza a “Fa’ la cosa giusta!” <a href="https://www.loscarpone.cai.it/prima-volta-cai-fiera-fa-la-cosa-giusta/" target="_blank" rel="noopener">clicca qui.</a></p>
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		<title>La pista da bob è una scelta sbagliata. Poco opportuna la collocazione del villaggio olimpico di Cortina</title>
		<link>https://www.cai.it/news/2023/03/la-pista-da-bob-e-una-scelta-sbagliata-poco-opportuna-la-collocazione-del-villaggio-olimpico-di-cortina/</link>
		
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		<pubDate>Fri, 03 Mar 2023 08:42:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[La posizione di CIPRA, Club alpino italiano, Pro Natura, Federparchi e Mountain Wilderness dopo l&#8217;annuncio dato al termine della riunione della cabina di regia sulle Olimpiadi 2026 del 27 febbraio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>La posizione di CIPRA, Club alpino italiano, Pro Natura, Federparchi e Mountain Wilderness dopo l&#8217;annuncio dato al termine della riunione della cabina di regia sulle Olimpiadi 2026 del 27 febbraio scorso</h3>
<div id="attachment_100052" class="test wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.cai.it/wp-content/uploads/2023/03/PianaCampo_Cortina-c-Giovanni-Serafin.jpg" alt="Piana di Camp Cortina" width="1830" height="1080" /></p>
<p class="wp-caption-text">Piana di Campo, l’area che dovrebbe ospitare il villaggio olimpico © Giovanni Serafin</p>
</div>
<p>Con l’annuncio dato al termine della riunione della cabina di regia sulle <strong>Olimpiadi 2026</strong> del 27 febbraio dai Ministri <strong>Salvini</strong> e <strong>Abodi</strong>, dai presidenti di Regione Lombardia e Veneto <strong>Fontana</strong> e <strong>Zaia</strong>, nonché dal Presidente del CONI <strong>Malagò</strong> e dall’AD <strong>Sant’Andrea</strong>, che <strong>la pista da bob si farà a Cortina ad ogni costo</strong> (per il momento si parla di <strong>85 milioni di euro</strong>, a carico dello Stato, e quindi di tutti gli italiani, ma è facile prevedere una ulteriore lievitazione), viene a cadere l’ultima opportunità di dare alle Olimpiadi invernali un tocco di <strong>sostenibilità</strong>. Con questa decisione <strong>si rinuncia inoltre alla coerenza</strong> con le raccomandazioni contenute nell’<strong>Agenda 2020+5</strong> del CIO e a quanto dichiarato nel dossier di candidatura. Non aver voluto prendere seriamente in considerazione da parte degli organizzatori – e della politica – l’alternativa disponibile e molto meno dispendiosa di Innsbruck è un grave errore secondo la <strong>Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi</strong> (CIPRA), <strong>Club alpino italiano</strong> (Cai),<strong> Federazione Nazionale Pro Natura, Federparchi</strong> e <strong>Mountain Wilderness.</strong></p>
<h3>Infrastruttura utilizzata per pochi giorni da pochi atleti</h3>
<p>Quanti servizi alle comunità montane del Bellunese si sarebbero potuti offrire con i milioni risparmiati per costruire una pista che – come insegnano le esperienze passate, prima fra tutte quella di Torino 2006 con la pista di Cesana abbandonata dopo pochi anni –<strong> sarà utilizzata per pochi giorni da pochi atleti</strong>?</p>
<blockquote><p><em>«Se avevamo apprezzato la scelta degli organizzatori che poche settimane fa avevano saggiamente abbandonato il progetto del palazzo del ghiaccio coperto di Baselga di Pinè, un progetto troppo grande e dispendioso per una piccola località montana, – </em>dichiarano le scriventi associazioni <em>– non possiamo non dirci contrariati da questa decisione assunta da politici e organizzatori che, dopo aver fatto credere nel dossier di candidatura che Cortina disponesse già di una pista da bob, si ostinano a volerla ricostruire demolendo i resti di quella utilizzata nel 1956».</em></p></blockquote>
<h3>Villaggio olimpico in un’area di pregio ambientale</h3>
<p>Un altro progetto annunciato dalla cabina di regia riguarda il <strong>villaggio olimpico di Cortina</strong> che nelle dichiarazioni degli organizzatori verrà realizzato mediante container che saranno rimossi a conclusione dell’evento, non più in località Fiames ma in<strong> località Campo</strong>, sempre a Cortina. Se da un lato è da <strong>cogliere positivamente l’idea di una infrastruttura provvisoria rimovibile</strong>, dall’altro si ritiene <strong>poco opportuna questa collocazione</strong> in quanto, nonostante la temporaneità, ogni trasformazione risulterebbe comunque<strong> incompatibile con le caratteristiche dell’area</strong>. Anche comprendendo l’esigenza di dover ospitare gli atleti, ammesso che le varie migliaia di posti letto degli alberghi di Cortina non siano sufficienti, la scelta della Piana di Campo pare piuttosto infelice: essa è infatti <strong>un’area a valenze ambientali e naturalistiche di pregio,</strong> dalla presenza di diverse specie in via di estinzione. Per le sue dinamiche idrogeologiche ogni intervento di natura infrastrutturale<strong> altererebbe irreversibilmente</strong> i delicati equilibri. Per ospitare gli atleti per le poche settimane dell’evento olimpico, con tutte le <strong>strutture necessarie non rimovibili</strong> (fondamenta, strutture fognarie, impiantistica elettrica e gas) si recherebbero<strong> danni irreversibili</strong> ad una Piana dal grande valore ambientale, storico, paesaggistico e che non può avere altra destinazione se non quella agricola.</p>
<p>Oltre a quelli di cui sopra, ci sono altri impianti e infrastrutture viabilistiche in fase di progettazione. Il modo di procedere degli organizzatori lascia perplessi: se l’assenza di una strategia e di un vero e proprio cronoprogramma potranno comportare ritardi e dispendio di risorse, l’assenza di una <strong>Valutazione Ambientale Strategica complessiva</strong> per i progetti e le opere connesse – procedura che al momento <strong>non risulta essere stata nemmeno avviata</strong> – rischia di creare danni irreversibili ad un territorio fragile come quello montano.</p>
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		<title>Oltre 35mila km di sentieri mantenuti con i fondi del Ministero del Turismo</title>
		<link>https://www.cai.it/news/2022/12/oltre-35mila-km-di-sentieri-mantenuti-con-i-fondi-del-ministero-del-turismo-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2022 15:56:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[sentieri]]></category>
		<category><![CDATA[Sentiero Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[Esaurito lo stanziamento di 600mila euro previsto da due bandi per la manutenzione della rete sentieristica e del Sentiero Italia CAI, che ha finanziato interventi effettuati delle Sezioni del Cai [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="post-content style-light double-bottom-padding">
<h3>Esaurito lo stanziamento di 600mila euro previsto da due bandi per la manutenzione della rete sentieristica e del Sentiero Italia CAI, che ha finanziato interventi effettuati delle Sezioni del Cai nel 2022. Il Presidente generale Montani: «Con i fondi del Ministero del Turismo garantito un servizio a beneficio dell&#8217;intera comunità per promuovere una frequentazione dell’ambiente montano sostenibile»</h3>
<div id="attachment_99081" class="test wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.cai.it/wp-content/uploads/2022/12/Manutenzione-sentieri.jpg" alt="Manutenzione sentieri" width="2016" height="1512" /></p>
<p class="wp-caption-text">Volontari Cai impegnati nella manutenzione dei sentieri © Cai</p>
</div>
<p>Quest’anno il<strong> Club alpino italiano,</strong> grazie all’utilizzo dei fondi straordinari del<strong> Ministero del Turismo</strong>, ha effettuato la manutenzione ordinaria e della segnaletica verticale e orizzontale di <strong>oltre 35mila km di sentieri in tutta Italia.</strong><br />
Questo è il dato che emerge alla scadenza del <a href="https://www.loscarpone.cai.it/300mila-manutenzione-rete-sentieristica/" target="_blank" rel="noopener">“Bando per la manutenzione ordinaria e segnaletica verticale della rete escursionistica italiana per l’anno 2022”</a> e del <a href="https://www.loscarpone.cai.it/bando-manutenzione-sentiero-italia-cai/" target="_blank" rel="noopener">“Bando per la manutenzione ordinaria/straordinaria e segnaletica del Sentiero Italia CAI per l’anno 2022”</a>.<br />
I due bandi prevedevano uno stanziamento di <strong>300mila euro ciascuno</strong>, per un totale di <strong>600mila euro</strong>, a favore delle <strong>Sezioni del Cai</strong> che si occupano della manutenzione dei sentieri delle montagne italiane. Entrambi gli stanziamenti, che prevedevano contributi a consuntivo, sono<strong> andati esauriti.</strong></p>
<h3>Un servizio a beneficio dell’intera comunità</h3>
<p>Entrando nel dettaglio, <strong>145 Sezioni di 19 regioni</strong> hanno fatto domanda per accedere al contributo previsto dal bando relativo alla rete escursionistica italiana, per la manutenzione, già effettuata, di<strong> 32mila km di sentieri.</strong><br />
Al contributo previsto dal bando relativo al Sentiero Italia CAI hanno fatto domanda <strong>52 Sezioni di 17 region</strong>i, per la manutenzione d<strong>i 3300 km del tracciato</strong> che attraversa tutta l’intera dorsale appenninica, isole comprese, e l’arco alpino.</p>
<blockquote><p><em>«Grazie al costante e straordinario impegno dei nostri volontari, abbiamo messo a valore i fondi straordinari stanziati dal Ministero del Turismo a favore delle attività del Club alpino italiano», </em>afferma il Presidente generale del Cai <strong>Antonio Montani</strong>. <em>«Unendo il nostro lavoro a questo contributo, l’associazione ha reso un servizio pubblico, a beneficio dell’intera comunità, che potrà, anche grazie al nostro aiuto, godere della rete sentieristica nazionale».</em></p></blockquote>
<div id="attachment_99083" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-99083" src="https://www.loscarpone.cai.it/wp-content/uploads/2022/12/Sentiero-italia-CAI.jpeg" alt="Sentiero Italia CAI" width="779" height="794" /></p>
<p class="wp-caption-text">Il Sentiero Italia CAI © Sosec Cai</p>
</div>
<h3>Frequentazione sostenibile e microeconomie</h3>
<p>L’obiettivo del Club alpino italiano è stato quello di<strong> massimizzare l’impatto dei fondi</strong> al fine di favorire lo sviluppo di attività di <strong>frequentazione sostenibile della montagna</strong>, nonché la creazione di <strong>microeconomie</strong> per coloro che vivono in queste realtà.</p>
<blockquote><p><em>«I sentieri sono un’infrastruttura leggera, stabile e, con un’adeguata manutenzione, duratura. Rappresentano pertanto il primo “strumento” con il quale promuovere la frequentazione lenta, curiosa e rispettosa delle nostre montagne», </em>continua Montani.</p></blockquote>
<p>Il Presidente generale del Cai precisa inoltre che 35mila km è solamente il dato relativo ai sentieri mantenuti attraverso i fondi dei due bandi.</p>
<blockquote><p><em>«Stimiamo, visto il tetto massimo dell’importo che ogni Sezione poteva richiedere, che i chilometri totali che i nostri volontari mantengono ogni anno possano essere oltre il doppio».</em></p></blockquote>
<h3>Test per il funzionamento del Catasto nazionale dei sentieri</h3>
<p>Il format online utilizzato per la richiesta del contributo ha rappresentato inoltre un test, perfettamente riuscito, sul funzionamento del <strong>Catasto nazionale dei sentieri</strong> che la Struttura operativa sentieri e cartografia del Cai sta ultimando.</p>
<div id="attachment_97859" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-97859" src="https://www.loscarpone.cai.it/wp-content/uploads/2022/10/Cai-giovani-montagna.jpg" alt="Cai giovani montagna" width="974" height="548" /></p>
<p class="wp-caption-text">Ragazzi sui sentieri con il Cai © Daniela Scerri</p>
</div>
</div>
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