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	<title>club alpino accademico &#8211; Cai</title>
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	<description>Club Alpino Italiano</description>
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		<title>Mauro Penasa è il nuovo presidente del Club alpino accademico italiano</title>
		<link>https://www.cai.it/news/2021/04/mauro-penasa-e-il-nuovo-presidente-del-club-alpino-accademico-italiano/</link>
		
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2021 14:43:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[club alpino accademico]]></category>
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					<description><![CDATA[Membro dei Cai Biella, presidente del gruppo occidentale e ora presidente del Club alpino accademico italiano. Penasa subentra ad Alberto Rampini La traversata del Kongur East Ridge nel 2004 La sfida [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Membro dei Cai Biella, presidente del gruppo occidentale e ora presidente del Club alpino accademico italiano. Penasa subentra ad Alberto Rampini</h3>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-44505" src="http://archivio.cai.it/wp-content/uploads/2021/04/penasa.jpg" alt=" width="1054" height="793" /></p>
<p><em><span class="ILfuVd"><span class="hgKElc"> «</span></span>Massimo Giuliberti ha pensato bene di lasciarci anticipatamente, sulle montagne dell’Africa, in uno sfortunato incidente di scalata. E’ la sorte quindi che mi ha voluto a coprire la carica di Presidente Generale del CAAI<span class="ILfuVd"><span class="hgKElc">»</span></span></em>, dichiara a <em>Lo Scarpone</em><strong> Mauro Penasa</strong>. Membro dei Cai Biella,  presidente del gruppo occidentale <strong>e ora presidente del Club alpino accademico italiano</strong>. Penasa a subentra ad <strong>Alberto Rampini</strong>.</p>
<p>Classe 1958, Penasa diventa accademico nel 1988. <strong>Prima, un passato da scalatore</strong>: <em><span class="ILfuVd"><span class="hgKElc">«</span></span>Ho iniziato a scalare solo nel 1979, sfruttando la rivoluzione dell’arrampicata dell’inizio degli anni ’80, con una dedizione davvero profonda e coltivando la dimensione mentale dell’alpinismo. Insomma, la mia attività era molto spostata verso l’arrampicata su roccia. <strong>All’alta montagna sono tornato poi dopo, con una serie di viaggi ed alcune spedizioni<span class="ILfuVd"><span class="hgKElc">»</span></span></strong>.</em></p>
<h3>Il ruolo di redattore</h3>
<p>Il suo contributo all’accademico inizia con una serie di resoconti sull’Annuario. Dal 2001, subentra nel ruolo di redattore che porta avanti ancora oggi. <strong><br />
</strong></p>
<p>Il mondo dell’arrampicata ha contribuito a minare la stabilità del CAAI, nota Penasa. L’affermarsi dell’arrampicata sportiva, ed il suo diffondersi successivo alle strutture di bassa e media montagna in forma di arrampicata del tutto attrezzata (plaisir) <em><span class="ILfuVd"><span class="hgKElc">«</span></span>hanno supportato il diffondersi di una mentalità che con l’avventura in montagna, e con l’ingaggio mentale che questa presuppone, ha poco a che fare<span class="ILfuVd"><span class="hgKElc">»</span></span></em>, continua ancora</p>
<div id="attachment_88393" class="test wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-large wp-image-88393" src="https://www.loscarpone.cai.it/wp-content/uploads/2021/04/2004-kongur-east-ridge-dalla-cima-5975m-1024x683.jpg" alt=" width="840" height="560" /></p>
<p class="wp-caption-text">La traversata del Kongur East Ridge nel 2004</p>
</div>
<h3>La sfida del ricambio</h3>
<blockquote><p><em><span class="ILfuVd"><span class="hgKElc">«</span></span></em>Considerando la scalata tecnica come sua base portante, chi si avvicina oggi all’alpinismo ha a disposizione ampi terreni, più amichevoli e meno rischiosi, sui quali imparare e divertirsi. Il risultato è che molti si fermano lì; tra quanti invece sentono ancora profondamente <strong>il richiamo dell’avventura in montagna prevale oggi la scelta professionale</strong>, nel tentativo di fare della propria passione anche un mezzo di sussistenza. In un periodo di estrema liquidità, anche lavorativa, come dar loro torto?<em><span class="ILfuVd"><span class="hgKElc">».</span></span></em></p></blockquote>
<p><span class="ILfuVd"><span class="hgKElc">«</span></span>Il problema del ricambio nelle nostre fila è la vera sfida che stiamo affrontando, ormai da anni: dobbiamo cercare di coinvolgere nuovi elementi anche di tendenza più sportiva, senza perdere di vista l’amore per l’avventura in montagna che dovrebbe sempre animare un vero accademico, e che dobbiamo continuare a tramandare con ogni sforzo<span class="ILfuVd"><span class="hgKElc">»</span></span>, continua.</p>
<p><em><span class="ILfuVd"><span class="hgKElc">«S</span></span>enz’altro essere presidente, quando mi calmo a rifletterci su, <strong>non può non riempirmi di orgoglio</strong>: a precedermi ci sono nomi illustri, e persone che stimo profondamente per il loro impegno nel sodalizio e per l’alpinismo in senso lato. Alcuni vere e proprie enciclopedie viventi, come Giovanni Rossi, altri che hanno messo infinite energie a sostegno del CAAI e delle sue attività, come Corradino Rabbi, per arrivare alle presidenze di Giacomo Stefani ed Alberto Rampini, che spero continueranno a sostenermi con i loro preziosi consigli<span class="ILfuVd"><span class="hgKElc">»</span></span></em>, conclude.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Riconoscimento Paolo Consiglio 2020 a Luca Schiera, Matteo Della Bordella, Matteo De Zaiacomo, Simon Messner e Martin Sieberer</title>
		<link>https://www.cai.it/news/2021/02/riconoscimento-paolo-consiglio-2020-a-luca-schiera-matteo-della-bordella-matteo-de-zaiacomo-simon-messner-e-martin-sieberer/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2021 17:01:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[club alpino accademico]]></category>
		<category><![CDATA[himalaya]]></category>
		<category><![CDATA[riconoscimenti]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
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					<description><![CDATA[Premiate ex aequo due prime salite effettuate nel 2019. I tre Ragni di Lecco hanno raggiunto la vetta del Bhagirathi IV (Himalaya indiano) dalla parete ovest, Messner e Sieberer la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Premiate ex aequo due prime salite effettuate nel 2019. I tre Ragni di Lecco hanno raggiunto la vetta del Bhagirathi IV (Himalaya indiano) dalla parete ovest, Messner e Sieberer la cima dell&#8217;inviolato Black Tooth (Karakorum pakistano)</h3>
<div id="attachment_86910" class="test wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.cai.it/wp-content/uploads/2021/02/Bhagirathi-IV-e-Bhagirathi-III.jpg" alt="Bhagirathi IV e Bhagirathi III" width="1200" height="800" /></p>
<p class="wp-caption-text"><em>Il Bhagirathi IV (sx) e il Bhagirathi III (dx) © Ragni di Lecco</em></p>
</div>
<p>Il<strong> Club alpino accademico italiano</strong> (Sezione nazionale del<strong> Club alpino italiano</strong>) ha assegnato l’edizione 2020 del <strong>Riconoscimento Paolo Consiglio</strong> ex aequo a due imprese alpinistiche extraeuropee del 2019.<br />
A essere premiate la prima salita della parete ovest del<strong> Bhagirathi IV</strong> (Himalaya indiano) compiuta dai Ragni di Lecco<strong> Luca Schiera, Matteo Della Bordella e Matteo De Zaiacomo</strong> e l’ascensione all’inviolato <strong>Black Tooth</strong> (Karakorum pakistano) effettuata da <strong>Simon Messner e Martin Sieberer.</strong></p>
<h3>Due imprese di alpinisti giovani con un approccio originale e leggero</h3>
<p>Entrambe le spedizioni sono state, come prevede il regolamento del premio, “di<strong> carattere esplorativo</strong> o di<strong> elevato contenuto tecnico</strong>, organizzate da piccoli gruppi di alpinisti a prevalente <strong>composizione giovanile</strong> nell’anno precedente”.</p>
<blockquote><p><em>«Due prime ascensioni in quota e grande alpinismo di avventura per due team di alpinisti giovani, di formazione e appartenenza diverse ma accomunati da alte capacità e da una progettualità esuberante», </em>recita la motivazione del Club alpino accademico, approvata dal Comitato centrale del Cai.<em> «Al di là del valore intrinseco delle realizzazioni si vuole premiare un tipo di approccio originale e leggero, con pochi mezzi, ma nel quale la determinazione e il coraggio di mettersi in gioco rappresentano i cardini sui quali si basa il successo».</em></p></blockquote>
<div id="attachment_86911" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-86911" src="https://www.loscarpone.cai.it/wp-content/uploads/2021/02/Topo-Cavalli-Bardati.jpg" alt="Cavalli Bardati" width="799" height="1188" /></p>
<p class="wp-caption-text"><em>La linea di salita di “Cavalli bardati” © Ragni di Lecco</em></p>
</div>
<h3>I tre Ragni a 6193 metri in giornata, in puro stile alpino</h3>
<p>I tre Ragni di Lecco, <strong>Soci accademici del Cai,</strong> sono alpinisti giovani ma preparati tecnicamente e molto motivati. Hanno compiuto la salita alla vetta del colosso di<strong> 6193 metri</strong> del Garhwal il 15 settembre 2019, in puro stile alpino e senza spit. La via, battezzata <strong>“Cavalli bardati che fanno tremare la terra”</strong>, è lunga 800 metri, con difficoltà estreme e continue. La vetta è stata raggiunta in giornata.</p>
<div id="attachment_86912" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-86912" src="https://www.loscarpone.cai.it/wp-content/uploads/2021/02/Black-Tooth.jpg" alt="Black Tooth" width="799" height="743" /></p>
<p class="wp-caption-text"><em>La prima assoluta sul Black Tooth</em></p>
</div>
<h3>Messner e Sieberer esempio delle infinite possibilità dell’alpinismo esplorativo</h3>
<p>Messner e Sieberer il 26 luglio 2019 sono riusciti a raggiungere <strong>in prima assoluta</strong> la vetta di<strong> 6718 metri</strong> di una montagna del Baltoro considerata “minore”, ma emblematica delle infinite possibilità che ancora si offrono per nuove salite di <strong>carattere esplorativo</strong>, anche in zone da tempo frequentate. L’itinerario è di ampio respiro, con difficoltà non estreme, ma è stato affrontato in condizioni non ottimali e con approccio leggero. I due protagonisti durante la spedizione hanno rinunciato alla comunicazione sui social network, per connettersi al 100% con le montagne.</p>
<p>Le due salite rappresentano, conclude la motivazione,</p>
<blockquote><p><em>«uno stimolo importante per l’intero mondo alpinistico giovanile italiano, per visioni più ampie e progetti d’avanguardia».</em></p></blockquote>
<h3>Il video racconto della salita sul Bhagirathi IV</h3>
<p><iframe loading="lazy" title="Premio Consiglio 2020 | Spedizione Bhagirathi IV - Nuova via - Schiera, Della Bordella, De Zaiacomo" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/OFHu2dfjhV4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<h3>Il video racconto della salita sul Black Tooth</h3>
<p><iframe loading="lazy" title="Premio Consiglio 2020 | Spedizione Black Tooth - Prima salita - Simon Messner e Martin Sieberer" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/yoGT8kDD9F0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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