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	<title>Rifugi &#8211; Cai</title>
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	<description>Club Alpino Italiano</description>
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		<title>Nei rifugi montani torna la Giornata dell&#8217;ipertensione arteriosa</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jul 2023 10:48:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[CAI]]></category>
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					<description><![CDATA[Sabato 8 e domenica 9 luglio i frequentatori di decine di rifugi alpini e appenninici potranno misurare la propria pressione arteriosa e rispondere a un questionario utile per la ricerca. [&#8230;]]]></description>
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<h3><em>Sabato 8 e domenica 9 luglio i frequentatori di decine di rifugi alpini </em><em>e appenninici potranno misurare la propria pressione arteriosa </em><em>e rispondere a un questionario utile per la ricerca. </em><em>L&#8217;iniziativa è promossa da Società Italiana dell&#8217;Ipertensione Arteriosa, </em><em>Club Alpino Italiano e Società Italiana di Medicina di Montagna, </em><em>con il sostegno dell&#8217;Istituto Auxologico Italiano di Milano e dell&#8217;Università di Milano-Bicocca</em></h3>
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<figure id="attachment_70622" aria-describedby="caption-attachment-70622" style="width: 2040px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" id="longdesc-return-70622" class="size-full wp-image-70622" tabindex="-1" src="http://archivio.cai.it/wp-content/uploads/2023/07/Rifugi_GiornataIpertensioneArteriosa_2.jpg" alt="Rifugi GiornataIpertensioneArteriosa 2" width="2040" height="1530" longdesc="https://archivio.cai.it?longdesc=70622&amp;referrer=70621" /><figcaption id="caption-attachment-70622" class="wp-caption-text"><em><strong>Giornata dell&#8217;ipertensione arteriosa 2022</strong></em></figcaption></figure>
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<div>Una campagna di sensibilizzazione sull&#8217;<strong>ipertensione arteriosa</strong> e sugli <strong>effetti cardiovascolari </strong>causati da salite a quote moderate e alte, in programma <strong>sabato 8 e domenica 9 luglio</strong> in oltre <strong>40 rifugi </strong>alpini e appenninici di <strong>16 regioni italiane</strong> sopra i 2000 metri di quota.</p>
<p>Sono queste le caratteristiche dell&#8217;edizione 2023 della <strong>Giornata dell&#8217;ipertensione arteriosa,</strong> promossa dalla <strong>Società Italiana dell&#8217;Ipertensione Arteriosa</strong>, dalla<strong> Commissione centrale medica del Club Alpino Italiano</strong> e dalla<strong> Società Italiana di Medicina di Montagna,</strong> con il sostegno dell&#8217;<strong>Istituto Auxologico Italiano di Milano</strong> e dell<strong>&#8216;Università di Milano-Bicocca.<br />
</strong><br />
Il numero di persone, con o senza problemi cardiovascolari, che salgono in montagna durante l&#8217;estate è in costante crescita. Per questo motivo gli organizzatori ritengono doveroso promuovere la consapevolezza sulle <strong>reazioni dell&#8217;apparato cardiovascolare</strong> alle quote moderate e alte.</p>
<p>Nei rifugi aderenti all&#8217;iniziativa, i frequentatori potranno ricevere <strong>informazioni sul rapporto tra pressione arteriosa e montagna</strong>, e misurare la propria<strong> pressione arteriosa, frequenza cardiaca e saturazione di ossigeno nel sangue</strong>, verificando così la propria condizione di rischio cardiovascolare e la propria reazione alla esposizione alla quota. Chi lo desidera potrà inoltre compilare in forma anonima un <strong>breve questionario</strong>, utile alla raccolta di dati per la ricerca scientifica sul comportamento della pressione arteriosa in quota e sul profilo individuale di rischio cardiovascolare tra gli escursionisti e gli alpinisti.</p>
<p><strong>L&#8217;ipertensione arteriosa<br />
</strong><br />
L&#8217;ipertensione arteriosa, detta &#8220;il killer silenzioso&#8221; perché asintomatica, è ancora oggi il principale f<strong>attore di rischio per malattie cardiovascolari </strong>in tutto il mondo e colpisce <strong>circa il 40%</strong> della popolazione adulta occidentale.</p>
<p>La <strong>Società Italiana dell&#8217;Ipertensione Arteriosa</strong> riporta i dati più recenti, i quali confermano che <strong>più del 30%</strong> della popolazione italiana adulta è affetta da ipertensione arteriosa, con percentuali ampiamente superiori nelle fasce più avanzate di età. La prevalenza di ipertensione arteriosa è inoltre in aumento tra bambini, adolescenti e giovani e pari <strong>a circa il 10%</strong>.</p>
<p>Studi recenti dell&#8217;<strong>Istituto Auxologico Italiano</strong> e dell&#8217;<strong>Università di Milano-Bicocca,</strong> inoltre, hanno chiaramente dimostrato come la pressione arteriosa salga<strong> in modo significativo</strong> durante l&#8217;esposizione ad alta quota (sopra i 2500 metri), iniziando a modificarsi anche in caso di salita ad altitudini moderate (attorno ai 1800-2000 metri). Questo si verifica sia nei <strong>soggetti normali </strong>che nei <strong>soggetti affetti da ipertensione arteriosa</strong>, sollevando così il problema di come mantenere sotto controllo la pressione anche quando si sale in quota, per garantire un approccio alla montagna sicuro e privo di rischi per l&#8217;apparato cardiovascolare.</p>
<p><strong>Consapevolezza e sicurezza<br />
</strong><br />
«Questa iniziativa rispecchia pienamente la principale missione delle organizzazioni promotrici: aumentare la consapevolezza di tutti sui rischi legati all&#8217;ipertensione e promuovere la sicurezza in montagna», sottolineano il professor <strong>Gianfranco Parati</strong>, direttore del Dipartimento di Cardiologia di Auxologico San Luca a Milano, la dottoressa<strong> Carla D&#8217;Angelo</strong>, presidente della Commissione centrale medica del Cai, e la dottoressa<strong> Lorenza Pratali</strong>, presidente della Società Italiana di Medicina di Montagna.</p>
<p>La Giornata dell&#8217;ipertensione arteriosa nei rifugi è portata avanti dal 2016 grazie al contributo dei tanti operatori sanitari coinvolti e dei gestori dei rifugi che accolgono la manifestazione. In particolare, la Commissione centrale medica del Cai ringrazia i presidenti delle Commissioni mediche periferiche per la loro preziosa collaborazione.</p>
<p>In qualche rifugio la Giornata si terrà i<strong>n altre date,</strong> programmate nei mesi di luglio e agosto.</div>
<div></div>
<div><strong>Per approfondire</strong></div>
<div><a href="http://archivio.cai.it/organo_tecnico/commissione-centrale-medica/elenco-dei-rifugi-aderenti-alla-giornata-dellipertensione-in-quota-nei-rifugi-del-club-alpino-italiano-8-9-luglio-2023/" target="_blank" rel="noopener">Elenco dei Rifugi aderenti alla Giornata dell’Ipertensione in Quota nei rifugi del Club Alpino Italiano – 8/9 luglio 2023</a></div>
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		<title>L’impegno del Club alpino italiano per i propri rifugi</title>
		<link>https://www.cai.it/news/2022/08/limpegno-del-club-alpino-italiano-per-i-propri-rifugi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Aug 2022 09:43:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[Rifugi]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal bando per la resilienza idrica al database &#8220;Unico rifugi 2.0&#8221;, passando per la donazione delle nuove maniglie delle porte del rifugio Quintino Sella al Monviso da parte di Olivari [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Dal bando per la resilienza idrica al database &#8220;Unico rifugi 2.0&#8221;, passando per la donazione delle nuove maniglie delle porte del rifugio Quintino Sella al Monviso da parte di Olivari</h3>
<div id="attachment_96341" class="test wp-caption alignnone">
<p><img decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.cai.it/wp-content/uploads/2022/06/RifugioSellaMonviso.jpg" alt="RifugioSellaMonviso" width="1068" height="997" /></p>
<p class="wp-caption-text"><em>Il Rifugio Quintino Sella al Monviso (giugno 2022) © Fb Rifugio Quintino Sellla</em></p>
</div>
<p>Le montagne sono e saranno nel prossimo futuro molto esposte agli effetti della <strong>crisi climatica</strong>, di cui rappresentano vere e proprie “sentinelle”. Sono infatti territori nei quali le conseguenze dell’aumento delle temperature sono più evidenti che in altre zone. Si pensi ad esempio alla <strong>sofferenza dei ghiacciai</strong> e alla <strong>grave carenza d’acqua</strong> che sta interessando molti rifugi in questi mesi.<br />
Come affermato dal Presidente generale <strong>Antonio Montani</strong>,</p>
<blockquote><p><em>il <strong>Club alpino italiano</strong> dedica una particolare attenzione ai propri rifugi alpini e appenninici, strutture che devono continuare a garantire la propria funzione di <strong>presidio della montagna</strong>, senza dimenticare il ruolo che rivestono sul tema<strong> sicurezza</strong>. I rifugisti infatti danno abitualmente consigli sulle condizioni di sentieri e vie di salite e sulla situazione meteorologica, e i rifugi in molti casi fungono da base per eventuali operazioni di soccorso.</em></p></blockquote>
<h3>Contrastare gli effetti del cambiamento climatico</h3>
<p>Il “Bando approvvigionamento acqua e contenimento consumi idrici nei rifugi del Cai” (scaricabile su <a href="http://archivio.cai.it/cai-approvato-un-bando-per-lapprovvigionamento-acqua-e-il-contenimento-consumi-idrici-nei-rifugi/" target="_blank" rel="noopener">archivio.cai.it</a>), approvato a fine giugno dal Comitato direttivo centrale del Club alpino italiano, ha l’obiettivo di i<strong>ncrementare la resilienza</strong> dei rifugi del Cai in relazione alla generale <strong>contrazione delle riserve idriche in quota</strong>. La finalità è quella di facilitare l’attuazione di misure concrete ed efficaci nel breve e medio periodo in risposta al cambiamento climatico, garantire il presidio territoriale e la ricettività montana sul territorio nazionale. Il bando, rivolto alle <strong>Sezioni del Cai</strong> proprietarie di rifugi non allacciati al pubblico acquedotto, copre l’<strong>80% delle spese</strong> sostenute e documentate dal primo gennaio al 31 ottobre 2022 per interventi riguardanti la manutenzione sia ordinaria che straordinaria dei sistemi di approvvigionamento idrico, accumulo idrico, riduzione dei consumi idrici. L’importo stanziato dal Comitato direttivo centrale ammonta a <strong>300mila euro</strong>, con un contributo massimo di 10mila euro a rifugio e 50mila euro a Sezione.</p>
<h3>Il database dei rifugi</h3>
<p>Non c’è solo la resilienza alla grave siccità negli obiettivi del Sodalizio, ma anche il <strong>potenziamento delle informazion</strong>i relative ai rifugi e alle strutture di proprietà del Cai. Nel database “Unico rifugi 2.0” (<a href="https://rifugiebivacchi.cai.it/" target="_blank" rel="noopener">rifugiebivacchi.cai.it</a>) sono presenti tutte le schede relative alle <strong>722 strutture</strong> di proprietà del Cai centrale e delle sue Sezioni. Di queste, <strong>310</strong> sono <strong>rifugi custoditi</strong> e<strong> 65 rifugi incustoditi</strong>, ai quali si aggiungono <strong>247 bivacchi</strong>, <strong>88 capanne sociali</strong>, <strong>10 punti d’appoggio</strong> e <strong>un ricovero di emergenza</strong>. Oltre alla localizzazione geografica, all’altitudine e alle informazioni utili per contattare i gestori, nelle schede è indicata anche la presenza di acqua corrente, energia elettrica o servizio ristorazione. Il motore di ricerca è utilizzabile attraverso diversi criteri e specifiche: la categoria, la tipologia (se custodito, incustodito, bivacco, capanna sociale, punto d’appoggio o ricovero d’emergenza), l’altitudine e i servizi.</p>
<h3>Le maniglie delle porte del Quintino Sella al Monviso</h3>
<p>Tra i suoi rifugi storici, il <strong>Quintino Sella al Monviso</strong>, ubicato a 2660 metri di altitudine in Valle Po, è una delle strutture di cui il Cai va più orgoglioso. Nel 1975 la <strong>Sezione Cai Monviso di Saluzzo</strong>, su incarico della Sede centrale, diede inizio ai lavori di ristrutturazione del vecchio Rifugio Quintino Sella. Nell’occasione <strong>Olivari</strong>, azienda di Novara leader nel settore della produzione di maniglie per le porte, contribuì con l’installazione del modello Boma in nylon rosso. A distanza di 40 anni, il suo impegno si è rinnovato. A fine luglio è stato infatti montato sulle porte del rifugio il <strong>modello Paddle</strong>, disegnato da <strong>Barber Osgerby</strong> nel 2021 e donato dall’azienda al Cai. Un’iniziativa che fa seguito a quella del settembre dell’anno scorso, con la donazione delle maniglie del <strong>modello Beta</strong>, disegnato dall’architetto <strong>Joe Colombo</strong>, per le porte della <strong>Capanna Margherita</strong>, a 4554 metri di altezza sulla Punta Gnifetti, e che nasce dai valori che Olivari condivide con il Cai per la conservazione e la valorizzazione di quello che si può definire un patrimonio nazionale.</p>
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		<title>Torna la giornata sull&#8217;ipertensione arteriosa in montagna</title>
		<link>https://www.cai.it/news/2022/07/torna-la-giornata-sullipertensione-arteriosa-in-montagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jul 2022 12:44:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Rifugi]]></category>
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					<description><![CDATA[Sabato 16 e domenica 17 luglio in 57 rifugi del Club alpino italiano in 11 regioni gli escursionisti potranno ricevere informazioni, misurare la propria pressione arteriosa, frequenza cardiaca e saturazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Sabato 16 e domenica 17 luglio in 57 rifugi del Club alpino italiano in 11 regioni </em><em>gli escursionisti potranno ricevere informazioni, misurare la propria pressione arteriosa, </em><em>frequenza cardiaca e saturazione di ossigeno nel sangue. </em><em>Recenti studi hanno infatti dimostrato che la pressione arteriosa </em><em>sale in modo significativo durante la permanenza in quota</em></h3>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-59836" src="http://archivio.cai.it/wp-content/uploads/2022/07/Giornata_Ipertensione_nei_rifugi_2019-scaled.jpg" alt=" width="2560" height="1707" /></p>
<p>L’i<strong>pertensione arteriosa</strong> è ancora oggi il principale fattore di rischio per malattie cardiovascolari in tutto il mondo, e colpisce circa il 40% della popolazione adulta occidentale. Per prevenire il verificarsi di eventi cardiaci e cerebrali, spesso fatali o invalidanti, occorre prestare maggiore attenzione al <strong>comportamento della pressione arteriosa</strong> in diverse situazioni della propria vita quotidiana.</p>
<p>Studi recenti dell’<strong>Istituto Auxologico Italiano</strong> e dell’<strong>Università di Milano-Bicocca</strong> hanno dimostrato come la pressione arteriosa salga <strong>in modo significativo</strong> durante la permanenza a un&#8217;<strong>altitudine superiore ai 2500 metri</strong>, iniziando a modificarsi anche in caso di salita ad <strong>altitudini moderate</strong> (attorno ai 1800-2000 metri). Questo si verifica sia in soggetti normali, sia in pazienti già affetti da ipertensione arteriosa, sollevando così la questione di come mantenere la pressione controllata anche quando si sale in quota, per garantire un approccio alla montagna privo di rischi per l’apparato cardiovascolare.</p>
<p>Per questi motivi <strong>sabato 16 e domenica 17 luglio</strong> torna la <strong>giornata di sensibilizzazione sull&#8217;ipertensione arteriosa in montagna</strong>, promossa dalla <strong>Società italiana dell&#8217;ipertensione arteriosa</strong>, dalla <strong>Commissione centrale medica del Club alpino italiano</strong> e dalla <strong>Società italiana di medicina di montagna</strong>, sostenuta dal lato organizzativo dall’Istituto Auxologico Italiano di Milano e dall’Università di Milano-Bicocca.</p>
<p>In <strong>57 rifugi alpini e appenninici</strong> di proprietà del Cai in 1<strong>1 regioni</strong> gli escursionisti potranno ricevere informazioni, misurare la propria pressione arteriosa, frequenza cardiaca e saturazione di ossigeno nel sangue, e compilare un breve questionario. Quest&#8217;ultimo servirà come raccolta dati per la ricerca scientifica sul comportamento della pressione arteriosa e sul rischio cardiovascolare degli escursionisti.</p>
<p>«Frequentare la montagna con responsabilità e consapevolezza significa anche prestare la massima attenzione alla propria salute, verificando le reazioni del proprio organismo quando si sale di quota», afferma il Presidente generale del Cai <strong>Antonio Montani.</strong> «In queste due giornate, i frequentatori dei rifugi potranno verificare in modo semplice e rapido la propria condizione di rischio cardiovascolare e la propria reazione all&#8217;esposizione a quote moderate o alte. Anche questa è prevenzione, un aspetto che vede il costante impegno del Cai per sensibilizzare gli escursionisti a tenere i comportamenti più idonei per minimizzare il pericolo di incidenti in montagna».</p>
<p>I rifugi che hanno aderito alla manifestazione si trovano a <strong>quote differenti</strong>: sotto i 2000 metri, tra i 2000 e i 3000 e oltre i 3000. Alcuni di essi sono raggiungibili in auto, altri a piedi o con gli impianti di risalita, altri ancora solamente a piedi.</p>
<p>«Porgo un caro augurio di buon lavoro ai colleghi Operatori sanitari che presteranno la loro opera nella Giornata sull’ipertensione in montagna, offrendo un grande servizio di prevenzione verso i frequentatori», evidenzia la Vicepresidente generale del Cai<strong> Laura Colombo</strong>, di professione medico. «La &#8220;Giornata&#8221; sarà anche l’occasione, nei rifugi alle quote più elevate, per partecipare alla validazione italiana di un sistema di rilevazione internazionale del male acuto di montagna, il &#8220;Lake Louise Score&#8221;».</p>
<p><strong>Gianfranco Parati</strong> (direttore scientifico dell’Istituto Auxologico Italiano), <strong>Franco Finelli</strong> (presidente della Commissione centrale medica del Cai) e <strong>Lorenza Pratali</strong> (presidente della Società italiana di medicina di montagna) sottolineano che «questa iniziativa, sperimentata con successo in alcuni rifugi alpini e appenninici già nel 2016, rispecchia pienamente la principale missione delle organizzazioni promotrici: aumentare la consapevolezza di tutti sui rischi legati all’ipertensione e promuovere la sicurezza in montagna» .</p>
<p>La giornata rientra nella campagna internazionale<strong> &#8220;Blood pressure at moderate and high altitude&#8221;</strong>, che ha come scopo la promozione, in chi si avvicina alla montagna, della consapevolezza sulle reazioni dell’apparato cardiovascolare alle quote moderate e alte.</p>
<p>L&#8217;elenco dei rifugi aderenti è disponibile su <a href="http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;ag=am&amp;newsid=4226&amp;exid=3675&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;linkid=109817" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26ag%3Dam%26newsid%3D4226%26exid%3D3675%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26linkid%3D109817&amp;source=gmail&amp;ust=1657715091151000&amp;usg=AOvVaw0PO4IurqM-ZXGhuW98sw-Y">archivio.cai.it</a></p>
</div>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Parte la stagione estiva ai rifugi Regina Margherita e Quintino Sella al Monviso</title>
		<link>https://www.cai.it/news/2022/06/parte-la-stagione-estiva-ai-rifugi-regina-margherita-e-quintino-sella-al-monviso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jun 2022 07:40:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Rifugi]]></category>
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					<description><![CDATA[Sabato 11 giugno 2022 è stato il giorno della riapertura dei rifugi Regina Margherita, sulla punta Gnifetti del Monte Rosa, e del Quintino Sella al Monviso Un’immagine del Quintino Sella [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Sabato 11 giugno 2022 è stato il giorno della riapertura dei rifugi Regina Margherita, sulla punta Gnifetti del Monte Rosa, e del Quintino Sella al Monviso</h3>
<div id="attachment_96239" class="test wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.cai.it/wp-content/uploads/2022/06/foto_regina_magherita.png" alt=" width="2126" height="1608" /></p>
<h5 class="wp-caption-text">Uno scatto della riapertura del rifugio Regina Margherita © Cai</h5>
</div>
<p>Sabato 11 giugno 2022 è stato il giorno della riapertura dei rifugi <strong>Regina Margherita</strong>, sulla punta Gnifetti del Monte Rosa, e del <strong>Quintino Sella</strong> al Monviso. Entrambi sono di proprietà della sede centrale del Club alpino italiano.</p>
<h3>In anticipo</h3>
<p>Per quanto riguarda il Regina Margherita, <strong>l’apertura è avvenuta in anticipo</strong> rispetto al consueto 20 giugno, aumentando la stagione dai soliti 75 a 90 giorni. Insomma, il giorno di chiusura previsto è il prossimo 11 settembre.  La via di salita è attualmente in buone condizioni, c’è del ghiaccio affiorante nell’ultimo tratto, dovuto allo scarso innevamento invernale, ma le condizioni si possono modificare con velocità. Entro l’anno è prevista anche la certificazione ambientale del rifugio. Un obiettivo ancora più impegnativo e significativo, visto il periodo di apertura prolungato.</p>
<p>Per prenotare, qui <a href="http://www.rifugimonterosa.it/it/web/prenotazioni-per-i-rifugi-29" target="_blank" rel="noopener">il link</a> con tutte le informazioni necessarie.</p>
<h3><strong>Completamente accessibile</strong></h3>
<p>Il rifugio Quintino Sella è completamente accessibile: la via di accesso è del tutto libera dalla neve. Con un inverno senza neve, sarà necessario evitare sprechi d’acqua, migliorando l’impatto ambientale della struttura. Infine, la novità della stagione è il nuovo deposito degli attrezzi che migliora l’impatto visivo della struttura.</p>
<p>Per prenotazioni è possibile mandare una mail a <a href="mailto:info@rifugiosella.it" target="_blank" rel="noopener">info@rifugiosella.it</a> o chiamare al +39 0175 94943</p>
<div id="attachment_96241" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-96241 size-large" src="https://www.loscarpone.cai.it/wp-content/uploads/2022/06/287449137_5311256112273495_8221610098237777029_n-1-1024x769.jpg" alt=" width="1024" height="769" /></p>
<h5 class="wp-caption-text"><em>Un’immagine del Quintino Sella al Monviso © Rifugio Quintino Sella al Monviso, Facebook</em></h5>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Design e alta quota si sposano ai 4554 metri della Capanna Margherita</title>
		<link>https://www.cai.it/news/2021/08/design-e-alta-quota-si-sposano-ai-4554-metri-della-capanna-margherita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Aug 2021 13:18:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Rifugi]]></category>
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					<description><![CDATA[Grazie alla donazione di Olivari al Cai, nel rifugio più alto d&#8217;Europa saranno montate le nuove maniglie dell&#8217;azienda piemontese, firmate da Joe Colombo]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Grazie alla donazione di Olivari al Cai, nel rifugio più alto d&#8217;Europa saranno montate </em><em>le nuove maniglie dell&#8217;azienda piemontese, firmate da Joe Colombo </em></h3>
<div><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-48199" src="http://archivio.cai.it/wp-content/uploads/2021/08/Capanna_Margherita.jpg" alt=" width="1600" height="1032" /><br />
È prevista nel corso della prima settimana di settembre la sostituzione delle <strong>maniglie</strong> più alte d&#8217;Europa, ai 4554 della <strong>Capanna Regina Margherita</strong> sulla Punta Gnifetti, nel Gruppo del Monte Rosa. Un&#8217;operazione possibile grazie alla donazione di <strong>Olivari</strong>, realtà leader in Italia per il settore, al <strong>Club alpino italiano,</strong> che consentirà di rinnovare le attuali maniglie con un nuovo prodotto di design.</p>
<p>Olivari, famiglia di appassionati della montagna, ha da sempre un rapporto speciale con il Monte Rosa. Nel 1977 la <strong>Sezione Cai di Varallo,</strong> su incarico della Sede Centrale, diede inizio ai lavori per la nuova capanna, che fu inaugurata il 3<strong>0 agosto 1980</strong>. Nell&#8217;occasione, Olivari contribuì con le maniglie Cusio alla ristrutturazione. A distanza di 40 anni rinnova il suo impegno. La scelta del <strong>modello Beta,</strong> disegnata dall&#8217;arch <strong>Joe Colombo</strong> è dovuta a diversi motivi. Innanzitutto una forma funzionale al contesto, che consente l&#8217;utilizzo in piena sicurezza, avendo le estremità leggermente arrotondate. Poi la modernità e attualità del disegno, che ne fa un evergreen, con la convinzione che sia valido almeno per i prossimi 40 anni. Infine la sua capacità di ben rappresentare l&#8217;alto livello del design italiano, in un luogo così estremo.</p>
<p>Questa iniziativa nasce dai <strong>valori condivisi</strong> per la conservazione e valorizzazione di un patrimonio nazionale rappresentato in maniera eccellente da Cai e Olivari e della stessa Capanna Margherita. In questa occasione le maniglie saranno personalizzate con la seratura <em><strong>&#8220;Olivari &#8211; C.Margherita 4554&#8221;</strong></em> e verrà posata una targa commemorativa <em><strong>&#8220;Olivari, maniglie d&#8217;alta quota 2021&#8221;.</strong></em> La salita a Punta Gnifetti avverrà da <strong>Punta Indren</strong> (3227 metri di quota) e vedrà impegnati quattro tecnici di Olivari accompagnati verso la Capanna dal Vicepresidente generale del Cai <strong>Antonio Montani</strong> e da due guide professioniste.</p>
<p>Il <strong>Rifugio Capanna Regina Margherita</strong> rappresenta, simbolicamente ma non solo, il presidio alle alte quote più importante per il <strong>Club alpino italiano</strong>. Posto sulla più alta vetta della Valsesia, costruito nel 1893 e ristrutturato nel 1980, è il <strong>rifugio più alto d&#8217;Europa </strong>ed è anche un importante <strong>osservatorio fisico-meteorologico</strong> per la Regione Piemonte, oltre che <strong>laboratorio</strong> convenzionato con l&#8217;Università di Torino e sede di laboratori per ricerche mediche e scientifiche. La storia ebbe inizio il <strong>14 luglio 1889</strong> quando l&#8217;Assemblea dei delegati del Cai approvò il progetto di costruire una capanna oltre 4500 metri per<em> &#8220;consentire ad alpinisti e scienziati maggior agio ai loro intenti in un ricovero elevatissimo&#8221;</em>. Nel 1890 fu scelto il luogo, la Punta Gnifetti, e fu dato inizio ai lavori. La capanna, predisposta a valle, fu trasportata dapprima con i muli e poi a spalla, con un enorme lavoro a catena e montata sulla vetta. Il rifugio fu inaugurato il <strong>4 settembre 1893</strong>. Qualche giorno prima, il 18 e 19 agosto, vi pernottò la Regina cui il rifugio era dedicato. Nel 1899 fu aggiunta la torretta destinata ad osservatorio meteorologico e nel 1903 a Londra il Consiglio Internazionale delle Accademie riconosceva la capanna Margherita istituzione di <em>&#8220;utilità scientifica e meritevole di appoggio&#8221;.</em> Oggi il rifugio è dotato di camere con letti a castello, sala bar/ristorante, bagni in comune, illuminazione elettrica, corrente 220v, accesso internet, spazi riservati ai laboratori scientifici e ai ricercatori, biblioteca. La Capanna Regina Margherita ha ottenuto nel 2002 la Certificazione <strong>UNI EN ISO 14001, </strong>che comprova il suo minimo impatto sull&#8217;ambiente circostante.</div>
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		<title>Capanna Regina Margherita: confermata la certificazione ISO 14001 per il Sistema di Gestione Ambientale</title>
		<link>https://www.cai.it/news/2020/11/capanna-regina-margherita-confermata-la-certificazione-iso-14001-per-il-sistema-di-gestione-ambientale/</link>
		
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2020 17:22:55 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Rifugi]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; il 18° anno di fila che il rifugio posto sulla Punta Gnifetti (Monte Rosa) la ottiene, grazie all&#8217;impegno del Cai per ridurre gli impatti ambientali della struttura, sensibilizzare i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>E&#8217; il 18° anno di fila che il rifugio posto sulla Punta Gnifetti (Monte Rosa) la ottiene, grazie all&#8217;impegno del Cai per ridurre gli impatti ambientali della struttura, sensibilizzare i visitatori e promuovere la ricerca scientifica ad alta quota</em></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38951" src="http://archivio.cai.it/wp-content/uploads/2020/11/capanna-margherita.png" alt=" width="1000" height="1000" /></p>
<p>Rifugio di alta montagna, ricovero ed accoglienza degli ospiti, tutela dell&#8217;ambiente e delle risorse naturali presso<strong> “Capanna Osservatorio Regina Margherita”</strong>. Questo è l&#8217;oggetto della<strong> certificazione ISO 14001 per il Sistema di Gestione Ambientale</strong> che il rifugio più alto d&#8217;Europa (4554 metri di altitudine), posto sulla <strong>Punta Gnifetti</strong>, nel gruppo del Monte Rosa, ha ottenuto per <strong>il 18esimo anno di fila.</strong> Una certificazione, dunque, che è diventata &#8220;maggiorenne&#8221;, grazie a<strong>l sistema di gestione ambientale che il Club alpino italiano ha attuato e continua a mantenere.</strong></p>
<p><strong>Cosa è la ISO 14001?</strong><br />
La norma UNI EN ISO 14001 è una norma internazionale ad adesione volontaria, applicabile a qualsiasi tipologia di organizzazione pubblica o privata, e specifica i requisiti da applicare attraverso un sistema di gestione ambientale. Il soggetto che avvia il processo di certificazione si impegna non solo ad osservare le disposizioni di legge in materia ambientale, ma anche a migliorare le proprie prestazioni e la trasparenza verso l&#8217;esterno, adottando un sistema di gestione (SGA).<br />
Un SGA rappresenta un approccio strutturato che definisce obiettivi e strategie per migliorare gli impatti ambientali, dandone un’effettiva evidenza.  I SGA possono essere applicati ad aziende di prodotti e servizi di tutte le dimensioni e tipologie.</p>
<p><strong>Qual è l&#8217;impegno del Cai?</strong><br />
La Sede centrale del Cai, proprietaria della Capanna Osservatorio Regina Margherita e la Sezione di Varallo, che ne è il gestore, sono consapevoli che l’attività svolta presso la struttura possa avere un impatto sull’ambiente e considera il rispetto dell’ambiente stesso come una parte integrante di tale attività. Per questo il Cai ha scelto di adottare un Sistema di Gestione Ambientale conforme alla norma UNI EN ISO 14001:2015, in prosecuzione della certificazione secondo la UNI EN ISO 14001:2004 già in essere.<br />
A tal fine la Sede Centrale e la Sezione di Varallo del Club Alpino Italiano, si impegnano, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, a :<br />
• Rispettare la legislazione applicabile e i requisiti sottoscritti in particolare nel Bidecalogo;<br />
• Determinare, controllare, ridurre gli impatti ambientali significativi derivanti dall’attività svolta in particolare la produzione di rifiuti, l’utilizzo di gasolio e i consumi energetici e la prevenzione dell’inquinamento;<br />
• Promuovere lo sviluppo di un turismo sostenibile e responsabile;<br />
• Comunicare il proprio impegno ambientale, sensibilizzando i frequentatori del Rifugio e tutti coloro che operano all’interno e per conto del Rifugio stesso e le parti interessate;<br />
• Formulare obiettivi di miglioramento delle prestazioni ambientali che saranno documentate e comunicate alle parti interessate;<br />
• Promuovere la Capanna Osservatorio Regina Margherita come polo per la ricerca scientifica e tecnica ad alta quota.<br />
Gli impegni individuati saranno perseguiti, fissando e riesaminando periodicamente obiettivi, traguardi e programmi ambientali.</p>
<p><strong>Contesto della Capanna</strong><br />
Grazie alla particolarità dell’ecosistema che caratterizza il Massiccio del Monte Rosa, il Rifugio è stato meta di studi per l&#8217;individuazione delle caratteristiche fisico-chimiche della neve, luogo di ricerche per comprendere più a fondo cambiamenti climatici ed ambientali, analizzare gli effetti dell&#8217;attività antropica sulle caratteristiche chimiche della neve e del nevato.<br />
Da evidenziare anche il contesto storico e culturale della valle ai piedi del rifugio, ove parte dell&#8217;indotto viene dirottato. Infatti Alagna Valsesia è stata caratterizzata dalla discesa dei coloni walser, specialisti nella colonizzazione dei territori a quote elevate. Grazie poi all&#8217;applicazione del diritto vallesano ed alle rigide usanze, costituivano un nucleo unitario capace di resistere per quasi sette secoli alla mescolanza con il resto della popolazione della Valsesia.</p>
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		<title>Rifugi: fotografia di una stagione anomala</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2020 16:31:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Montagne360]]></category>
		<category><![CDATA[Rifugi]]></category>
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					<description><![CDATA[Sul numero di novembre di Montagne360 opinioni e bilanci dell&#8217;estate 2020, tra l&#8217;impegno responsabile dei gestori e le criticità causate dai picchi di affluenza. Tra le pagine ampio spazio ai [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Sul numero di novembre di Montagne360 opinioni e bilanci dell&#8217;estate 2020, tra l&#8217;impegno responsabile dei gestori e le criticità causate dai picchi di affluenza. </em><em>Tra le pagine ampio spazio ai progetti presentati dal Cai</em><em> al Festival dello Sviluppo Sostenibile e a diverse proposte escursionistiche autunnali.</em></h3>
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<div><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38582" src="http://archivio.cai.it/wp-content/uploads/2020/10/Copertina_M360_Novembre.jpg" alt=" width="1182" height="1595" /><br />
&#8220;<strong>Hanno vinto capacità e responsabilità&#8221;</strong>: scrive così il direttore della rivista del Club alpino italiano <em><strong>Montagne360</strong></em>, <strong>Luca Calzolari</strong>, sul numero di novembre, che dedica ampio spazio all&#8217;<strong>estate 2020 in montagna e nei rifugi</strong>. &#8220;Una stagione che, pur dovendo fare i conti con i protocolli sanitari, può considerarsi <strong>tutto sommato salva</strong>, tra guanti, mascherine, igienizzazioni continue, cibi d&#8217;asporto, pernottamenti in sicurezza (con capienza ridotta) e organizzazione delle prenotazioni (mai facili da pianificare)&#8221;.</div>
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<div>Gli articoli dello speciale<strong> &#8220;Rifugi: fotografia di una stagione anomala&#8221;</strong> danno spazio a molteplici voci, dai vertici del Cai (il Vicepresidente general<strong>e Antonio Montani</strong> e il presidente della Commissione rifugi <strong>Giacomo Benedetti</strong>) ai presidenti dei Gruppi regionali, fino ad arrivare ai rifugisti come<strong> Franco Perlotto</strong> (gestore del Rifugio Boccalatte sulle Grandes Jorasses) e molti altri, da nord a sud. Il quadro emerso è che, considerate le premesse, <strong>per la montagna l&#8217;estate scorsa è andata bene</strong>, con i gestori dei rifugi che si sono dimostrati <strong>caparbi, determinati e straordinariamente responsabili</strong>: hanno rispettato le regole nazionali, i protocolli sanitari e le raccomandazioni del Cai, con una notevole capacità di adattarsi con flessibilità al nuovo contesto e alle nuove modalità di lavoro che si sono dovute adottare.</div>
<div>
I contributi evidenziano allo stesso tempo anche la necessità di riflettere sull&#8217;<strong>eccessiva affluenza</strong> registrata in molte aree nelle settimane centrali di agosto e durante i fine settimana. Un&#8217;affluenza caratterizzata, purtroppo in diversi casi, da <strong>una mancanza di cultura e di rispetto per i territori montani.</strong> Tutto questo richiama un ulteriore impegno del Club alpino nell&#8217;e<strong>ducare e nell&#8217;insegnare a frequentare le Terre alte a un numero sempre maggiore di persone</strong>, soci e non soci, a partire dalla scelta delle mete delle escursioni.<br />
Un concetto, quest&#8217;ultimo, evidenziato dal Presidente generale<strong> Vincenzo Torti</strong> nell&#8217;editoriale: &#8220;la montagna, in questa estate diversa, ha avvicinato molte persone ad una dimensione ambientale e sociale che non conoscevano e che le ha coinvolte, rendendo ancor più necessaria <strong>quella attività propedeutica di informazione e formazione svolta dalle nostre Sezioni, dalle nostre Scuole e corsi</strong> e, in fondo, da ciascuno di noi con l&#8217;esempio nei comportamenti e le corrette indicazioni a chi le chiede&#8221;.</div>
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In tema di<strong> frequentazione attenta alle culture locali e rispettosa dell&#8217;ambiente</strong>, <em>M360</em> racconta i due progetti presentati dal Club alpino in occasione del <strong>Festival dello Sviluppo Sostenibile</strong> di AsviS: il rilancio del <strong>Sentiero Italia CAI</strong> e i <strong>Villaggi degli alpinisti</strong>, che hanno entrambi l&#8217;obiettivo di promuovere tutte le aree montane, non solo quelle più note, evitando così il concentrarsi dei frequentatori in poche località, contrastando lo spopolamento e salvaguardando le identità locali.</div>
<div>
Le<strong> proposte escursionistiche e cicloescursionistiche</strong> di questo numero, tutte all&#8217;insegna dei colori autunnali, svariano dalla <strong>Costiera Amalfitana </strong>(partendo da Ravello si possono raggiungere mete spettacolari, immerse nella natura e affacciate sul mare) alle<strong> Alpi Apuane</strong> (caratterizzate anch&#8217;esse da panorami che guardano il Tirreno, fino alle severe vette che le contraddistinguono), per arrivare alle <strong>Langhe e al Roero</strong> (dove si può camminare o pedalare tra vigneti e castelli, gustando le celebri eccellenze enogastronomiche locali).</div>
<div>
Altri contributi riguardano la<strong> Cascata del Serio</strong> (la più alta d&#8217;Italia, che ha ospitato un allenamento sulle nuove tecniche di progressione per gli appassionati di torrentismo compreso nel progetto Ewa), i benefici e le peculiarità delle<strong> direttive europee di conservazione degli habitat</strong>, il ricordo della<strong> Spedizione Chiantar sul Garmush</strong> in Pakistan (premiata con il riconoscimento Paolo Consiglio come migliore spedizione tecnica ed esplorativa del 2000), il racconto delle presentazioni a Pordenonelegge di due libri editi dal Cai (<em><strong>Ciak, si scala!</strong></em>di Roberto Mantovani e <em><strong>L&#8217;abbraccio selvatico delle Alpi</strong></em> di Franco Michieli).</div>
<div>
Spazio poi ai consigli su come <strong>prevenire e curare le punture delle zecche</strong> e a un approfondimento sui <strong>boschi di faggio appenninici,</strong> che in alcuni lembi remoti raggiungono i 2000 metri, nonostante le attività silvo-pastorali che nei secoli passati ne hanno abbassato il limite altitudinale.</div>
<div>
È &#8220;appenninico&#8221; anche il<strong> portfolio fotografico</strong>, dedicato al viaggio di<strong> Luciano Cremascoli</strong> nella <strong>Riserva dell&#8217;uomo e della Biosfera Unesco dell&#8217;Appennino tosco-emiliano</strong>, tra paesaggi, colori e persone. <strong><br />
</strong></div>
<div><strong><br />
Scienza, curiosità, attualità, cronache di nuove ascensioni e notizie dal mondo Cai completano come sempre il numero di novembre, che anche questo mese, oltre ad arrivare nelle case dei Soci ed essere acquistabile in edicola a 3,90 euro, è consultabile on line <a href="http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;ag=am&amp;newsid=4038&amp;exid=3509&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;linkid=105415" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26ag%3Dam%26newsid%3D4038%26exid%3D3509%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26linkid%3D105415&amp;source=gmail&amp;ust=1603982101439000&amp;usg=AFQjCNH1MTjjQOVJWVd9HjdRD64RLep5nw">a questo indirizzo</a>. </strong></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Il kit anti Covid-19 del CAI arriva nei rifugi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2020 15:56:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Rifugi]]></category>
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					<description><![CDATA[Nei prossimi giorni tutti i rifugi CAI saranno attrezzati con un kit anti Covid ideato dalla Commissione Centrale Rifugi e Opere Alpine. La prima simbolica consegna avvenuta sabato 27 giugno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Nei prossimi giorni tutti i rifugi CAI saranno attrezzati con un kit anti Covid ideato dalla Commissione Centrale Rifugi e Opere Alpine. </em><em>La prima simbolica consegna avvenuta sabato 27 giugno al Rifugio Quintino Sella al Monviso</em></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-35561" src="http://archivio.cai.it/wp-content/uploads/2020/06/Giacomo_Benedetti3j.peg_.jpg" alt=" width="2048" height="1311" /></p>
<p>Un lavoro imponente, quello messo in campo del <strong>Club alpino italiano attraverso la sua Commissione Centrale Rifugi e Opere Alpine</strong>, per rendere tutti i rifugi di proprietà Cai più sicuri in vista dell&#8217;imminente stagione estiva. Ogni gestore di rifugio riceverà gratuitamente il <strong>kit anti Covid ideato dalla stessa Commissione, che è già in distribuzione in tutta Italia</strong>. Il Kit serve a rendere più sicura la gestione e la fruizione dei rifugi e grazie a strumenti e presidi fondamentali: <strong>un sanificatore/generatore di ozono per i locali, un termometro per misurare la febbre a collaboratori e avventori, un saturimetro per misurare la concentrazione di ossigeno nel sangue, mascherine con filtri intercambiabili e la cartellonistica da esporre con le indicazioni per i frequentatori.</strong></p>
<p>Uno degli strumenti più interessanti tra quelli presenti nel kit è il generatore di ozono che verrà utilizzato per sanificare le stanze dei rifugi. Grazie a 4 programmi preimpostati e oltre 99 programmi personalizzabili il processo di sanificazione risulta semplice ed immediato. Possono essere programmati i minuti del ciclo oppure i metri cubi della stanza e grazie ad alcuni led colorati e avvisi acustici l&#8217;intero processo è guidato in tutte le sue fasi.</p>
<p>Esprime <strong>soddisfazione Giacomo Benedetti</strong>, Presidente della Commissione Rifugi, dopo la consegna simbolica del primo kit al <strong>Rifugio Quintino Sella al Monviso</strong>: &#8220;Abbiamo illustrato le parti che compongono il kit consegnandolo ufficialmente al gestore alla presenza della Sezione CAI di Saluzzo. È stato un momento emozionante e di alto profilo, proprio il valore che ha per la nostra Associazione questo rifugio. Qui dove tutto è nato è come se avessimo consegnato di persona il kit a tutti i nostri rifugisti&#8221;. <strong>La Commissione Rifugi era presente con il suo componente</strong> <strong>Alberto Pirovano anche al Rifugio Lecco ai Piani di Bobbio</strong>, dove il kit completo è stato consegnato ai gestori, felici per questo fondamentale aiuto.</p>
<p>Le consegne, organizzate dalla <strong>Sede centrale CAI di Milano</strong>, sono iniziate da qualche giorno per far arrivare su tutto il territorio nazionale, in breve tempo, l&#8217;attrezzatura. È stata costruita una rete di circa 30 punti di raccolta lungo tutta l&#8217;Italia per favorire la distribuzione ai rifugi. Quest&#8217;ultima è gestita localmente con il prezioso aiuto di Sezioni e Gruppi regionali CAI. Sono diversi i kit già arrivati a destinazione &#8211; molte le aree raggiunte, <strong>per esempio le province di Bergamo, Brescia, Milano, la Valtellina e i comuni brianzoli di Sovico, Carate e Lissone</strong> &#8211; e nei punti di raccolta sono già stati recapitati tutti i termometri e la cartellonistica e circa la metà degli ozonizzatori, saturimetri e mascherine. Le ultime consegne saranno completate entro la prossima settimana.</p>
<p>&#8211;</p>
<div id=":3kx" class="ii gt">
<div id=":3ky" class="a3s aXjCH ">
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<p>Nelle foto qui sotto si può vedere Giacomo Benedetti, Presidente della Commissione Rifugi e Opere Alpine, che consegna il kit ieri al rifugio Quintino Sella al Monviso. In uno degli scatti c&#8217;è anche il primo piano di Michela, custode del rifugio Lecco, con la mascherina Cai. Michela ha dichiarato: &#8220;Finalmente una mascherina che si riesce a tenere durante il lavoro&#8221; .</p>
<div class="yj6qo"> <img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-35576" src="http://archivio.cai.it/wp-content/uploads/2020/06/foto_kt_anticovidj.peg_.jpg" alt=" width="1583" height="1600" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-35575" src="http://archivio.cai.it/wp-content/uploads/2020/06/Giacomo_Benedetti2j.peg_.jpg" alt=" width="1890" height="2042" /></div>
<div class="adL"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-35577" src="http://archivio.cai.it/wp-content/uploads/2020/06/Michela_Rifugio_Leccoj.peg_.jpg" alt=" width="1200" height="1600" /></div>
</div>
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<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Anche le Truppe alpine accanto al Cai nella sanificazione dei rifugi e nella manutenzione dei sentieri</title>
		<link>https://www.cai.it/news/2020/06/anche-le-truppe-alpine-accanto-al-cai-nella-sanificazione-dei-rifugi-e-nella-manutenzione-dei-sentieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2020 14:15:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Rifugi]]></category>
		<category><![CDATA[sentieri]]></category>
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					<description><![CDATA[La collaborazione, gradita e opportuna, coinvolgerà anche l&#8217;Associazione Nazionale Alpini, in un momento nel quale gli escursionisti stanno tornando a frequentare le montagne italiane. In questi giorni i rifugisti Cai [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>La collaborazione, gradita e opportuna, coinvolgerà anche </em><em> l&#8217;Associazione Nazionale Alpini, in un momento nel quale gli escursionisti </em><em> stanno tornando a frequentare le montagne italiane. </em><em>In questi giorni i rifugisti Cai stanno appositamente ricevendo </em><em>il kit-Covid gratuitamente dalla Sede Centrale.</em></h3>
<p><em> <img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-35258" src="http://archivio.cai.it/wp-content/uploads/2020/06/RifugioMigliorero.jpg" alt=" width="2000" height="1125" /></em></p>
<div>Il<strong> Club alpino italiano</strong> ha accolto con piacere la disponibilità offerta dalle <strong>Truppe alpine</strong> di collaborare <strong>nel</strong><strong>la sanificazione di </strong><strong>alcuni </strong><strong>rifugi e </strong><strong>nel</strong><strong>la manutenzione dei sentieri.</strong> Una disponibilità particolarmente gradita e opportuna, in un momento nel quale <strong>un numero crescente di escursionisti </strong>sta tornando a frequentare le montagne dell&#8217;intero Paese.</p>
</div>
<div>Il <strong>Comando delle Forze Operative Terrestri</strong> ha autorizzato i giorni scorsi il <strong>Comando Truppe Alpine</strong> a coordinare le attività di supporto, che vedranno l&#8217;importante collaborazione dell&#8217;<strong>Associazione Nazionale Alpini.</p>
<p></strong></div>
<div>In questi giorni<strong> la Sede centrale</strong><strong> Cai </strong><strong>ha avviato la distribuzione gratuita</strong><strong> ai gestori dei propri rifugi </strong><strong>di un</strong><strong> kit-Covid</strong>, che contiene <strong>un sanificatore all&#8217;ozono</strong> per i locali, <strong>un termometro</strong> per misurare la febbre a collaboratori e avventori,<strong> un saturimetro</strong> per misurare la concentrazione di ossigeno nel sangue, <strong>mascherine</strong> e la<strong> cartellonistica</strong> da esporre con le indicazioni per i frequentatori.<br />
La consegna formale del primo kit è in programma <strong>sabato 27 giugno al Rifugio Quintino Sella al Monviso, </strong>scelta dal forte valore simbolico, che rievoca le origini stesse del Sodalizio.</p>
</div>
<div>La <strong>prima sanificazione </strong><strong>concordata con le</strong><strong> Truppe alpine</strong> si è tenuta<strong> stamane al Rifugio Migliorero</strong>, nei pressi dei Laghi Inferiori dell&#8217;Ischiator (Alpi Marittime), ed è stata curata dai militari del<strong>1º Reggimento </strong><em><strong>artiglieria</strong></em><strong> terrestre di Fossano (CN). </strong>Presenti il Vicepresidente del Cai Piemonte<strong> Migliorati</strong> e il Tenente Colonnello<strong> Gargaro.</p>
<p></strong></div>
<div>Per la manutenzione dei sentieri,<strong> le Truppe alpine affiancheranno i volontari Cai </strong><strong>già da tempo</strong><strong> impegnati</strong>, coordinandosi con i referenti regionali per la sentieristica.</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dieci regole di comportamento per il ritorno alla frequentazione dei rifugi</title>
		<link>https://www.cai.it/news/2020/05/dieci-regole-di-comportamento-per-il-ritorno-alla-frequentazione-dei-rifugi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2020 11:28:26 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
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		<category><![CDATA[Rifugi]]></category>
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					<description><![CDATA[Mentre si attende la pubblicazione del nuovo DPCM sulle riaperture delle attività economiche, il Club alpino italiano, su indicazione della Commissione Rifugi, ha elaborato il &#8220;Piano rifugio sicuro&#8221;.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Mentre si attende la pubblicazione del nuovo DPCM sulle riaperture delle attività economiche, il Club alpino italiano, su indicazione della Commissione Rifugi, ha elaborato il &#8220;Piano rifugio sicuro&#8221;.</em></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-34280" src="http://archivio.cai.it/wp-content/uploads/2020/05/PianoRifugioSicuro_DieciRegole-scaled.jpg" alt=" width="2560" height="2560" /></p>
<p><strong>Dieci regole comportamentali</strong> cui tutti gli appassionati di montagna dovranno attenersi per <strong>un ritorno alla frequentazione dei rifugi alpini e appenninici </strong>all&#8217;insegna<strong> del rispetto di sé e degli altri, della responsabilità, dell&#8217;educazione e della correttezza</strong>.</p>
<p>Il <strong>Club alpino italiano</strong>, attraverso la Commissione centrale rifugi, ha elaborato, mentre si attende la pubblicazione del nuovo DPCM sulle riaperture delle attività economiche a partire dal 18 maggio, il<strong> &#8220;Piano rifugio sicuro&#8221;.</strong></p>
<div>
<p>Di seguito <strong>le dieci regole di comportamento:</strong></p>
<p>1 &#8211; Prenota il pernottamento in rifugio, quest&#8217;anno è obbligatorio!</p>
</div>
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<p>2 &#8211; Prima di iniziare l&#8217;escursione, assicurati di essere in buona salute!3 &#8211; Attendi all&#8217;esterno del rifugio le indicazioni del gestore!</p>
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<p>4 &#8211; Consuma &#8211; meteo permettendo &#8211; bevande, caffè, torte e pasti veloci all&#8217;esterno del rifugio!5 &#8211; Lascia il tuo zaino e la tua attrezzatura tecnica dove appositamente predisposto dal gestore!</p>
</div>
<div>6 &#8211; Assicurati di avere con te mascherina, guanti e igienizzante a base alcolica; utilizzali quando entri nel rifugio e comunque sempre quando non puoi rispettare la distanza di sicurezza!</div>
<div>
<p>7 &#8211; Porta con te il tuo sacco lenzuolo o il tuo sacco a pelo per pernottare al rifugio!8 &#8211; Lavati spesso le mani ed utilizza i tuoi asciugamani personali!</p>
</div>
<div>9 &#8211; Ricorda che il gestore può sottoporti al controllo della temperatura e che, se superiore a 37,5°c, può vietarti l&#8217;ingresso al rifugio!</div>
<div>10 &#8211; Riporta i tuoi dispositivi individuali di protezione usati ed i tuoi rifiuti a valle.</div>
<div></div>
<div>&#8220;<strong>Responsabilità, autoregolamentazione e prudenza</strong> devono ispirare, ancora di più nell&#8217;attuale situazione, <strong>ogni frequentatore della montagna</strong>&#8220;, ha affermato il Presidente generale del Cai<strong> Vincenzo Torti.</strong> &#8220;Il <strong>rispetto delle raccomandazioni per la corretta frequentazione dei rifugi </strong>potrà evitare <strong>il ritorno a una chiusura delle Terre alte e a una limitazione delle possibilità di frequentarle</strong>&#8220;.</div>
<div></div>
<div><a href="http://archivio.cai.it/wp-content/uploads/2020/05/PianoRifugioSicuro_DieciRegole-scaled.jpg" target="_blank" rel="noopener">Le dieci regole di comportamento per il ritorno alla frequentazione dei rifugi</a></div>
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