<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Montagne360 &#8211; Cai</title>
	<atom:link href="https://www.cai.it/tag/montagne360/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.cai.it</link>
	<description>Club Alpino Italiano</description>
	<lastBuildDate>Mon, 05 Dec 2022 11:40:58 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
	<item>
		<title>M360: uno sguardo durato dieci anni</title>
		<link>https://www.cai.it/news/2022/12/m360-uno-sguardo-durato-dieci-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Dec 2022 11:40:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[Montagne360]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cai.it/news/2022/12/m360-uno-sguardo-durato-dieci-anni/</guid>

					<description><![CDATA[Il numero di dicembre di Montagne360 è l&#8217;ultimo di un&#8217;avventura durata oltre un decennio. Nelle pagine del periodico del Cai viene ripercorso un viaggio collettivo che ha voluto coniugare valori, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="post-content style-light double-bottom-padding">
<h3>Il numero di dicembre di Montagne360 è l&#8217;ultimo di un&#8217;avventura durata oltre un decennio. Nelle pagine del periodico del Cai viene ripercorso un viaggio collettivo che ha voluto coniugare valori, consapevolezza nella frequentazione e rispetto dell’ambiente naturale e umano delle Terre alte.</h3>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.cai.it/wp-content/uploads/2022/11/immagine-evidenza-dicembre.png" alt=" width="1640" height="1082" /></p>
<p>“<strong>Uno sguardo durato dieci anni</strong>”: è questo il tema del numero di dicembre della rivista del Club alpino italiano <em>Montagne360</em>, l’ultimo di un mensile che ha visto la prima uscita nel gennaio 2012 e lo sbarco in edicola nell’ottobre dello stesso anno.</p>
<blockquote><p>«<em>La nostra promessa, a mio avviso mantenuta, è stata quella di dare vita a un periodico mensile che diventasse uno spazio di approfondimento aperto alle istanze e alle voci delle Terre alte</em>», scrive il direttore <strong>Luca Calzolari</strong>. «<em>Un luogo di stimolo culturale da cui veicolare una visione della montagna che coniugasse valori, consapevolezza nella frequentazione e rispetto dell’ambiente naturale e umano</em>».</p></blockquote>
<p>Gli articoli di questo ultimo numero di <em>M360</em> raccolgono <strong>le testimonianze dei giornalisti, dei caporedattori e dei collaboratori che si sono succeduti nel tempo nella redazione</strong>. Testimonianze su una visione che ha dato voce e forma a un territorio in trasformazione, alle istanze di chi ci vive, chi lo frequenta, alla tutela ambientale, alla formazione, alla narrazione delle imprese e alla cultura.</p>
<p>Dai diversi contributi emerge come M360 abbia dato particolare spazio alla <strong>montagna inclusiva</strong>, con la sua dimensione terapeutica e accogliente per natura; e poi alle economie che nascono nelle Terre alte, basate su scelte coraggiose con al centro le comunità, le idee, le visioni e i valori; fino ad arrivare alle montagne del mondo, interessate sempre più spesso da preoccupanti segnali che arrivano dal clima.<br />
Non sono mancati racconti e <strong>narrazioni su salite e spedizioni alpinistiche e scialpinistiche</strong>, nelle Alpi e nel mondo, sull’arrampicata, sulle avventure speleologiche vissute nel “vuoto percorribile” rappresentato dalle grotte, sul  mondo del cicloescursionismo, sul cinema e sui libri.</p>
<blockquote><p>Dunque, come scrive il direttore <strong>Calzolari</strong>, «<em>accanto alla narrazione della bellezza della montagna e dell’avventura, oltre che dell’esplorazione alpinistica, abbiamo scavato tra economie, culture, mestieri, saperi, letterature, politiche. Abbiamo portato all’attenzione la centralità delle Terre alte come elemento strategico, motore dello sviluppo di un’economia sostenibile e green</em>».</p></blockquote>
<p>Il portfolio “Dieci anni di immagini”, partendo dall’assunto che le fotografie, insieme ai testi, rappresentano l’essenza di una rivista, propone una rassegna delle foto che, dal 2012 a oggi, hanno illustrato Montagne360.</p>
<p>Dal prossimo anno il periodico cartaceo <em>Montagne360</em> tornerà bimestrale, con il nome<em> La Rivista del Club Alpino Italiano</em> e con un nuovo Direttore responsabile: <strong>Andrea Greci</strong>. Il primo nuovo numero sarà disponibile nel mese di <strong>marzo 2023.</strong></p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-98772" src="https://www.loscarpone.cai.it/wp-content/uploads/2022/11/copertina-M360-dic-2022.jpg" alt=" width="566" height="765" /></p>
<div class="widget-container post-tag-container uncont text-left">
<div class="tagcloud"></div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La filosofia del camminare</title>
		<link>https://www.cai.it/news/2022/09/la-filosofia-del-camminare-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2022 17:28:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[camminare]]></category>
		<category><![CDATA[Montagne360]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cai.it/news/2022/09/la-filosofia-del-camminare-2/</guid>

					<description><![CDATA[Il focus del numero di ottobre della rivista del Cai Montagne360 raccoglie testimonianze e riflessioni sul perché ci mettiamo in cammino. Il Presidente generale Antonio Montani presenta poi i quattro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Il focus del numero di ottobre della rivista del Cai Montagne360 </em><em>raccoglie testimonianze e riflessioni sul perché ci mettiamo in cammino. </em><em>Il Presidente generale Antonio Montani presenta poi </em><em>i quattro giorni dedicati ai giovani nel Cai, in programma </em><em>a Camaiore tra ottobre e novembre</em></h3>
<div>
<p><img decoding="async" id="longdesc-return-61791" class="size-full wp-image-61791" tabindex="-1" src="http://archivio.cai.it/wp-content/uploads/2022/09/Copertina_M360_Ottobre2022.jpg" alt="Copertina M360 Ottobre2022" width="1181" height="1594" longdesc="https://archivio.cai.it?longdesc=61791&amp;referrer=61793" /></p>
</div>
<div></div>
<div>È la <strong>filosofia del camminare </strong>il tema del focus del numero di ottobre della rivista del Cai <em><strong>Montagne360</strong></em>, che raccoglie, come scrive il direttore <strong>Luca Calzolari</strong>, <em>«una sorta di letteratura minima sul senso odierno del mettersi in cammino».</p>
<p></em></div>
<div><strong>La parola a undici giovani camminatori e camminatrici</p>
<p></strong></div>
<div>M360 ospita i contributi del fotografo <strong>Riccardo Carnovalini </strong>e dello scrittore<strong> Fabrizio Ardito </strong>sul senso e sulle motivazioni del muoversi a piedi, ai quali seguono le interviste a <strong>undici camminatori e camminatrici,</strong> perlopiù giovani. Le loro parole hanno due importanti elementi in comune.</p>
</div>
<div><em>«Il primo sta nella personale e intima interpretazione del mondo e nella storia di vita di ognuno. Perché camminare è una scelta di vita, forse radicale, senz&#8217;altro consapevole, senza ogni ombra di dubbio arricchente», c</em>ontinua il direttore Calzolari.<em> «L&#8217;altro filo comune, in particolare per quanto riguarda le parole delle ragazze e dei ragazzi giovani, è che sembrano essere liberi (o sono stati capaci di liberarsi) dal miraggio della motorizzazione come approccio dominante all&#8217;esperienza del mondo e della vita in viaggio. E così, quasi senza accorgersene, passo dopo passo si coprono di distanze che si misurano in chilometri. Anzi, in centinaia o migliaia di chilometri. E per ogni chilometro si accumulano esperienza, relazioni e conoscenze».</p>
<p></em></div>
<div><strong>Il Cai si rivolge ai ragazzi</p>
<p></strong></div>
<div>Il Presidente generale del Cai <strong>Antonio Montani </strong>annuncia su questo numero un importante appuntamento dedicato ai <strong>giovani nel Ca</strong>i, rivolto nello specifico ai <strong>presidenti di Sezione under 4</strong>0 e ai<strong> titolati under 30</strong>, ai quali si aggiungeranno una cinquantina di Soci tra i 16 e i 20 anni.<strong> Dal 29 ottobre al primo novembre</strong> si ritroveranno a <strong>Camaiore</strong> (LU) e trascorreranno quattro giorni tra riunioni e momenti liberi per camminare, arrampicare e pedalare in ambiente.</p>
</div>
<div><em>«Solo il 5% della nostra classe dirigente territoriale ha meno di quarant&#8217;anni e solo il 14% dei tesserati ne ha meno di venticinque», </em>scrive il Presidente Montani.<em> «Ritengo che i membri under 30 già attivi nel Sodalizio vadano portati ai livelli dirigenziali: non è possibile pensare che una classe dirigente anziana possa essere in grado di attuare politiche giovanili, con linguaggi, iniziative e idee adatte. Da qui l&#8217;idea di convocare questi soci di giovane età e farli discutere tra loro, in autogestione, su cosa il Cai può fare per essere più attrattivo».</p>
<p></em></div>
<div><strong>Alpi sempre più verdi</p>
<p></strong></div>
<div>Nel suo <em>Peak&amp;Tip</em> il direttore <strong>Luca Calzolari </strong>commenta i risultati di una ricerca condotta dalle <strong>università svizzere di Losanna e Basilea</strong> che, partendo dall&#8217;analisi dei dati satellitari, ha studiato il cambiamento del <strong>manto nevoso</strong> e della v<strong>egetazione</strong> sull&#8217;arco alpino negli ultimi decenni. Il risultato è un <strong>inverdimento delle Alpi</strong> causato dalla crisi climatica (aumento del 77% della biomassa vegetale sopra il limite del bosco), un fatto non positivo data la s<strong>carsa competitività </strong>delle piante alpine che si sono adattate all&#8217;aumento delle temperature. Inoltre le montagne più verdi riflettono <strong>meno luce solare</strong> e, di conseguenza, portano a un <strong>ulteriore riscaldamento </strong>e a un<strong> conseguente restringimento</strong> del manto nevoso riflettente.</p>
</div>
<div><strong>Nuove avventure</p>
<p></strong></div>
<div><em>M360</em> ospita poi l&#8217;intervista al Ragno di Lecco <strong>Matteo Della Bordella</strong>, che racconta l&#8217;avventura vissuta lo scorso luglio sul grande pilastro della parete est del <strong>Siula Grande</strong>, in Perù. Insieme a <strong>Marco Majori </strong>ha aperto <strong>&#8220;Valore Alpino&#8221;,</strong> una nuova via che celebra i 150 anni dalla nascita del Corpo degli Alpini.</p>
</div>
<div>Dal canto suo <strong>Paolo Griffa</strong>, Accompagnatore di Alpinismo giovanile del Cai Vercelli, racconta i sei giorni trascorsi nel <strong>&#8220;paradiso piemontese&#8221;</strong>, durante i quali ha percorso circa 95 km a piedi dal Colle del Nivolet a Piamprato, nel Parco nazionale del Gran Paradiso.</p>
</div>
<div><strong>Gli altri contributi di questo numero</p>
<p></strong></div>
<div>Le proposte escursionistiche accompagnano il lettore nella<strong> Valle di Ribordone</strong>, a una cinquantina di chilometri da Torino, che offre miniere di rame visitabili liberamente, santuari mariani e percorsi che fanno parte della Grande Traversata delle Alpi, e in <strong>Abruzzo</strong>, con tre itinerari di rilevanza storico/culturale, da Tagliacozzo ai Monti Simbruini, che conducono alla faggeta più grande d&#8217;Europa.</p>
</div>
<div>Gli appassionati di<strong> cicloescursionismo</strong> troveranno un contributo nel quale la mountain bike è descritta come <strong>strumento di libertà e scoperta</strong>, che permette di andare incontro a un turismo sempre più sostenibile attraversando la bellezza paesaggistica e identitaria del nostro Paese. L&#8217;articolo è arricchito da due proposte, che invitano a pedalare sui sentieri deii monti del <strong>Matese</strong> e della <strong>Piana di Navelli.</p>
<p></strong></div>
<div>Chiudono il numero il racconto di un viaggio in canoa attraverso la R<strong>iserva della Biosfera Unesco Mura-Drava-Danubio</strong>, il più grande parco fluviale d&#8217;Europa, e un articolo che descrive la funzione di &#8220;spazzini degli ecosistemi&#8221; ricoperta dai <strong>geotrupi, </strong>coleotteri dalle livree splendenti con metallici riflessi.</p>
</div>
<div>Il portfolio fotografico presenta in anteprima la mostra &#8220;<strong>The Mountain Touch&#8221;</strong>, un percorso espositivo che vede arte e scienza indagare il potere benefico della montagna e della natura sull&#8217;essere umano. La mostra sarà inaugurata al <strong>Museo nazionale della montagna</strong> di Torino il 3 novembre.</p>
</div>
<div>Scienza, curiosità, attualità, cronache di nuove ascensioni e notizie dal mondo Cai completano come sempre il numero di ottobre, acquistabile in edicola a 3,90 euro e in arrivo nelle case dei Soci del Cai.</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La montagna e il clima</title>
		<link>https://www.cai.it/news/2022/08/la-montagna-e-il-clima/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Aug 2022 13:40:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[Montagne360]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cai.it/news/2022/08/la-montagna-e-il-clima/</guid>

					<description><![CDATA[Il focus del numero di settembre della rivista del Cai Montagne360 ospita analisi e spunti di riflessione sugli effetti della crisi climatica sulle Terre alte e la prima salita sull&#8217;Everest [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Il focus del numero di settembre della rivista del Cai Montagne360 </em><em>ospita analisi e spunti di riflessione sugli effetti della crisi climatica sulle Terre alte </em><em>e la prima salita sull&#8217;Everest di un alpinista pluriamputato, Andrea Lanfri</em></h3>
<div></div>
<div><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-61009" src="http://archivio.cai.it/wp-content/uploads/2022/08/c4251_Copertina_m360_Settembre.jpg" alt=" width="1181" height="1594" /></div>
<div>«Le montagne sono le <strong>sentinelle del clima</strong>. Sono fragili termometri della Terra che misurano la febbre del nostro pianeta. E nelle montagne gli effetti del riscaldamento globale sono molto gravi e densi di ripercussioni, basta pensare al ciclo dell&#8217;acqua. Proprio per questa ragione le montagne meriterebbero molta più attenzione da parte di tutti, a prescindere dal ruolo che si ricopre e dalla funzione che si esercita nella propria vita»</div>
<div>
<p>Scrive così <strong>Luca Calzolari</strong>, direttore della rivista del Cai <em><strong>Montagne360</strong></em>, nell&#8217;introduzione del focus del numero di settembre 2022, intitolato <strong>&#8220;La montagna e il clima&#8221;</strong>. Un focus che condivide «analisi e spunti di riflessione sul rapporto tra la crisi climatica e la montagna, senza risparmiare un confronto con il passato, tra precedenti storici e segnali che non si è saputo cogliere o, peggio ancora, che alcuni hanno deliberatamente ignorato».</p>
</div>
<div>
<p><strong>I contenuti del focus</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div>I contributi analizzano l&#8217;attuale aumento delle temperature sotto diversi punti di vista. <strong>Silvia Stefanelli</strong> (Club alpino accademico orientale) analizza i cambiamenti di pareti e ghiacciai e le probabili conseguenze sui modi di praticare l&#8217;alpinismo nei prossimi anni, mentre il glaciologo <strong>Claudio Smiraglia</strong> mette a confronto il tragico evento della Marmolada con il crollo del ghiacciaio del Monviso di trent&#8217;anni fa, per approfondire gli avvisi inascoltati della crisi climatica.</div>
<div><strong>Michele Freppaz </strong>(Comitato glaciologico italiano) e <strong>Andrea Benech</strong> (Università di Torino-Disafa) presentano i risultati, valorizzati anche grazie a una mostra, della ricerca scientifica sugli effetti del riscaldamento globale nei ghiacciai del Gran Paradiso, mentre il professore ordinario di diritto penale <strong>Carlo Ruga Riva</strong> (Università di Milano Bicocca) riflette sul delicato tema dell&#8217;opportunità o meno di imporre divieti di salita in montagna in determinate situazioni. «Il dibattito, imperniato sul dilemma libertà/autorità, si è arricchito di un nuovo protagonista: l&#8217;ambiente».<br />
Ultimo articolo del focus, il case history rappresentato dalla <strong>Summer school del Politecnico di Milano</strong> sul ghiacciaio del Belvedere a Macugnaga, che descrive i rilievi sullo spostamento del ghiacciaio (attraverso tecniche di topografia e di fotogrammetria) effettuati da diversi anni da un gruppo di ricercatori e studenti.</div>
<div>
<p><strong>Scienziati per il clima</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div>
<p>Alla crisi climatica è dedicato anche il <em>Peak&amp;Tip</em> del direttore <strong>Luca Calzolar</strong>i, che si sofferma sulla lettera aperta sottoscritta da <strong>oltre 40 illustri scienziati del clima</strong> che chiedono &#8220;elaborazioni di programmi politici approfonditi su questi temi e una pronta azione del prossimo governo per la lotta alla crisi climatica e ai suoi impatti&#8221;. Tutti si dicono pronti a fornire il proprio contributo per sviluppare soluzioni e azioni concrete che siano &#8220;scientificamente fondate, praticabili ed efficaci&#8221;, ma chiedono anche con forza alla politica &#8220;di considerare la crisi climatica come un problema prioritario da affrontare, perché mina alla base tutto il nostro futuro&#8221;.</p>
</div>
<div>
<p><strong>Changabang ed Everest</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div>Per quanto riguarda l&#8217;alpinismo, <em>M360</em> ospita il racconto della prima ripetizione della <strong>via di Peter Boardman e Joe Tasker</strong> sull&#8217;imponente picco himalayano del <strong>Changabang</strong>, compiuta da due alpinisti australiani e un neozelandese (<strong>Kim Ladiges</strong>, <strong>Mathew Schole</strong> e<strong> Daniel Joll</strong>). I lettori potranno rivivere l&#8217;ascensione attraverso le note del diario di Joll, scritte di getto nelle pause dell&#8217;ascensione.</div>
<div>
<p>Sempre in Himalaya ci porta <strong>Andrea Lanfri</strong>, che ripercorre la sua scalata sulla vetta dell&#8217;<strong>Everest:</strong> «L&#8217;importanza di rialzarmi dopo le ripetute cadute e la voglia d&#8217;inseguire i sogni mi ha portato a essere il primo atleta pluriamputato al mondo ad aver compiuto l&#8217;impresa».</p>
</div>
<div>
<p><strong>Gli altri contributi di questo numero</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div>Questo numero rende omaggio, con un&#8217;intervista, al direttore del Cai <strong>Andreina Maggiore</strong>, che lascia dopo una lunga carriera professionale per aver raggiunto il pensionamento.</div>
<div>Spazio poi al <strong>canyoning</strong>, con la presentazione dei<strong> 25 itinerari </strong>presenti in provincia di <strong>Vicenza</strong>: qui le prime discese risalgono agli anni Ottanta, ma è solo recentemente che, grazie al Cai, le attività di torrentismo si sono intensificate e strutturate.</div>
<div>Le storie di montagna accompagnano il lettore alla scoperta della mostra <strong>&#8220;Porte del Pasubio 1916-2022. Dalla città della guerra al Rifugio Papa&#8221;</strong>, che racconta per parole e immagini le vicende umane e storiche che hanno contraddistinto questi luoghi (visitabile a <strong>Schi</strong>o dal prossimo ottobre a marzo 2023), e al progetto <strong>&#8220;Ri-generare la montagna&#8221;,</strong> realizzato dal Cai Pordenone in collaborazione con il Teatro Verdi, con l&#8217;obiettivo di raccontare le Terre alte e contenere lo spopolamento.</div>
<div>
<p>L&#8217;ultimo contributo della rivista di settembre riguarda le recenti evidenze dei test sulle<strong> longe</strong>, con la presentazione di un nuovo studio che analizza i materiali e le risposte che forniscono in caso di caduta.</p>
</div>
<div>
<p>Il portfolio fotografico di <strong>Fabio Beconcini</strong> è dedicato all&#8217;<strong>&#8220;Appennino rosso mirtillo&#8221;</strong>, un fenomeno che a settembre colora in modo suggestivo l&#8217;intero paesaggio di molte zone appenniniche.</p>
</div>
<div>Scienza, curiosità, attualità, cronache di nuove ascensioni e notizie dal mondo Cai completano come sempre il numero di settembre, acquistabile in edicola a 3,90 euro e in arrivo nelle case dei Soci del Cai.</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;estate in cammino, rigenerarsi nella natura della montagna</title>
		<link>https://www.cai.it/news/2022/07/lestate-in-cammino-rigenerarsi-nella-natura-della-montagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jul 2022 15:44:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Montagne360]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cai.it/news/2022/07/lestate-in-cammino-rigenerarsi-nella-natura-della-montagna/</guid>

					<description><![CDATA[Sostenibilità, lentezza e senso di comunità. Sono questi gli elementi che accomunano i sette itinerari protagonisti del focus del numero di agosto della rivista del Cai Montagne360, intitolato &#8220;L&#8217;estate in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3></h3>
<h3>Sostenibilità, lentezza e senso di comunità. Sono questi gli elementi che accomunano i <strong>sette itinerari </strong> protagonisti del focus del numero di agosto della rivista del Cai <em><strong>Montagne360</strong></em>, intitolato &#8220;<strong>L&#8217;estate in cammino&#8221;.</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-60203" src="http://archivio.cai.it/wp-content/uploads/2022/07/Copertina_M360_Agosto.jpg" alt=" width="1181" height="1594" /></p>
<div>
<div>
<div>
<div>
<div>
<div>«Camminare per scoprire, camminare per conoscere e per conoscersi, camminare per riflettere e rigenerarci. Se tutto questo avviene con lentezza e rispetto dell’ambiente circostante, ecco che il contesto naturale si trasforma immediatamente nel paesaggio ideale in cui muoversi. Quello in cui s’incontrano storia, memoria e futuro», scrive il direttore della rivista <strong>Luca Calzolari </strong>nell&#8217;introduzione al focus. «Forti di questa consapevolezza desideriamo quindi condividere con voi queste proposte di escursioni, da nord a sud, dal Trentino-Alto Adige alla Calabria, isole comprese».</p>
<p><strong>I sette itinerari del focus<br />
</strong><br />
Gli articoli accompagnano il lettore sul <strong>Cammino di San Rocco</strong>, cinque tappe per riscoprire il basso Trentino e l&#8217;escursionismo consapevole, per proseguire con le proposte di escursioni nel <strong>Parco Naturale Puez Odle</strong> (dall’altipiano del Puez alle strapiombanti pareti della Vallunga), ammirando le forme uniche delle rocce dolomitiche, e con la descrizione del <strong>Cammino di San Francesco di Paola,</strong> un centinaio di chilometri divisi in due tracciati tra la costa tirrenica calabrese e Cosenza.<br />
Il focus contiene anche il racconto dell&#8217;esperienza di <strong>quattro amiche in Valle Maira</strong>, in cammino per quattro giorni, e quello della <strong>Grande traversata elbana</strong> percorsa da d<strong>ue non vedenti.<br />
</strong><br />
<strong>Primi bilanci, crisi climatica e leggi razziali<br />
</strong><br />
Questo numero si apre con il bilancio delle prime settimane di lavoro del Presidente generale del Cai <strong>Antonio Montani</strong>, intervistato a Cortina durante i lavori del Consiglio centrale. Per sua scelta, l&#8217;organo di indirizzo e controllo del Cai è tornato sul territorio dopo diversi anni. «Vogliamo diventare leader per l&#8217;ambiente, perché noi siamo ambientalisti per frequentazione».</p>
<p>Dal canto suo, nel suo <em>Peak&amp;Tip</em> il direttore <strong>Luca Calzolari</strong> spiega i motivi per i quali &#8220;insiste tanto&#8221; nel parlare di <strong>crisi climatica,</strong> in un momento dove, con il crollo sulla Marmolada, gli effetti dell&#8217;aumento delle temperatura in montagna sono saliti all&#8217;attenzione nazionale. «Per incidere davvero nelle coscienze e per maturare la consapevolezza che può davvero generare il cambiamento, occorre lavorare soprattutto in tempo di pace. Prima che sia davvero troppo tardi».</p>
<p>Da leggere gli approfondimenti sul <strong>Club alpino al tempo delle leggi razziali</strong>, che spiegano come la mutazione culturale in atto nel periodo a cavallo tra gli anni Trenta e Quaranta coinvolse tutti gli aspetti della società italiana, compresa, appunto, la vita associativa del Cai.</p>
<p><strong>Gli altri contributi di questo numero<br />
</strong><br />
Gli appassionati di alpinismo troveranno il contributo sulla <strong>Via Ferrata del Marmol</strong>, vista come giusta conclusione dell’Alta Via n. 1 delle Dolomiti, l&#8217;omaggio a un pioniere dell’alpinismo e della speleologia come <strong>Fritz Mader,</strong> esploratore delle Alpi Liguri e Marittime e uomo di scienza, e un ricordo di<strong> Enzo Cozzolino</strong>, alpinista che ha lasciato il segno con la sua utopia del Settimo grado.</p>
<p>Non mancano articoli sulla <strong>biodiversità forestale</strong>, sulla <strong>Settimana nazionale dell’escursionismo di Feltre </strong>e sulla biodiversità microbica dei ruscelli glaciali, studiata dal progetto <em><strong>Vanishing Glaciers.<br />
</strong></em><br />
Il portfolio fotografico è dedicato al cinema di alpinismo e arrampicata, con le immagini della nuova mostra del Museomontagna <strong>&#8220;Ciak, si scala!&#8221;</strong>, che ripercorre un arco di tempo di 120 anni.</p>
<p>Scienza, curiosità, attualità, cronache di nuove ascensioni e notizie dal mondo Cai completano come sempre il numero di agosto, acquistabile in edicola a 3,90 euro e in arrivo nelle case dei Soci del Cai.&nbsp;</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div>
<div>
<div>
<div>
<div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Montagne360 racconta un secolo dei Parchi in difesa del territorio</title>
		<link>https://www.cai.it/news/2022/06/montagne360-racconta-un-secolo-dei-parchi-in-difesa-del-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jun 2022 20:27:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Montagne360]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cai.it/news/2022/06/montagne360-racconta-un-secolo-dei-parchi-in-difesa-del-territorio/</guid>

					<description><![CDATA[Il numero di luglio della rivista del Cai dedica il focus al centesimo compleanno dei Parchi nazionali Gran Paradiso e d&#8217;Abruzzo, Lazio e Molise. Su questo numero l&#8217;intervento del neoeletto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Il numero di luglio della rivista del Cai dedica il focus </em><em>al centesimo compleanno dei Parchi nazionali </em><em>Gran Paradiso e d&#8217;Abruzzo, Lazio e Molise. </em><em>Su questo numero l&#8217;intervento del neoeletto </em><em>Presidente generale del Cai Antonio Montani, </em><em>che punta a un maggiore coinvolgimento dei giovani </em><em>attraverso una crescente diffusione delle attività alpinistiche nelle Sezioni </em></h3>
<div><em><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-59562" src="http://archivio.cai.it/wp-content/uploads/2022/07/Copertina_M360_Luglio.jpg" alt=" width="1182" height="1595" /></p>
<p></em> &#8220;<strong>Un secolo in difesa del territorio&#8221;</strong>. Sono queste le parole &#8220;strillate&#8221; sulla copertina del numero di luglio di <em><strong>Montagne360,</strong></em> che dedica uno speciale ai cento anni di vita dei due primi Parchi nazionali italiani: il <strong>Gran Paradiso</strong> e il <strong>Parco d&#8217;Abruzzo, Lazio e Molise</strong>. «Celebrare non significa solo ricordare o tenere a mente; il nostro obiettivo è piuttosto quello di utilizzare date così importanti come utile pretesto per compiere analisi, bilanci, ma anche e soprattutto per offrire un contributo alla costruzione di prospettive e di futuro», scrive il direttore <strong>Luca Calzolari </strong>nell&#8217;introduzione del focus. «Vogliamo farlo in perfetta coerenza con quello che è l’impegno del Club alpino italiano, che negli anni è sempre stato al fianco dei parchi contribuendo con progetti, protocolli, azioni concrete e percorsi destinati alla tutela dell’ambiente e dell’identità dei territori».<br />
<strong><br />
Cento anni tra conservazione e sviluppo<br />
</strong><br />
Il focus ospita il contributo del presidente del Parco nazionale Gran Paradiso <strong>Italo Cerise</strong>, che racconta il secolo vissuto dall&#8217;area protetta tra conservazione e sviluppo, rispettando il delicato equilibrio tra uomo e natura. «Il Parco nazionale Gran Paradiso ha trovato la propria identità riuscendo a garantire politiche di tutela e iniziative che hanno coinvolto il territorio».<br />
Parole confermate dal suo omologo del Parco nazionale d&#8217;Abruzzo, Lazio e Molise<strong> Giovanni Cannata, </strong> che ricorda come i parchi, oltre a essere istituzioni dedicate alla conservazione della natura, «sono anche uno strumento cardine delle politiche ambientali e parlano di identità e di futuro».</p>
<p>Il presidente della Commissione centrale tutela ambiente montano del Cai Raffaele Marini ricorda, dal canto suo, che il 2021 e il 2022 sono anni di altri importanti anniversari, come i trent&#8217;anni della <strong>Legge quadro nazionale sulle Aree Protette 394/91</strong> e dell&#8217;istituzione della <strong>Rete Natura 2000</strong>. «Se i centenari celebrano l’istituzione di aree protette con la principale motivazione di porre in salvaguardia specie animali a severo rischio di estinzione (stambecco e orso bruno marsicano), i trentennali richiamano l’emanazione di leggi e provvedimenti con cui si intendeva indicare una strategia e una politica di sistema per la tutela dell’ambiente».</p>
<p>Nello speciale trovano spazio anche le riflessioni del rappresentante del Cai nel Consiglio direttivo di Federparchi<strong> Filippo Di Donato </strong>sul ruolo del Club alpino italiano nella storia dei due parchi e quelle di <strong>Paolo Crosa Lenz</strong> (Cai Piemonte) sull&#8217;importanza dei limiti per sperimentare nuovi modelli di convivenza tra uomo e animali.<br />
Completano il quadro gli articoli di<strong> Massimo Bocca </strong>(ex Direttore Parco Naturale Mont Avic) e di <strong>Antonio De Loris</strong> (componente Consiglio direttivo Pnalm) sulla buona pratica, presente in entrambe le aree protette centenarie, di indirizzare le attività umane verso forme sostenibili di utilizzo delle risorse.</p>
<p><strong>L&#8217;intervento del Presidente generale Antonio Montani<br />
</strong><br />
M360 di luglio ospita l&#8217;intervento del neoeletto Presidente generale del Cai <strong>Antonio Montani</strong>, il quale scrive: «Nell’approcciarmi al grande lavoro che ci aspetta, non dimentico di avere iniziato il mio cammino ricoprendo la carica di presidente di una piccola Sezione, quella di Pallanza, poiché pienamente convinto che le realtà sezionali siano le cellule vitali del Cai». Nel prossimo triennio è intenzione del nuovo Presidente «porre in atto iniziative e azioni, anche con l’attribuzione di risorse importanti, per aumentare l’attrattività del Cai nei confronti dei giovani, soprattutto con una declinazione volta alla diffusione dell’alpinismo, attività sicuramente modificatasi negli ultimi decenni, la quale tuttavia ritengo mantenga ancora possibilità di avventura e, allo stesso tempo, di crescita umana e personale».</p>
<p><strong>Esempio, di vita, passione e impegno<br />
</strong><br />
Il direttore <strong>Luca Calzolari</strong> dedica il proprio <em>Peak&amp;Tip </em>all&#8217;alpinista pluriamputato<strong> Andrea Lanfri,</strong> che di recente ha raggiunto la vetta dell&#8217;Everest. «La montagna è stata &#8211; ed è &#8211; il suo luogo di libertà e anche di cura. La passione per l’alpinismo è stato un motore importante nella sua battaglia, che lo ha aiutato a vivere una condizione difficile per trasformarla in opportunità. E mi piace pensare che la montagna gli sia stata al fianco restituendogli forza, senso e bellezza. Andrea rappresenta un esempio. Di vita, di passione, d’impegno».</p>
<p><strong>Gli altri contributi di questo numero<br />
</strong><br />
Gli appassionati di mete alpinistiche poco note troveranno il racconto delle esplorazioni del <strong>Monte Ross</strong>, nelle Isole Kerguélen (Oceano Indiano meridionale), una delle vette più difficili e meno frequentate al mondo. Gli amanti del cinema, invece, potranno leggere l&#8217;esclusiva intervista a <strong>Davide Chiesa,</strong> documentarista e appassionato di montagna, che ha raggiunto la vetta dell’Everest nel 2017 e che da quella esperienza ha tratto il film <em>Fino alla fine dell’Everest.<br />
</em><br />
Le proposte di itinerari conducono alla scoperta della <strong>Via Vandelli</strong>, da Modena a Massa in mountain bike attraversando le selvagge Apuane (170 km e circa 3800 metri di dislivello), e di due sentieri da percorrere a piedi tra guglie e foreste nel <strong>Parco naturale Paneveggio Pale di San Martino</strong>. In tema escursionismo M360 ospita poi il racconto dei 58 giorni di cammino per coprire i 1160 chilometri del <strong>percorso Blu della Via Alpina</strong> (da Riale fino al Principato di Monaco) che si è &#8220;regalato&#8221; per i 70 anni<strong> Antonio Santeusanio.</strong><br />
Non mancano su questo numero la narrazione dell&#8217;ultima edizione del <strong>Trento Film Festival</strong> (la numero 70) e la spiegazione di come l’escursionismo influisca positivamente sulle<strong> attività cerebral</strong>i.</p>
<p>Il portfolio fotografico è dedicato alle<strong> Dolomiti</strong> immortalate dagli scatti all’infrarosso di <strong>Cesare Re</strong>, per cogliere luci e riflessi che a occhio nudo non si possono catturare.<br />
<em>Scienza, curiosità, attualità, cronache di nuove ascensioni e notizie dal mondo Cai completano come sempre il numero di aprile, acquistabile in edicola a 3,90 euro e in arrivo nelle case dei Soci del Cai.</em></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I settant&#8217;anni del Trento Film Festival, focus su Montagne360</title>
		<link>https://www.cai.it/news/2022/03/i-settantanni-del-trento-film-festival-focus-su-montagne360/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Mar 2022 15:28:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Montagne360]]></category>
		<category><![CDATA[Trento Film Festival]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cai.it/news/2022/03/i-settantanni-del-trento-film-festival-focus-su-montagne360/</guid>

					<description><![CDATA[Aneddoti, ricordi e tutti i mutamenti che hanno attraversato l’universo dell’alpinismo e della montagna raccontati dai protagonisti e dagli osservatori della manifestazione cinematografica trentina. Con una carrellata di istantanee dagli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Aneddoti, ricordi e tutti i mutamenti che hanno attraversato l’universo dell’alpinismo e della montagna raccontati dai protagonisti e dagli osservatori della manifestazione cinematografica trentina. Con una carrellata di istantanee dagli archivi del festival.</h3>
<div id="attachment_94908" class="test wp-caption alignnone">
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.cai.it/wp-content/uploads/2022/03/TFF_2022_A4_web_72px.jpeg" alt=" width="1240" height="1754" /></p>
<p class="wp-caption-text">Il manifesto della settantesima edizione del Trento Film Festival firmato da Milo Manara</p>
</div>
<p>Settant’anni sono un bel traguardo. È un compleanno davvero speciale quello del <strong><a href="https://trentofestival.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Trento Film Festival,</a></strong> fondato nel 1952: il primo e più longevo festival cinematografico al mondo dedicato alla montagna, all’esplorazione e all’avventura. Ne parliamo nel focus del numero di aprile 2022 con approfondimenti e interviste, aneddoti e ricordi direttamente dalla voce dei tanti protagonisti della manifestazione quest’anno prevista dal <strong>29 aprile all’8 maggio</strong>.</p>
<blockquote><p><em>«Affidarsi alle memorie, alle riflessioni e ai racconti di chi il festival l’ha vissuto è il modo migliore per ricordare il valore culturale di un appuntamento fondamentale per il Club alpino italiano, per la montagna e per i suoi frequentatori», </em>scrive il direttore di <em>M360 </em><strong>Luca Calzolari</strong><em>. «Lo abbiamo fatto dando la parola a coloro che avevano qualcosa da raccontare. Dell’ieri, dell’oggi e perfino del domani». </em></p></blockquote>
<p>E visto che il cinema non è altro che una sequenza d’immagini in movimento, in questo numero il tradizionale portfolio che mensilmente è proposto su <em>Montagne360</em> è sostituito con una carrellata di foto chiamate <em>Istantanee dal festival</em>.</p>
<h3><strong>Trento film festival, la montagna in celluloide</strong></h3>
<p>I contributi iniziano con l’intervista all’attuale presidente <strong>Mauro Leveghi</strong>, che sottolinea la vocazione di “raccontare il futuro” rivestita negli anni dal festival. Una manifestazione che nel tempo ha cambiato pelle pur mantenendo i valori che l’hanno sempre contraddistinta fra cui, spiega Leveghi, «il forte legame con il territorio e le sue istituzioni, così come la vocazione internazionale». La rassegna, alle sue origini, era molto legata ai temi dell’alpinismo per poi trasformarsi, nel tempo, in un festival della cultura di montagna.</p>
<p>Una vita di ricordi immortalati nei film e nelle tante immagini che ne ripercorrono le tappe principali. Compreso il manifesto numero settanta, firmato da <strong>Milo Manara</strong> a venticinque anni dal bozzetto “dello scandalo”, mai tradotto in poster, che raffigurava una ninfa con la schiena nuda al cospetto delle Dolomiti, nell’atto di uscire dalle acque di un lago. Un aneddoto raccontato dal giornalista <strong>Leonardo Bizzaro</strong>, che ne è stato involontario protagonista all’interno del consiglio direttivo del festival.</p>
<p><strong>Gianluigi Bozza</strong>, direttore della rassegna negli anni Novanta, racconta la “svolta” della seconda metà degli anni Ottanta, quando cambiò la concezione dell’alpinismo: «accanto a quello “classico” delle grandi spedizioni (himalayane e andine) e dell’arrampicata “accademica”, si andò gradatamente ad affermare un escursionismo di massa indotto dall’importanza crescente del turismo estivo sulle Alpi», scrive Bozza. Così anche al Trento Film Festival la montagna divenne sempre più per tutti, con uno spazio crescente dedicato, oltre che all’alpinismo, anche all’ambiente, alle storie, alle popolazioni e all’arte.</p>
<p>Ha lavorato per arrivare ad una platea di pubblico sempre più ampia anche <strong>Maurizio Nichetti</strong>, alla direzione artistica dal 2005 al 2010, ponendo l’attenzione ad pubblico familiare, con serate dedicate alla musica ed eventi culturali in vari luoghi della città, per un festival che usciva nelle piazze e diventava festa di tutti. «Tutto questo sempre con la grande attenzione di non deludere mai gli appassionati dell’arrampicata classica, dell’impresa ai limiti della resistenza umana», precisa Nichetti.</p>
<div id="attachment_94918" class="test wp-caption aligncenter">
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-94918 size-large" src="https://www.loscarpone.cai.it/wp-content/uploads/2022/03/1989.-Claude-Remy-e-la-sua-compagna-1024x730.png" alt=" width="840" height="599" /></p>
<p class="wp-caption-text">1989. Claude Remy e la sua compagna © Archivio del Trento Film Festival.</p>
</div>
<p>Nell’atmosfera del passato si immerge <strong>Kurt Diemberger</strong>, protagonista del festival sin dalle prime edizioni, che ricorda come l’ambiente dei frequentatori fosse diverso da quello di oggi e oltre agli appassionati delle pellicole di montagna, s’incontravano quasi solo alpinisti, scalatori che provenivano da tutti i versanti delle Alpi. Fra i film ricordati da Diemberger vi sono <em>La grande cresta di Peutérey (Mont Blanc – Der Grosse Grat von Peutérey)</em>, che ha vinto la <em>Genziana d’oro</em> nel 1962 e <em>K2 – Sogno e destino (K2 – Traum und Schicksal)</em>, vincitore del <em>Gran Premio</em> nel 1989.</p>
<p>Di aneddoti parla <strong>Daniela Cecchin</strong>, quarant’anni vissuti nel cuore pulsante della kermesse, che ricorda quando arrivò Renato Casarotto con la pellicola girata in occasione dell’apertura della sua via sulla parete nord dello <em>Huascarán</em>.</p>
<blockquote><p><em>«Ricordo momenti d’ansia, quando un rullo minacciava di non arrivare in tempo per proseguire la proiezione. Altre ansie si vivevano al Teatro Sociale quando la calca di gente che voleva il biglietto d’entrata faceva scappare la cassiera, protetta da un vetro che dava l’idea di scoppiare da un momento all’altro. E poi gli inquietanti scricchiolii, quando si riempiva anche l’ultimo ordine di palchi», </em>scrive Cecchin.</p></blockquote>
<p>E se il festival ha rappresentato un unicum che ha cambiato la cultura della montagna, il motivo è da ricercarsi non solo nei film proiettati ma anche (e soprattutto) negli incontri e nei confronti – spesso informali –  fra tutti i protagonisti della rassegna: alpinisti, produttori, registi, giornalisti. Questo è il punto di vista del direttore editoriale del Cai <strong>Alessandro Giorgetta</strong>, che ha frequentato la manifestazione per mezzo secolo. A riguardo ricorda le tavole rotonde su cui si concentrava il dibattito ed emergevano con forza nuove tendenze culturali a cui partecipavano, tra gli altri, Dino Buzzati, Fosco Maraini e Mario Rigoni Stern.</p>
<blockquote><p><em>«Un episodio divertente riguarda Mauro Corona. Durante un evento dedicato alle cascate di ghiaccio disse che la più bella cascata l’aveva fatta uscendo da un’osteria, proprio a Trento. Scivolò sul marciapiede ghiacciato, e lì si addormentò. Il Trento Film Festival ha raccontato anche queste storie», </em>ricorda Giorgetta.</p></blockquote>
<p>Quel che oggi son diventati l’alpinismo e l’arrampicata, ma anche l’escursionismo, il trail, lo scialpinismo dalle prove agonistiche alle grandi traversate è passato sempre dal festival, suscitando gran dibattiti. A scriverlo è il già citato <strong>Bizzaro</strong>, che ci ricorda come Trento sia anche questo: «una cittadina di provincia che è stata testimone negli ultimi settant’anni di tutto ciò che si è mosso nel mondo dell’alpinismo. Si può contestare il festival – molte volte lo si è fatto in passato – ma non si può negare la sua necessità».</p>
<p>La manifestazione trentina è anche un rifugio dove tornare ogni anno. «Una grande occasione di confronto», la definisce <strong>Marco Ribetti</strong>, vicedirettore del Museo nazionale della montagna di Torino, che ne ricorda la vocazione internazionale. Proprio a Trento si formò infatti il gruppo che diede vita, il 1° maggio 1999, all’<a href="https://www.mountainfilmalliance.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">International Alliance for Mountain Film</a>.</p>
<blockquote><p><em>«Durante un percorso ormai più che ventennale, l’International Alliance for Mountain Film è cresciuta regolarmente, coinvolgendo sempre nuovi partecipanti, per arrivare oggi ad avere ventotto soci provenienti da venti Paesi diversi. Non abbiamo mai abbandonato la consuetudine di incontrarci a Trento, dove saremo anche quest’anno»</em>, spiega Ribetti.</p></blockquote>
<h3><strong>Riflessioni sulla guerra in Ucraina</strong></h3>
<p>Era la sera del 14 settembre 1952 quando al Cinema Astra iniziarono le proiezioni della manifestazione che oggi conosciamo come Trento Film Festival, ma nel corso degli anni ha assunto varie denominazioni. Da non molti anni ci eravamo gettati alle spalle la seconda guerra mondiale e l’Italia si avviava a vivere il miracolo economico. Oggi, a settant’anni di distanza, stiamo nuovamente vivendo un drammatico conflitto nel cuore dell’Europa, che è motivo di riflessione nell’editoriale del Presidente generale del Cai <strong>Vincenzo Torti</strong>, secondo il quale siamo di fronte ad «una guerra folle ed insensata, che va assumendo le connotazioni del genocidio». Per questo, Torti esprime «la più ferma condanna, da parte del Club alpino italiano, per l’attacco militare perpetrato dal presidente russo in odio al popolo ucraino e alla sua sovranità nazionale». Fra le inevitabili ricadute che il conflitto avrà sulla quotidianità di tutti noi, Torti vede, tra tutte le difficoltà, anche «un’occasione da non perdere per rivedere schemi di vita segnati da un consumismo sfrenato e da una malintesa libertà, oltre che per recuperare una dimensione di vita più vera, concedendo meno spazio alla pervasiva virtualità che isola e stordisce».</p>
<p>Sul valore universale della pace si basa il <em>Peak&amp;Tip</em> del direttore di<em> M360</em> <strong>Luca Calzolari</strong>. «In tanti lo hanno ribadito, ognuno nel proprio spazio di prossimità, raccogliendo e inviando aiuti alla popolazione ucraina. E tutti hanno espresso posizioni di condanna. Non solo in Italia, ma anche in tutto il resto d’Europa». Calzolari cita, oltre al Cai, il Gruppo di alta montagna francese e i vari gruppi europei di speleologia.</p>
<h3><strong>Itinerari di scialpinismo ed escursionismo </strong></h3>
<p>Spazio anche a numerosi itinerari di scialpinismo – dalla Valle di Goms, nell’Alto Vallese, in Svizzera alle Alpi Lepontine, passando per il Monte Pollino -; non manca l’escursionismo, con il racconto del viaggio a piedi in inverno di <strong>Nino Guidi</strong>, tra allenamento, tenuta psicologica e motivazioni forti. Un’avventura che segue la direzione indicata dalla “cometa” del Sentiero Italia CAI, per promuovere le Terre alte del nostro Paese e le sue infinite bellezze. Unica concessione la “licenza di perdersi”, per immaginare di creare varianti basse al fine di utilizzare l’itinerario anche in stagioni meno favorevoli.</p>
<p>Gli alpinisti, dal canto loro, potranno conoscere la Val de Piero, uno dei luoghi più suggestivi del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, che si trova nel gruppo montuoso della Schiara. Si tratta di una valle stretta e ripida, tra le più selvagge delle Dolomiti, che mette in contatto la Vallata Agordina con il Bellunese. È caratterizzata da panorami danteschi e tratti ripidi che  la rendono una delle vie più emozionanti da percorrere durante un’escursione.</p>
<blockquote><p><em>«La Val de Piero si conclude con un tratto stretto, una cascata rumorosa che irrompe dall’alto, una gola profonda accompagnata da orride pareti di roccia, ove inavvertiti vagano spensierati e liberi i camosci», </em>ci informa <strong>Giuliano Dal Mas</strong> della Sezione Cai di Belluno.</p></blockquote>
<h3><strong>E tante altre storie di montagna</strong></h3>
<p>Chiudono questo numero la descrizione degli aspetti geologici della Pietra di Bismantova, il massiccio roccioso dall’inconfondibile ed isolato profilo a forma di nave che contraddistingue il paesaggio dell’Appennino Reggiano.</p>
<p>È inoltre presente inoltre un contributo in merito al progetto <em>Re-Hab. La montagna riabilitativa</em> che, partito da una tesi di laurea, ha prodotto un’esperienza di contrasto allo spopolamento della borgata Querio, all’interno del comune di Ingria in provincia di Torino. Un nucleo insediativo con interessanti peculiarità architettoniche, abbandonato dagli anni Sessanta del ‘900, che oggi può costituire un riscatto per il territorio incontaminato della Val Verdassa.</p>
<p>Fra i consigli di lettura vi presentiamo <em>L’alpinismo è tutto un mondo</em>, un saggio edito dalla collana <em>Personaggi</em> del Cai: un vivo scambio epistolare tra <strong>Silvia Metzeltin</strong> e <strong>Linda Cottino</strong> sull’alpinismo,<em> in primis</em> femminile.</p>
<p>Scienza, curiosità, attualità, cronache di nuove ascensioni e notizie dal mondo Cai completano come sempre il numero di aprile, acquistabile in edicola a 3,90 euro e in arrivo nelle case dei Soci del Cai.</p>
<div id="attachment_94926" class="test wp-caption aligncenter">
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-94926 size-full" src="https://www.loscarpone.cai.it/wp-content/uploads/2022/03/M360_APRILE_2022_1403.png" alt=" width="566" height="765" /></p>
<p class="wp-caption-text">La copertina di Montagne360 di aprile 2022</p>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ortles, la vera prima salita di Joseph Pichler</title>
		<link>https://www.cai.it/news/2022/03/ortles-la-vera-prima-salita-di-joseph-pichler-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Mar 2022 10:35:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Montagne360]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cai.it/news/2022/03/ortles-la-vera-prima-salita-di-joseph-pichler-2/</guid>

					<description><![CDATA[Le ricerche che hanno portato alla scoperta della vera via percorsa nel 1804 per raggiungere la cima più alta dell&#8217;Alto Adige sono al centro del focus del numero di marzo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Le ricerche che hanno portato alla scoperta della vera via percorsa nel 1804 </em><em>per raggiungere la cima più alta dell&#8217;Alto Adige sono al centro </em><em>del focus del numero di marzo di Montagne360. Una scalata avvenuta quando il concetto di &#8220;alpinismo&#8221; ancora non esisteva. </em><em> Sul nuovo numero della rivista del Cai, poi, contributi e approfondimenti </em><em>su sostenibilità, educazione e tutela dell&#8217;ambiente</em></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-55195" src="http://archivio.cai.it/wp-content/uploads/2022/03/Copertina_M360_Marzo_2022.jpg" alt=" width="1181" height="1594" /></p>
<div><em>«Dopo più di due secoli il mistero della </em><em>prima ascensione dell&#8217;Ortles</em><em> potrebbe essere stato finalmente risolto. Quella di cui stiamo parlando è una cronaca affascinante. A sedurre e incantare sono la collocazione storica, i personaggi e le testimonianze di ieri e di oggi»</em>. <strong>Luca Calzolari,</strong> direttore della rivista del Cai <em><strong>Montagne360</strong></em>, presenta così il focus del numero di marzo, dedicato alla scoperta della vera via di salita che <strong>Joseph Pilcher </strong>percorse nel 1804 per arrivare per la prima volta sulla vetta più alta dell&#8217;Alto Adige e dell&#8217;allora impero austro-ungarico. Un&#8217;ascensione avvenuta in un contesto dove quello che oggi definiamo &#8220;alpinismo&#8221; ancora non esisteva.</p>
<p>I contributi ripercorrono le ricerche di <strong>Davide Chiesa </strong>e <strong>Alfio Capraro</strong> condotte su mappe, documenti storici e sul campo, che si sono basate anche sulle intuizioni di <strong>Reinhold Messner.</strong> Ricerche che hanno portato alla ragionevole certezza che Pilcher, partito per misurare l&#8217;altezza dell&#8217;Ortles, abbia percorso un canale denominato <strong>&#8220;Couloir inviolato&#8221;</strong> e non, come si credeva in precedenza,la Cengia Pichler.</p>
</div>
<div><strong>Sostenibilità, educazione e tutela dell&#8217;ambiente</p>
<p></strong></div>
<div>L&#8217;editoriale di questo numero, firmato dal Presidente generale del Cai<strong> Vincenzo Torti,</strong> si focalizza sul recente incontro tra il ministro del Turismo <strong>Massimo Garavaglia</strong> e il Club alpino italiano nella Sede centrale del Sodalizio. Garavaglia ha espresso, scrive Torti <em>«una fiducia che premia e che impegna il Cai tutto»</em>. In un momento storico che ha visto l&#8217;inserimento della tutela dell&#8217;ambiente tra i principi fondamentali della Costituzione, continua Torti, <em>«al volontariato del Cai si offre la concreta possibilità di confermare le capacità mostrate nel tempo, con la disponibilità a fornire un importante contributo alla ripresa del Paese in linea con i principi di rispetto e attenzione che ne hanno contraddistinto l&#8217;operato».</p>
<p></em></div>
<div>Il direttore <strong>Luca Calzolari,</strong> nel suo <em>Peak&amp;Tip</em>, sottolinea, attraverso diversi esempi, che la prova della vita in montagna può tradursi in una vera scelta di vita se ci sono opportunità e progetti sostenibili. <em>«In Italia abbiamo l&#8217;occasione di realizzare queste nuove progettualità, grazie al Piano nazionale ripresa resilienza».</p>
<p></em></div>
<div>La sostenibilità è il tema trainante anche dell&#8217;articolo sul position paper <em><strong>Le aree interne e la montagna per lo sviluppo sostenibile</strong></em> dell&#8217;<strong>Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile</strong>. Il documento, curato dal rappresentante del Cai in ASviS <strong>Erminio Quartiani</strong> parte dall&#8217;assunto che <em>«l&#8217;ambiente montano non è un castello dei sogni di plastica da consumare e buttare a proprio piacimento»</em> e suggerisce accorgimenti per una governance che assicuri un futuro alle Terre alte. <em>«Dobbiamo costruire un nuovo patto tra la montagna e le città, non solo per ridurre le disuguaglianze ma anche per preservare la biodiversità delle aree interne, condizione fondamentale per garantire l&#8217;esistenza dei servizi ecosistemici, alla base del nostro benessere»</em>, afferma Quartiani.</p>
</div>
<div><strong>Gli altri contributi di questo numero</strong></div>
<div>
Non mancano, come di consueto, l&#8217;alpinismo e l&#8217;esplorazione, declinati nel resoconto dei 4500 km percorsi da<strong> Elio Bonfanti</strong> e <strong>Gloria Bernardi </strong>in Norvegia, alla ricerca di cascate di ghiaccio da scalare e in due interviste: <strong>Antonella Giacomini,</strong> all&#8217;indomani dell&#8217;uscita del suo primo libro <em>Volevo vedere la Tundra</em>, racconta che cosa la spinge a partire e ad affrontare l&#8217;avventura e se stessa. <strong>Gianni Rusconi,</strong> autore di sette prime invernali, sette film, quattro spedizioni e due libri, approfondisce il suo alpinismo intrepido e curioso, basato sul talento individuale e sulla forza del gruppo.</div>
<div></div>
<div>Le proposte escursionistiche accompagnano il lettore in <strong>Alto Adige,</strong> alla scoperta di due itinerari da percorrere con le ciaspole in <strong>Val Passiria. </strong>La prima ci porta nella Valle di Plan e l&#8217;altra tra Stulles e la Malga Egger Grub.</div>
<div>Sicurezza, scienza e geodiversità completano i contenuti della rivista. Vengono raccontati il corso del <strong>Cai Vicenza </strong>per formare escursionisti in grado di intervenire prontamente in caso di arresto cardiaco di un compagno, gli studi del <strong>Comitato scientifico del Cai reggiano</strong> alla Pietra del Lulseto (probabilmente un antico luogo di culto legato alla venerazione delle rocce) e la storia geologica e geomorfologica del territorio testimoniata dalle<strong> cascate del Friuli Venezia Giulia.</p>
<p></strong></div>
<div>Il portfolio fotografico raccoglie una selezione degli scatti di <strong>Angelo Corna</strong> dei sentieri e delle valli nei dintorni di Bergamo, percorsi per ricalcare le orme di chi ha tracciato per primo questi itinerari.</p>
</div>
<div>Scienza, curiosità, attualità, cronache di nuove ascensioni e notizie dal mondo Cai completano come sempre il numero di marzo, che, oltre ad arrivare nelle case dei Soci ed essere acquistabile in edicola a 3,90 euro, è consultabile online <a href="http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;ag=am&amp;newsid=4188&amp;exid=3634&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;linkid=108702" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26ag%3Dam%26newsid%3D4188%26exid%3D3634%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26linkid%3D108702&amp;source=gmail&amp;ust=1646298434744000&amp;usg=AOvVaw148LVmsrr6eB2op9wnsGr-">a questo indirizzo.</a></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La montagna d&#8217;inverno, tra carnevali, ciaspole, scialpinismo e cascate di ghiaccio</title>
		<link>https://www.cai.it/news/2022/01/la-montagna-dinverno-tra-carnevali-ciaspole-scialpinismo-e-cascate-di-ghiaccio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jan 2022 14:39:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Montagne360]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cai.it/news/2022/01/la-montagna-dinverno-tra-carnevali-ciaspole-scialpinismo-e-cascate-di-ghiaccio/</guid>

					<description><![CDATA[La storia, le peculiarità e i significati delle manifestazioni carnevalesche dei borghi montani sono i protagonisti del numero di febbraio 2022 di Montagne360. Non mancano proposte, di tutte le difficoltà, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>La storia, le peculiarità e i significati delle manifestazioni carnevalesche dei borghi montani </em><em>sono i protagonisti del numero di febbraio 2022 di Montagne360. </em><em> Non mancano proposte, di tutte le difficoltà, per la frequentazione </em><em>delle Terre alte nella stagione fredda</em></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-53799" src="http://archivio.cai.it/wp-content/uploads/2022/01/Copertina_Montagne360_febbraio2022.jpg" alt=" width="1181" height="1595" /></p>
<div>Ciaspolate, scialpinismo e cascate di ghiaccio, mentre il carnevale anima i borghi. Il numero di febbraio 2022 di <em><strong>Montagne360</strong></em>, rivista del <strong>Club alpino italiano,</strong> ha come protagonista la montagna invernale, a partire proprio dalle <strong>manifestazioni carnevalesche.</p>
<p></strong></div>
<div>«Quando si pensa al carnevale, raramente si pensa alla montagna», scrive il direttore della rivista <strong>Luca Calzolari</strong> nell&#8217;introduzione del focus. «E allora eccoli, i carnevali alpini. Ve li presentiamo, offrendovi anche un excursus sulla loro origine e la loro storia. Perché a ben guardare sia i carnevali a valle sia quelli a monte sono caratterizzati da antiche tradizioni che a poco a poco sono andate perse o, nel migliore dei casi, non si sono dissolte del tutto».<br />
Gli articoli evidenziano l&#8217;irrisione, i riti propiziatori e le antiche paure che caratterizzano i carnevali delle Terre alte: da quello di Lajetto e Condove in<strong> Val di Sus</strong>a fino alla <strong>Val Varaita</strong>, e poi giù fino a Tricarico, in <strong>Basilicata,</strong> dall’orso di segale del <strong>Piemonte</strong> fino alle brigantesse e alle fattucchiere delle terre lucane.</div>
<div>
Gli amanti dello <strong>scialpinismo</strong> vengono condotti sulle sponde del <strong>Lago Maggiore</strong> che, come il vicino Lario, è circondato da montagne non particolarmente alte ma ricche di occasioni scialpinistiche. Si tratta di itinerari fra boschi di latifoglie, piccoli borghi e scorci bellissimi.</div>
<div>Chi predilige le ciaspole, invece, troverà tre itinerari brevi e medio-facili in <strong>Alta Valtellina</strong>, per godere della neve e per far divertire i bambini. Sono tre le valli da esplorare: la Val di Rezzalo, la Valfurva e la Val Viola.<br />
<em>M360</em> fa poi una puntata nel cuore di ghiaccio del <strong>Pollino</strong>, con il racconto della scoperta e della scalata della Cascata delle Ciavole, affacciata sul versante lucano del Parco.</p>
</div>
<div><strong>Ferma contrarietà del Cai all&#8217;eli-montagna</p>
<p></strong></div>
<div>Il Presidente generale del Cai <strong>Vincenzo Torti</strong>, nel suo editoriale, ribadisce la ferma contrarietà del Sodalizio all&#8217;<strong>eli-montagna</strong>. «Se c’è un momento storico, una vera sfida nella sfida, in cui massima deve essere la nostra attenzione a tutela della montagna, è proprio questo, per l’evidente pericolo che, con la scusa di investire e creare lavoro, si commettano gravi errori nelle progettualità e nelle strategie». Il Presidente cita singoli casi di utilizzo degli elicotteri per finalità turistiche e ludiche, soffermandosi anche sull&#8217;<strong>elisnow</strong>, ossia il trasporto di neve in elicottero da un luogo a un altro. L&#8217;editoriale si conclude evidenziando la criticità rappresentata dai <strong>parchi eolici</strong> «che, sotto le celate spoglie della produzione di energia pulita, prospettano la distruzione di interi crinali montani».</p>
</div>
<div>Anche il direttore <strong>Luca Calzolari</strong> nel suo P<em>eak&amp;Tip </em>ragiona sulla <strong>fragilità dei territori montani.</strong> Fragilità che sono «anche opportunità in termini di capacità di adattamento a condizioni di vita più difficili, che spesso agiscono come spinta all’innovazione produttiva, tecnologica e sociale». Per Calzolari il 2022, dichiarato dall&#8217;Onu &#8220;Anno internazionale dello sviluppo sostenibile della montagna&#8221;, può essere l&#8217;anno giusto per «impegnarsi nella rimozione dei fattori negativi che ostacolano questo tipo di sviluppo, valorizzando contemporaneamente gli asset di cui le montagne già dispongono».</p>
</div>
<div><strong>Gli altri articoli di questo numero</p>
<p></strong></div>
<div>Gli altri contributi pubblicati su questo numero toccano la <strong>geodiversità</strong>, con la distesa di rocce laviche sulla quale si trova la Selva del Lamone, in Maremma, e l&#8217;economia, con le &#8220;pecore con gli occhiali&#8221;, razza in via di estinzione, allevate in Val di Funes (Alto Adige). Non manca l&#8217;alpinismo, con l&#8217;intervista a <strong>Massimo Demichela,</strong> scalatore di livello, rifugista appassionato e protagonista del Soccorso alpino piemontese, e il contributo sulla torre e sul laboratorio del <strong>Centro studi materiali e tecniche del Cai</strong> a Padova. Qui si testano corde, chiodi e caschi, con le relative modalità di utilizzo per muoversi in montagna.</p>
</div>
<div>Due storie, infine, raccontano come alcune comunità montane furono protagoniste del Giubileo del 1900 e i tempi in cui si sciava a Torino, sul Monte dei Capuccini.</p>
</div>
<div>Il portfolio fotografico è dedicato a <strong>&#8220;Sua maestà il lupo&#8221;</strong>, fotografato da <strong>Francesco Bernardi</strong> sull&#8217;Altopiano delle Murge, in una Puglia unica, custode di flora, fauna, biodiversità e tradizioni rurali.</p>
</div>
<div>Scienza, curiosità, attualità, cronache di nuove ascensioni e notizie dal mondo Cai completano come sempre il numero di febbraio, che, oltre ad arrivare nelle case dei Soci ed essere acquistabile in edicola a 3,90 euro, è consultabile online <a href="http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;ag=am&amp;newsid=4154&amp;exid=3604&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;linkid=108222" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26ag%3Dam%26newsid%3D4154%26exid%3D3604%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26linkid%3D108222&amp;source=gmail&amp;ust=1643443328447000&amp;usg=AOvVaw2BoUfiyXphDCRPLTaDBy_v">a questo indirizzo.</a></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il futuro della montagna, tra antiche narrazioni e nuove necessità</title>
		<link>https://www.cai.it/news/2021/11/il-futuro-della-montagna-tra-antiche-narrazioni-e-nuove-necessita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 2021 21:06:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Montagne360]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cai.it/news/2021/11/il-futuro-della-montagna-tra-antiche-narrazioni-e-nuove-necessita/</guid>

					<description><![CDATA[Il focus del numero di dicembre della rivista Montagne360 approfondisce la posizione del Club alpino italiano su sviluppo sostenibile, transizione energetica, tutela della biodiversità e valorizzazione di boschi e foreste]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><em>Il focus del numero di dicembre della rivista Montagne360 </em><em>approfondisce la posizione del Club alpino italiano su sviluppo sostenibile, </em><em>transizione energetica, tutela della biodiversità e valorizzazione di boschi e foreste</em></div>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-52014" src="http://archivio.cai.it/wp-content/uploads/2021/11/Copertina_M360_Dicembre2021.jpg" alt=" width="1181" height="1594" /></p>
<div>L&#8217;attenzione per gl<strong>i ecosistemi montani </strong>rappresenta un passo irrinunciabile per arrivare a quei cambiamenti nelle abitudini e negli stili di vita che l&#8217;ambiente ci chiede.<br />
Su questo assunto si basa il focus del numero di dicembre della rivista del Cai <em>Montagne360</em>, intitolato <strong>&#8220;Il futuro della montagna&#8221;.</p>
<p></strong></div>
<div>Un focus che presenta i tre recenti documenti nei quali viene illustrata la posizione del <strong>Club alpino italiano</strong> su sviluppo sostenibile, transizione energetica, tutela della biodiversità e valorizzazione di boschi e foreste.</div>
<div>«Mentre quali siano i cambiamenti climatici in atto e quali le loro cause è ormai chiaro a tutti, lo stesso non può dirsi per quanto attiene la volontà di affrontarli con l&#8217;urgenza necessaria», scrive il Presidente generale del Cai <strong>Vincenzo Torti</strong> nel suo contributo. I documenti presentati guardano alle montagne come <strong>punto di riferimento prioritario </strong>perché, continua Torti, «mostrano alcuni tra i più evidenti segni del degrado con il quale ci stiamo confrontando».</p>
</div>
<div>Intitolati rispettivamente &#8220;Biodiversità, Servizi ecosistemici, Aree protette, Economia montana&#8221;, &#8220;Il Cai, i boschi e le foreste&#8221; e &#8220;Transizione ecologica, energie rinnovabili, eolico&#8221;, questi scritti (scaricabili a <a href="http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;ag=am&amp;newsid=4144&amp;exid=3598&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;linkid=108117" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26ag%3Dam%26newsid%3D4144%26exid%3D3598%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26linkid%3D108117&amp;source=gmail&amp;ust=1638391238938000&amp;usg=AOvVaw1ZjK0MOxSoKC1_Li0psLzJ">questo link</a>) sono stati elaborati dalla Commissione centrale tutela ambiente montano e approvati dal Comitato centrale di indirizzo e controllo. I contenuti, strettamente intrecciati tra loro, si basano sull&#8217;ormai stringente necessità di diffondere la<strong> cultura dello sviluppo sostenibile. </strong></div>
<div>«Se tutto andasse per il meglio non ci sarebbe bisogno di formalizzare intenti attraverso documenti approvati e condivisi. Ma sappiamo bene che non tutto va come dovrebbe e c&#8217;è sempre bisogno di un promemoria, un sollecito o, più semplicemente, di un <strong>richiamo alla responsabilità</strong>», scrive il direttore di <em>Montagne360</em> <strong>Luca Calzolari </strong>nell&#8217;introduzione dello speciale. «Anche per questo il Cai si è sempre schierato in trincea, assumendo il ruolo di sentinella delle nostre terre, soprattutto di quelle più alte».</div>
<div>
Gli articoli evidenziano le <strong>attività antropiche</strong> che minacciano la biodiversità mondiale, come costruzioni e infrastrutture, deforestazione, agricoltura, industria, rete viaria e trasporti, le opportunità e le criticità della <strong>transizione energetica</strong> da fonti fossili a energia rinnovabile e la multifunzionalità ecosistemica, da valorizzare, rappresentata dal <strong>patrimonio boschivo e forestale</strong>.</div>
<div>«Investire nel ripristino della natura rappresenta una visione non esclusivamente di protezione, ma semmai di l<strong>ungimiranza verso le generazioni future</strong>, in quanto si consolidano nuove forme di economia diffusa che portano vantaggi in termini di servizi e risorse alle popolazioni locali», scrive il presidente della Commissione centrale tutela ambiente montano <strong>Raffaele Marini</strong>. «Le energie rinnovabili rappresentano certamente una delle soluzioni per la transizione ecologica, ma contengono evidenti criticità che ne dovrebbero limitare l&#8217;uso a quelle situazioni effettivamente praticabili. I boschi e le foreste, dal canto loro, non sono solamente serbatoi di biomassa da sfruttare. Sono contenitori e incubatori di biodiversità oltre che ambienti da vivere».</div>
<div>Un posizionamento, quello del Cai, che tiene dunque conto della non pronosticabile necessità di <strong>recupero dell&#8217;equilibrio ecologico</strong>, «senza il quale &#8211; scrive il Presidente generale Torti &#8211; non è difficile prevedere una crescente perdita di fiducia nel futuro, così come viene denunciato dai giovani e avvertiamo noi stessi quotidianamente».</p>
</div>
<div><strong>Gli altri articoli di questo numero</p>
<p></strong></div>
<div>Su due iniziative che indicano la via per valorizzare in maniera sostenibile un territorio ci sono gli articoli che raccontano la<strong> 22esima Settimana nazionale dell&#8217;escursionismo </strong>organizzata quest&#8217;anno dal Cai in Basilicata e l&#8217;ingresso dei borghi di <strong>Balme</strong> (TO) e <strong>Triora</strong> (IM) nella rete transfrontaliera dei <strong>Villaggi degli Alpinisti</strong>.<br />
Un terzo contributo, sulla rimozione del pannello solare sul <strong>Dolcedorme</strong> (Pollino), mostra come la buona pratica dell&#8217;ascolto e dell&#8217;interlocuzione con le associazioni sul territorio permetta la risoluzione dei problemi e delle questioni riguardanti l&#8217;impatto ambientale delle costruzioni e degli impianti.</p>
</div>
<div>L&#8217;escursionismo è protagonista degli articoli sugli itinerari che portano ai forti dolomitici della<strong> Linea Gialla</strong> (percorribili d&#8217;inverno con sci e ciaspole) e del <strong>viaggio escursionistico intorno al mondo</strong> che sta intraprendendo il vicentino <strong>Nicolò Guarrera</strong>.</div>
<div>I lettori troveranno poi la presentazione dei <strong>due volum</strong>i (per un totale di 500 pagine, 28 autori, 100 schede e numerose tavole illustrate) attraverso i quali la<strong> Biblioteca Nazionale del Cai</strong> si racconta in maniera inedita, imponente e divulgativa, e un commento del Presidente generale del Cai Torti sulla docufiction Rai<em> Sul tetto del mondo</em> di Stefano Vicario.</div>
<div>Non mancano una riflessione sull&#8217;evoluzione della <strong>narrazione dell&#8217;alpinismo,</strong> un contributo storico sul <strong>Villaggio Alpino Turinetto Sopran</strong>o e uno sui settant&#8217;anni della <strong>Scuola nazionale di scialpinismo del Cai torinese</strong>, la prima creata a livello europeo.</p>
</div>
<div>Il portfolio fotografico, intitolato &#8220;Come al tempo dei pionieri&#8221;, racconta un&#8217;esplorazione d&#8217;altri tempi nell&#8217;ambito dello <strong>&#8220;Swat project&#8221;</strong> di Mountain Wilderness, progetto di valorizzazione e protezione delle montagne nel nord-ovest de<strong>l Pakistan.</p>
<p></strong></div>
<div>Scienza, curiosità, attualità, cronache di nuove ascensioni e notizie dal mondo Cai completano come sempre il numero di dicembre, che, oltre ad arrivare nelle case dei Soci ed essere acquistabile in edicola a 3,90 euro, è consultabile online a <a href="http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;ag=am&amp;newsid=4144&amp;exid=3598&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;linkid=108118" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26ag%3Dam%26newsid%3D4144%26exid%3D3598%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26linkid%3D108118&amp;source=gmail&amp;ust=1638391238938000&amp;usg=AOvVaw14vb-NaaZ3GbHmrZApo3ZB">questo indirizzo.</a></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Racconti sotterranei, quando il buio illumina il cinema</title>
		<link>https://www.cai.it/news/2021/10/racconti-sotterranei-quando-il-buio-illumina-il-cinema/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Oct 2021 16:16:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Montagne360]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cai.it/news/2021/10/racconti-sotterranei-quando-il-buio-illumina-il-cinema/</guid>

					<description><![CDATA[Il fascino e le difficoltà del fare cinema in grotta sono protagonisti del numero di novembre di Montagne360. Nel focus le parole di registi, produttori, fotografi e cameraman, a partire [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Il fascino e le difficoltà del fare cinema in grotta sono protagonisti </em><em>del numero di novembre di Montagne360. </em><em> Nel focus le parole di registi, produttori, fotografi e cameraman, a partire dai protagonisti del film &#8220;Il buco&#8221; di Michelangelo Frammartino, premiato alla Mostra del cinema di Venezia</em></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-50490" src="http://archivio.cai.it/wp-content/uploads/2021/10/Copertina_Montagne360_Novembre.jpg" alt=" width="1181" height="1594" /></p>
<div>«Abbiamo spesso parlato dei film dedicati all&#8217;alpinismo, così come non abbiamo mai trascurato gli eventi e i festival dedicati ai film di montagna. Eppure mai prima d&#8217;ora avevamo realizzato un intero speciale sul<strong> cinema in grotta</strong>. Sì, parliamo di cinema, e anche di speleologia». Scrive così il direttore della rivista del Cai <em>Montagne360</em> <strong>Luca Calzolari</strong> nell&#8217;introduzione del focus del numero di novembre, intitolato <strong>&#8220;Racconti sotterranei&#8221;</strong>.</p>
<p>Un focus che nasce dai riconoscimenti che l&#8217;ultima <strong>Mostra del cinema di Venezia</strong> ha riservato proprio a questo tipo di narrazione visiva: da <em>Il buco </em>di <strong>Michelangelo Frammartino</strong> (ambientato nell&#8217;Abisso del Bifurto, in Calabria, e vincitore del Premio speciale della giuria) a <em>Caveman </em>di <strong>Tommaso Landucci.<br />
</strong>«In questi film non entra in gioco solo la visione del regista o la storia da raccontare, ma anche e soprattutto l&#8217;abilità di muoversi nello spazio, di rispondere all&#8217;imprevedibile, di sapersi adattare a un contesto bellissimo e difficile da immaginare come set», continua Calzolari.</p>
</div>
<div>Nello speciale troviamo le parole dei protagonisti de<em> Il buco.</em> Il regista <strong>Michelangelo Frammartino</strong>, intervistato da Calzolari, spiega il ruolo avuto dal &#8220;buio&#8221; nel racconto dell&#8217;esplorazione. Il direttore della fotografia <strong>Renato Berta</strong> si incentra sulle suggestioni dell&#8217;oscurità, mentre il fotografo di scena <strong>Natalino Russo</strong> approfondisce le diverse fasi di un set sotterraneo. Infine il contributo dello speleologo e cameraman <strong>Luca Massa</strong>, premiato a Venezia con la &#8220;Pellicola d&#8217;oro&#8221; come miglior operatore, affronta il significato concreto di fare cinema a centinaia di metri sottoterra, tra attrezzature da maneggiare, fatica, tempo dilatato, spostamenti, temperature fisse e variabili.<br />
Completano il focus l&#8217;intervista al filmmaker e autore <strong>Alessandro Beltrame</strong> sui trucchi per filmare il mondo sotterraneo, il contributo del regista <strong>Tullio Bernabei</strong> sul presente delle riprese in grotta e quello del produttore cinematografico <strong>Marco Visalberghi</strong> che racconta la propria passione per le grotte.</p>
</div>
<div>Non solo speleologia, su questo numero il Ragno di Lecco <strong>Matteo della Bordella</strong> racconta la sua ultima spedizione in <strong>Groenlandia</strong> alla conquista della parete nord della Siren Tower, nel Mythics Cirque, tra traversate in kayak, imprevisti e grandi emozioni.</p>
</div>
<div>Le proposte escursionistiche accompagnano il lettore dapprima in <strong>Toscana</strong>, lungo il sentiero didattico della Val di Lima che collega 21 siti caratterizzati dai segni lasciati sulle rocce dai pastori, successivamente sull&#8217;<strong>isola della Maddalena </strong>in Sardegna, alla scoperta di fortini e baluardi difensivi immersi nei profumi della macchia mediterranea. Non manca l&#8217;arrampicata, con la descrizione delle vie della <strong>Valle Gesso</strong>, nelle Alpi Marittime.</div>
<div>
Chiudono il numero i resoconti di due recenti manifestazioni che hanno avuto il Cai come protagonista: il primo <strong>Raduno nazionale di escursionismo adattato</strong> in <strong>Val Parma,</strong> che ha visto oltre 300 persone incontrarsi per una grande escursione collettiva tra joëlette, handbike e tandem, e la terza edizione di <strong>&#8220;Climbing for climate&#8221;,</strong> che ha previsto numerosi eventi di sensibilizzazione sulla gravità della crisi climatica sulle montagne di diverse regioni.</div>
<div></div>
<div>Protagonista del portfolio fotografico è il <strong>Matese</strong>, con una selezione di scatti, poetici e delicati, tratti da un libro del già citato Natalino Russo.</p>
</div>
<div><strong>Scienza, curiosità, attualità, cronache di nuove ascensioni e notizie dal mondo Cai completano come sempre il numero di novembre, che, oltre ad arrivare nelle case dei Soci ed essere acquistabile in edicola a 3,90 euro, è consultabile online a <a href="http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;ag=am&amp;newsid=4140&amp;exid=3594&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;linkid=108052" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26ag%3Dam%26newsid%3D4140%26exid%3D3594%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26linkid%3D108052&amp;source=gmail&amp;ust=1635591087137000&amp;usg=AFQjCNFojID9qEsFsYp8PBCK9T4quIBeXQ">questo indirizzo.</a></strong></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
