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	<title>boschi &#8211; Cai</title>
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	<description>Club Alpino Italiano</description>
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		<title>L&#8217;uomo e le foreste</title>
		<link>https://www.cai.it/news/2021/07/luomo-e-le-foreste/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2021 12:59:28 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[boschi]]></category>
		<category><![CDATA[Montagne360]]></category>
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					<description><![CDATA[Il numero di luglio di Montagne360 dedica il focus all&#8217;importanza della selvicoltura naturalistica per la resilienza dei boschi, dando spazio al recente documento del Cai sulla loro tutela e salvaguardia]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Il numero di luglio di Montagne360 dedica il focus </em><em>all&#8217;importanza della selvicoltura naturalistica per la resilienza dei boschi, </em><em>dando spazio al recente documento del Cai sulla loro tutela e salvaguardia </em></h3>
<div><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46896" src="http://archivio.cai.it/wp-content/uploads/2021/07/Copertina_M360Luglio.jpg" alt=" width="1181" height="1594" /></div>
<div>Il<strong> futuro dei boschi e della montagna</strong>, con le idee e le buone pratiche per proteggerli. È questo il tema del focus della rivista del Cai <em><strong>Montagne360</strong></em> di luglio. «L&#8217;unione dell&#8217;elemento umano a quello imprevedibile della natura ha messo a dura prova boschi e foreste. Per la loro tutela e corretta gestione non sono ancora stati emanati tutti i decreti attuativi, tra i quali la Strategia forestale nazionale, del Testo unico in materia di foreste e filiere forestali, nonostante sia stato licenziato nel 2018», scrive nella sua introduzione il direttore della rivista, <strong>Luca Calzolari</strong>.</p>
</div>
<div>Il focus dà risalto al documento <strong>&#8220;Il Cai, il bosco e le foreste&#8221;</strong>, che rappresenta la posizione ufficiale del Club alpino italiano sulla loro tutela e salvaguardia, con obiettivi, principi, buone pratiche e comportamenti.</div>
<div>Il testo evidenzia l&#8217;importanza della<strong> selvicoltura naturalistica,</strong> che si basa sul «riconoscimento della complessità dei boschi, sulla conoscenza delle dinamiche naturali e sulla necessità di puntare a un approccio gestionale tale da garantire soprassuoli gestiti produttivi, stabili e resilienti, in grado di tutelarne il serbatoio di biodiversità, la connettività ecologica e la capacità di erogare servizi ecosistemici fondamentali quali la difesa idrogeologica, il ciclo dell&#8217;acqua e la funzione di stoccaggio della CO2».</p>
</div>
<div>Il Cai sottolinea dunque come sia necessario che l&#8217;uomo intervenga nei boschi senza alterarne struttura e composizione al punto tale da renderlo fragile e instabile.</div>
<div>«Oggi il bosco alimenta anche altre economie (<strong>turismo, benessere, ricreazione</strong>) che in talune località divengono prevalenti. Pertanto l&#8217;utilizzo della risorsa bosco resta uno dei pilastri storici dell&#8217;economia montana, elemento identitario e culturale, a cui va conosciuta e riconosciuta la fondamentale importanza ai fini del sostegno alle popolazioni di montagna», scrive il presidente della Commissione centrale tutela ambiente montano del Cai <strong>Raffaele Marini</strong> sulla rivista.</div>
<div>Gli articoli del focus si incentrano anche sulla<strong> tempesta Vaia</strong>, approfondendo come sia cambiata la selvicoltura nelle aree colpite dal disastro e riportando le indicazioni degli scienziati <strong>Alex Pra</strong> e <strong>Davide Pettenella</strong> dell&#8217;Università di Padova per difendere il patrimonio boschivo.</p>
</div>
<div>L&#8217;apertura del numero, come di consueto, è a cura del Presidente generale<strong> Vincenzo Torti,</strong> che evidenzia nel suo editoriale l&#8217;importanza della <strong>Biblioteca nazionale del Sodalizio</strong>, la cui sede si trova a Torino, sul Monte dei Cappuccini: «un tesoro da conoscere, diffondere e valorizzare». Da qui la volontà di dare vita a «un unico <strong>Polo culturale del Club alpino italiano</strong> nella città che ne ha visto i natali». Un Polo che comprenda, oltre alla Biblioteca, il <strong>Museo Nazionale della Montagna</strong> il «cospicuo <strong>patrimonio cinematografico</strong> da tempo disponibile e in non minore attesa di adeguata valorizzazione».</p>
</div>
<div>D&#8217;estate è tempo di escursioni e quindi spazio ad alcune proposte che ci portano alle origini del Cai: vengono descritti gli itinerari che, partendo da<strong> Biella</strong> (città del fondatore del Sodalizio Quintino Sella), conducono in <strong>cinque valli</strong> (Elvo, Oropa, Cervo, Strona e Sessera), tra cime di tutto rispetto.<br />
Un papà racconta poi l&#8217;esperienza di compiere il <strong>tour ad anello del Monviso</strong> con la figlia di sette anni: quattro giorni tra Italia e Francia, 2400 metri di dislivello complessivo per un totale di 40 chilometri circa. Chiudono le pagine escursionistiche di <em>M360</em> i dettagli di un itinerario sul <strong>Monte Tricorno</strong> (Triglavski Narodni Park, Slovenia), costellato da una varietà di fiori da fare invidia a un giardino botanico.</p>
</div>
<div>La <strong>Slovenia </strong>è il teatro di un altro articolo, che racconta una storia di speleologia e alpinismo: la scalata di una parete di ghiaccio che non ha mai visto la luce, in un abisso del <strong>Monte Canin</strong>.</div>
<div>Gli appassionati di alpinismo troveranno il contributo sui 50 anni dall&#8217;apertura della<strong> Via </strong><strong>Cecchinel-Nomine</strong>, sulla nord del Pilier d&#8217;Angle (Monte Bianco), con il ricordo di una grande svolta nella progressione su ghiaccio e il racconto di una ripetizione baciata dalla fortuna.</p>
</div>
<div>I contributi culturali accompagnano il lettore alla scoperta dei film protagonisti dell&#8217;ultimo <strong>Trento Film Festival</strong>, dei libri sui vent&#8217;anni dell&#8217;<strong>International Alliance for Mountain Film</strong> (<em>Una storia di passione</em>) e sulla gravità dell&#8217;<strong>emergenza climatica</strong> (<em>Terra ultima chiamata</em>, curato da Salvatore Giannella), fino ad arrivare al patrimonio geologico ed economico rappresentato dalle <strong>solfare siciliane</strong>.</div>
<div>Non manca infine un&#8217;interessante curiosità su <strong>Arthur Conan Doyle</strong>, che non ha trasmesso la propria passione per le vette e lo sci al personaggio più famoso da lui creato, Sherlock Holmes. Ma il vuoto è ora colmato da alcuni testi apocrifi.</p>
</div>
<div><em>M360 </em>di luglio ospita in chiusura anche un ricordo di <strong>Mario Marone</strong>, chimico, inventore e anarchico dell&#8217;alpinismo, corredato da un estratto del suo racconto <em>E l&#8217;amata mi respinse.</em></div>
<div>Il portfolio fotografico, intitolato <strong>&#8220;Un saluto dalle montagne&#8221;</strong><strong>,</strong> ci permette di osservare la trasformazione dei rifugi del Cai e del territorio che li ospita, grazie a una serie di cartoline spedite dai luoghi di vacanza, una consuetudine ormai perduta. Le cartoline pubblicate fanno parte della collezione privata di <strong>Alberto Zanellato.</p>
<p></strong></div>
<div>Scienza, curiosità, attualità, cronache di nuove ascensioni e notizie dal mondo Cai completano come sempre il numero di luglio, che, oltre ad arrivare nelle case dei Soci ed essere acquistabile in edicola a 3,90 euro, è consultabile online a <a href="http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;ag=am&amp;newsid=4107&amp;exid=3566&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;linkid=107712" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26ag%3Dam%26newsid%3D4107%26exid%3D3566%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26linkid%3D107712&amp;source=gmail&amp;ust=1625309633850000&amp;usg=AFQjCNG9Hz2XiaT8h-LzWdHXQmLlt-u3JA">questo indirizzo.</a></div>
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		<item>
		<title>Un anno da Vaia: per il Cai serve una governance d&#8217;insieme per la tutela dei boschi</title>
		<link>https://www.cai.it/news/2019/10/un-anno-da-vaia-per-il-cai-serve-una-governance-dinsieme-per-la-tutela-dei-boschi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Oct 2019 19:40:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[boschi]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
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					<description><![CDATA[La Commissione Centrale Tutela Ambiente Montano ha redatto un documento che sottolinea l&#8217;urgenza di investire in ricerca e sperimentazione per affrontare i cambiamenti climatici e valorizzare l&#8217;intera filiera legno legata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>La Commissione Centrale Tutela Ambiente Montano ha redatto un documento </em><em> che sottolinea l&#8217;urgenza di investire in ricerca e sperimentazione per affrontare </em><em> i cambiamenti climatici e valorizzare l&#8217;intera filiera legno legata </em><em> a una gestione sostenibile delle foreste.</em></h3>
<div><em><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-25004" src="http://archivio.cai.it/wp-content/uploads/2019/10/Cansiglio.jpg" alt=" width="1000" height="637" /></em><br />
<strong>Un documento che chiede attenzione al bosco e a ciò che rappresenta</strong>, anche nei servizi ecosistemici da riconoscere, nello spopolamento e abbandono da contrastare e nel dissesto da contenere, e sottolinea <strong>l&#8217;urgenza una visione condivisa della politiche di pianificazione e gestione della risorsa forestale delle e per le Terre Alte.</strong> Una visione comprensiva <strong>della loro cultura, dei loro prodotti, dell&#8217;ambiente, del paesaggio, delle unicità e delle risorse durature che ogni valle può vantare.<br />
</strong><br />
Questo, in sintesi, il contenuto del testo redatto dalla<strong> Commissione Centrale Tutela Ambiente Montano del CAI</strong> dopo la prima edizione dell&#8217;evento nazionale <strong><em>&#8220;Prendersi cura della montagna &#8211; Buone pratiche di attenzione al cambiamento&#8221;</em></strong><strong>, </strong><strong>organizzato gli scorsi 19 e 20 ottobre a Vittorio Veneto (TV) e nella Foresta del Cansiglio</strong><strong>, a un anno dalla Tempesta Vaia.<br />
</strong><br />
Come premessa, il documento ribadisce che i boschi d&#8217;Italia sono <strong>sistemi complessi, scrigno di biodiversità, risorsa della biosfera, vulnerabili all&#8217;emergenza climatica e determinanti per il futuro delle prossime generazioni</strong>. La frequenza degli eventi meteo estremi è crescente e ha evidenziato <strong>una fragilità intrinseca degli ecosistemi forestali,</strong> anche quelli meglio gestiti d&#8217;Italia. All&#8217;eccezionalità si aggiunge il cambiamento lento e progressivo dei loro componenti, con s<strong>postamenti verso latitudini e altitudini maggiori.</strong> II bosco e ciò che produce rappresentano oggi <strong>un incommensurabile valore per la lotta al cambiamento climatico,</strong> in quanto serbatoio di anidride carbonica (CO2).Il testo sottolinea poi le criticità legate alla <strong>distanza</strong><strong> tra la produzione legnosa italiana e le richieste del mercato della filiera legno </strong>(che in molti casi si rivolge all&#8217;estero per qualità e costi), che danneggia possibili filiere economiche significative per la montagna nostrana. <strong>Le popolazioni residenti in </strong><strong>m</strong><strong>ontagna </strong>di contro, che svolgono la fondamentale funzione di presidio del territorio, sovente in una situazione socio-economica di marginalità, <strong>hanno bisogno anche dell&#8217;economia legata al bosco</strong>. Lo spopolamento e l&#8217;abbandono di parte del territorio montano, con la diminuzione della popolazione lavorativa attiva, hanno invece portato alla <strong>progressiva perdita delle pratiche selvicolturali in molte aree</strong>.</p>
<p>Detto ciò, la<strong> Commissione Centrale Tutela Ambiente Montano del CAI,</strong> riconoscendo l&#8217;esistenza di questo patrimonio forestale, della sua valenza strategica per la montagna italiana e del bisogno di salvaguardia delle &#8220;foreste vetuste&#8221; (con il loro fascino, bellezza, ed emozione che suscitano), ha espresso, in primis,<strong> l&#8217;</strong><strong>urgenza </strong><strong>di una governance d&#8217;insieme,</strong> che superi il localismo e che consideri esperienza ed eventi europei e globali degli ultimi decenni, e l<strong>a necessità di considerare le competenze tecniche e culturali e la legislazione esistente</strong> con la consapevolezza di<strong> un </strong><strong>loro </strong><strong>costante adeguamento e miglioramento.</strong><br />
Segue <strong>l&#8217;urgenza</strong><strong> di investire in ricerca e sperimentazione, </strong>per individuare e sostenere le modalità gestionali idonee ad <strong>affrontare e prevenire una situazione di cambiamento climatico</strong>, di collegare g<strong>estione e cultura del bosco al ritorno di forza lavorativa giovane in montagna, </strong>di valorizzare (se non ripristinare) <strong>l&#8217;intera filiera legno legata a una gestione sostenibile e certificata della superficie forestale montana</strong>. Inoltre la Commissione del CAI sollecita <strong>il riconoscimento dei Servizi ecosistemici forniti dalla montagna </strong>(di cui al collegato ambientale della Legge 221/2015) e <strong>la promozione</strong>, principalmente verso i giovani e il mondo della scuola, <strong>di attività conoscitive, educative, di studio, di avvicinamento alla montagna e di riduzione dell&#8217;inquinamento</strong>, che interessino il bosco e le sue pertinenze.</p>
<p>&#8220;E&#8217; necessario <strong>un impegno sempre maggiore del Governo, delle Regioni e dei Comuni per il raggiungimento di quest</strong><strong>i</strong><strong> obiettiv</strong><strong>i</strong><strong>di</strong><strong> valorizzazione del territorio montano</strong>. In tal senso il CAI è impegnato direttamente <strong>all&#8217;interno dell&#8217;Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, con gli obiettivi strategici di Agenda 2030 e i punti della Carta Europea del Turismo Sostenibile (CETS),</strong> nonché della <strong>Convenzione delle Alpi </strong>che è legge europea&#8221;, afferma il Presidente della CCTAM del CAI <strong>Filippo Di Donato</strong>. &#8220;E&#8217; indispensabile <strong>una governance d&#8217;insieme del bosco, con più coscienza dei problemi ambientali </strong><strong>e più considerazione del </strong><strong>valore d&#8217;insiem</strong>e, attenti alle derive nell&#8217;uso delle foreste a fini energetici. Fare<strong>i</strong><strong>nformazione, educazione e formazione per guardare al futuro</strong>, interessare giovani e mondo della scuola. Questo è un impegno del CAI in linea con gli obiettivi di Agenda 2030, della CETS e della Convenzione delle Alpi&#8221;.</p>
<p>Per informazioni: <a href="http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;ag=am&amp;newsid=3838&amp;exid=3348&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;linkid=91614" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26ag%3Dam%26newsid%3D3838%26exid%3D3348%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26linkid%3D91614&amp;source=gmail&amp;ust=1572440826875000&amp;usg=AFQjCNFWa9eA8fX8xXoqgNWZmgIetQmbNw">www.cai-tam.it</a><em> </em></p>
</div>
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		<item>
		<title>A Vittorio Veneto e Cansiglio due giorni per &#8220;Prendersi cura della montagna&#8221;</title>
		<link>https://www.cai.it/news/2019/10/a-vittorio-veneto-e-cansiglio-due-giorni-per-prendersi-cura-della-montagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Oct 2019 19:50:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[boschi]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[incontro]]></category>
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					<description><![CDATA[Sabato 19 e domenica 20 ottobre convegno ed escursione con la Commissione Centrale Tutela Ambiente Montano, per evidenziare l&#8217;ordinarietà dei fenomeni climatici estremi, i rischi che corre l&#8217;importante realtà forestale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em> Sabato 19 e domenica 20 ottobre convegno ed escursione con </em><em> la Commissione Centrale Tutela Ambiente Montano, per evidenziare </em><em> l&#8217;ordinarietà dei fenomeni climatici estremi, i rischi che corre l&#8217;importante </em><em> realtà forestale italiana e le possibilità di una sua gestione sostenibile e innovativa.</em></h3>
<div>
<div>
<div><em><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-24646" src="http://archivio.cai.it/wp-content/uploads/2019/10/Locandina_Prendersi_cura_della_montagna.jpg" alt=" width="1241" height="1754" /></em><strong><br />
</strong>Gli scienziati stanno lanciando<strong> un grido di allarme sul futuro del nostro pianeta e sulle conseguenze derivanti dalla rapidità dei cambiamenti climatici,</strong> che portano a fenomeni meteorologici sempre più fuori controllo. Anche in Italia uno degli indicatori più rilevanti di questi cambiamenti è<strong> il bosco</strong>, un elemento ch<strong>e i danni causati dalla tempesta Vaia </strong>dello scorso anno hanno drammaticamente dimostrato <strong>più vulnerabile di quanto si pensasse.<br />
</strong><br />
Con questa premessa l<strong>a Commissione Centrale Tutela Ambiente Montano del Club Alpino Italiano (CCTAM)</strong> ha programmato <strong>a Vittorio Veneto (TV) e nella Foresta del Cansiglio</strong> la due giorni nazionale intitolata <em><strong>&#8220;Prendersi cura della montagna &#8211; Buone pratiche di attenzione al cambiamento&#8221;, </strong></em>che si terrà <strong>sabato 19 e domenica 20 ottobre</strong> prossimi.</p>
<p><strong>Sabato 19 ottobre</strong> è in programma <strong>un convegno presso &#8220;Le Filande&#8221;, in località S. Giacomo di Veglia</strong> (inizio lavori ore 8.00), che vedrà al centro<strong> le buone pratiche e il monitoraggio su stato di salute, uso, sfruttamento e ripristino del bosco in tutta Italia.</strong> Tra i temi che saranno affrontati:<strong> l&#8217;ordinarietà</strong> che hanno raggiunto i fenomeni climatici estremi e <strong>la gestione sostenibile e innovativa del bosco</strong>, fino ad arrivare al <strong>ruolo delle comunità locali nei percorsi di economia solidale,</strong> con esempi positivi di iniziative di tutela e valorizzazione tutt&#8217;ora in corso.<br />
<strong>Domenica 20 ottobre</strong> i partecipanti effettueranno <strong>un percorso ad anello nella Foresta del Cansiglio</strong> (sito di Rete Natura 2000 di 5.060 ettari), con focus su <strong>lettura dell&#8217;ambiente, ripopolamenti naturali e artificiali, danni da Vaia, attività di studio e gestione della foresta.<br />
</strong><br />
Come documento conclusivo si vorrebbe delineare <strong>una traccia operativa</strong> partendo dalla conoscenza della <strong>realtà ecologica, gestionale ed economica del mondo forestale,</strong> così come definita anche dal recente decreto legislativo (Tuff), e allargando lo sguardo all&#8217;<strong>intero sistema gestionale del territorio montano.<br />
</strong><br />
Come ricorda il Presidente della CCTAM<strong> Filippo Di Donat</strong>o, &#8220;il bosco è <strong>patrimonio naturale ma anche culturale</strong>, derivato da secoli di gestione, che richiede in questa attuale emergenza climatica <strong>una visione multisettoriale, condivisa e forse anche innovativa</strong>. Ci attende il 2020, decisivo anno di transizione che definirà a livello planetario<strong> le linee di azione dell&#8217;Agenda 2030 negli obiettivi sociali e ambientali</strong>. Anche l&#8217;Italia si è impegnata a sostegno del <strong>New Deal for Nature and People</strong> (Assemblea generale dell&#8217;ONU di settembre 2019) per contrastare<strong> emergenza climatica e perdita di biodiversità</strong>. A questo patto d&#8217;insieme partecipa anche il Club alpino con il suo Bidecalogo e, nell&#8217;appuntamento in Veneto, evidenzieremo i temi di nostro interesse nei punti 1,2, 8, 9,10&#8243;.</p>
<p>Continua Di Donato: &#8220;intendiamo dunque fare<strong> un&#8217;analisi della situazione</strong>, capire come siamo messi ora e valutare soprattutto <strong>in che modo il CAI può essere utile per il superamento delle criticità legate alla gestione della montagna e agli effetti dei cambiamenti climatici.</strong> L&#8217;occasione è buona per riflettere sul tema bosco a livello nazionale: è necessario che <strong>opinione pubblica e politica</strong> colgano la portata di quanto sta accadendo ed acquisiscano <strong>una consapevolezza comune della realtà forestale esistente nel territorio montano e dei rischi che potrebbero minacciarla&#8221;.<br />
</strong><br />
La due giorni è organizzata in collaborazione con<strong> la Commissione Interregionale TAM Veneto e Friuli Venezia Giulia, i due Gruppi regionali </strong><strong>CAI </strong><strong>e la Sezione di Vittorio Veneto (TV).<br />
</strong><br />
Per informazioni: <a href="http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;ag=am&amp;newsid=3835&amp;exid=3346&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;linkid=91336" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26ag%3Dam%26newsid%3D3835%26exid%3D3346%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26linkid%3D91336&amp;source=gmail&amp;ust=1571254816215000&amp;usg=AFQjCNHDufZgKH-Fw4oQlfew0X3a8f8X6g">www.cai-tam.it</a></div>
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