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	<title>acqua &#8211; Cai</title>
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	<description>Club Alpino Italiano</description>
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		<title>Giornata mondiale dell’acqua, il Club alpino italiano annuncia progetto per monitorare le sorgenti di montagna</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Mar 2023 20:32:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
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					<description><![CDATA[Al via il progetto &#8220;Le sorgenti d’acqua: una conoscenza fondamentale nell’era del cambiamento climatico&#8221;, con il quale il Cai intende studiare il numero e le caratteristiche di sorgenti e fontanelle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Al via il progetto &#8220;Le sorgenti d’acqua: una conoscenza fondamentale nell’era del cambiamento climatico&#8221;, con il quale il Cai intende studiare il numero e le caratteristiche di sorgenti e fontanelle alpine e appenniniche, mettendo poi i risultati a disposizione di tutti</h3>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.cai.it/wp-content/uploads/2023/03/Acqua.-Foto-Raffaele-Marini-scaled.jpg" alt="Acqua montagna" width="2560" height="1707" /></p>
<p>La realizzazione di progetto per<strong> identificare, classificare e monitorare le sorgenti d’acqua</strong> che si trovano nell’ambiente montano di tutto il territorio nazionale.</p>
<p>Questo annuncia il<strong> Club alpino italiano</strong> in occasione dell<strong>a Giornata mondiale dell’acqua 2023,</strong> che, dalla sua istituzione da parte delle Nazioni Unite nel 1992, ricade il <strong>22 marzo</strong> di ogni anno. Il tema dell’edizione di quest’anno è il legame tra <strong>acqua</strong> e <strong>cambiamento climatico.</strong></p>
<h3>Sorgenti d’acqua e crisi climatica</h3>
<p>Le sorgenti d’acqua sono diventate un argomento di grande interesse negli ultimi anni, proprio in relazione alla crisi climatica. Questo perché il <strong>riscaldamento globale</strong> sta avendo un <strong>impatto significativo</strong> sul ciclo idrologico del pianeta, influenzando la <strong>disponibilità di acqua dolce</strong> e la <strong>qualità delle fonti idriche.</strong><br />
La <strong>crescente domanda di acqua</strong>, la <strong>diminuzione delle precipitazioni</strong> e lo <strong>scioglimento dei ghiacciai</strong> rappresentano una minaccia per la disponibilità di questa risorsa.</p>
<p>Consapevole di ciò, il <strong>Club alpino italiano</strong>, con il progetto <strong>“Le sorgenti d’acqua: una conoscenza fondamentale nell’era del cambiamento climatico”</strong>, ritiene importante comprendere il ruolo delle sorgenti d’acqua per l’ecosistema e adottare misure per preservare e proteggere queste risorse vitali per il nostro pianeta e per la nostra sopravvivenza.</p>
<div id="attachment_100369" class="test wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class=" wp-image-100369" src="https://www.loscarpone.cai.it/wp-content/uploads/2023/03/Risorgenza-Acqua-della-Giumenta-scaled.jpg" alt="Risorgenza Acqua della Giumenta" width="885" height="592" /></p>
<p class="wp-caption-text">Risorgenza Acqua della Giumenta, Parco regionale dei Monti Picentini © Cai</p>
</div>
<h3>Contributo per accrescere la resilienza</h3>
<p>Gli obiettivi del progetto sono capire <strong>quante sorgenti e fontanelle</strong> sono presenti nei territori alpini e appenninici del nostro Paese, <strong>dove si trovano,</strong> quali sono le loro <strong>caratteristiche</strong> (come portata, composizione chimica e potabilità) e quali sono le <strong>variazioni temporali</strong> delle stesse. Si partirà da due dati già disponibili: le <strong>4.685 sorgenti</strong> e le <strong>28.979 fontanelle</strong> ubicate lungo la Rete escursionistica italiana presenti nel database OpenStreet Map.</p>
<blockquote><p><em>«Siamo di fronte a una situazione climatica ormai diventata strutturale, e non più eccezionale»,</em> afferma il Presidente generale del Cai <strong>Antonio Montani.</strong> <em>«Con questo progetto, il Club alpino italiano intende dare il proprio contributo per capire la situazione relativa alla disponibilità di un bene primario come l’acqua, fondamentale per ogni tipo di attività umana in montagna e non solo, mettendo poi i risultati a disposizione di tutti per facilitare lo studio delle soluzioni necessarie per accrescere la resilienza».</em></p></blockquote>
<p>“Le sorgenti d’acqua: una conoscenza fondamentale nell’era del cambiamento climatico” vede come capofila la <strong>Struttura operativa Sentieri e cartografia del Cai.</strong> L’intento è quello di coinvolgere, oltre agli Organi tecnici e alle Sezioni del Sodalizio, il Ministero dell’Ambiente, le università e i centri di ricerca. La presentazione dei risultati è prevista per il mese di <strong>dicembre 2023.</strong></p>
<div id="attachment_100370" class="test wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class=" wp-image-100370" src="https://www.loscarpone.cai.it/wp-content/uploads/2023/03/Sorgente-Acqua-della-Pietra-scaled.jpg" alt="Sorgente Acqua della Pietra" width="846" height="564" /></p>
<p class="wp-caption-text">Sorgente Acqua della Pietra, Riserva naturale regionale dell’Abetina di Laurenzana © Cai</p>
</div>
<h3>Il valore dell’acqua</h3>
<p>Il Club alpino italiano sottolinea che l’acqua è uno degli asset naturali che contribuiscono a fornire <strong>beni e servizi di valore</strong>, diretto o indiretto, per l’uomo e che sono necessari per la <strong>sopravvivenza dell’ambiente stesso</strong> da cui sono generati.<br />
L’associazione, nel recente position paper <a href="http://archivio.cai.it/wp-content/uploads/2021/07/Biodiversita.pdf" target="_blank" rel="noopener">“Biodiversità, Servizi ecosistemici, Aree protette, Economia montana”</a> (curato dalla <strong>Commissione centrale tutela ambiente montano</strong>) ha fatto propri, considerandoli come particolarmente appropriati alle regioni montane, gli obiettivi della<strong> Strategia europea 2030 per la biodiversità</strong>, in particolare il ripristino degli ecosistemi degradati e della continuità ecologica dei corsi d’acqua e l’estensione delle connessioni ecologiche attraverso le infrastrutture verdi e blu.</p>
<p>Il Delegato all’ambiente del Club alpino italiano <strong>Mario Vaccarella</strong> sottolinea la necessità di affrontare l’attuale crisi idrica con responsabilità da parte di tutti.</p>
<blockquote><p><em>«È necessario un vero patto tra città e montagna per garantire a tutti acqua potabile di qualità, applicando così il recente Decreto legislativo 18/2023 di attuazione della Direttiva europea 2020/2184, che ha come obiettivo la protezione della salute umana dagli effetti negativi derivanti dalla contaminazione delle acque destinate al consumo umano. Un patto, questo, necessario anche per raggiungere l’Obiettivo 6 dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile “Acqua pulita e servizi igienico-sanitari”, la cui finalità è garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie. L’Obiettivo 6 vede nostri rappresentanti impegnati nell’apposito gruppo di lavoro istituito presso ASviS, l’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile».</em></p></blockquote>
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		<title>Emergenza siccità, l&#8217;appello di nove associazioni per l&#8217;adattamento alla crisi climatica</title>
		<link>https://www.cai.it/news/2022/07/emergenza-siccita-lappello-di-nove-associazioni-per-ladattamento-alla-crisi-climatica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jul 2022 11:09:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[L’appello di Cipra Italia, Cirf, Club alpino italiano, Federazione Nazionale Pro Natura, Free Rivers Italia, Legambiente, Lipu, Mountain Wilderness e WWF Italia: «La crisi climatica e la siccità non guardano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>L’appello di Cipra Italia, Cirf, Club alpino italiano, Federazione Nazionale Pro Natura, Free Rivers Italia, Legambiente, Lipu, Mountain Wilderness e WWF Italia: «La crisi climatica e la siccità non guardano in faccia a nessuno, neanche alla crisi politica. Servono interventi che vadano oltre l’emergenza mettendo in campo una politica idrica che favorisca l’adattamento ai cambiamenti climatici. No a nuovi invasi estemporanei»</h3>
<div id="attachment_95654" class="test wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.cai.it/wp-content/uploads/2022/05/MG_6290_Panorama-scaled.jpg" alt="Val di Susa panorama" width="2560" height="1113" /></p>
<p class="wp-caption-text">Panorama della Val di Susa (gennaio 2022) © Luca Tomassone</p>
</div>
<p><em>«La grave crisi idrica in corso è senza dubbio da inquadrare nella epocale crisi climatica ed ecologica in atto e come tale va approcciata in modo strutturale, affrontando le cause e non correndo dietro ai sintomi: bisogna dunque evitare risposte emergenziali e analizzare il problema con freddezza per individuare le soluzioni».</em><br />
Questo l’appello che le associazion<strong>i Cipra Italia, Cirf, Club alpino italiano – Cai, Federazione Nazionale Pro Natura, Free Rivers Italia, Legambiente, Lipu, Mountain Wilderness e WWF Italia</strong> lanciano oggi ricordando che la crisi climatica e la siccità non guardano in faccia a nessuno, neanche alla crisi del governo. Serve un’azione politica che vada oltre l’emergenza con la messa in atto di efficaci “piani ordinari”. Per questo le associazioni rilanciano oggi quelle che per loro sono sette interventi chiave su cui è fondamentale lavorare per andare oltre l’emergenza e su cui il prossimo nuovo Esecutivo dovrà subito confrontarsi.</p>
<p>La prima azione necessaria è ricostituire <strong>una regia unica, da parte delle Autorità di bacino distrettuale</strong>, attualmente marginalizzate, per costruire protocolli di raccolta dati e modelli logico/previsionali che permettano di conoscere il sistema delle disponibilità, dei consumi reali, della domanda potenziale e definire degli aggiornati bilanci idrici. Nuovi invasi non sono la risposta.Nessuna opposizione “ideologica”, ma sono una soluzione che ha molte controindicazioni per cui è semplicemente scriteriato affidarsi esclusivamente ad essi. Occorre mettere in campo<strong> una strategia nazionale integrata e a livello di bacini idrografici, allargando e ampliando il ventaglio delle soluzioni tecniche praticabili attraverso la realizzazione di nuove e moderne pratiche e misure per ridurre la domanda di acqua ed evitarne gli sprechi.</strong> Con esse si comprende il risparmio negli usi civili attraverso la riduzione delle perdite e dei consumi, ma soprattutto negli usi agricoli dove è necessario rivedere drasticamente gli interventi del Piano Strategico della PAC per renderli capaci di orientare le scelte degli agricoltori verso colture e sistemi agroalimentari meno idroesigenti e metodi irrigui più efficienti.</p>
<blockquote><p><em>«I cambiamenti climatici- dichiarano le associazioni – ci impongono poi di rivedere le strategie sul fronte dell’offerta andando oltre una visione novecentesca e meccanicistica del Capitale Naturale per arrivare a riconoscere l’importanza e l’utilità della funzionalità degli ecosistemi a partire da una maggiore attenzione alle falde. Infatti, il luogo migliore dove stoccare l’acqua è la falda, ogni qual volta ce n’è una. Tuttavia, l’ostacolo principale all’infiltrazione delle piogge nel suolo è dato da quel poderoso e capillare insieme di interventi umani messi in atto da secoli, esasperati nei decenni scorsi e tuttora imperanti anche culturalmente, tanto da essere considerati simboli di civiltà e progresso. Per questo è fondamentale ripristinare tutte quelle pratiche che permettano di trattenere il più possibile l’acqua sul territorio e favorire azioni di ripristino della funzionalità ecologica del territorio e ripristino dei servizi ecosistemici. Al contempo occorre promuovere il riuso in ambito irriguo delle acque reflue».</em></p></blockquote>
<p>Non servono quindi Piani straordinari concepiti sull’onda emotiva dell’emergenza: le procedure straordinarie devono essere limitate alle decisioni per affrontare l’emergenza (dare priorità agli usi civili indispensabili e alla tutela ambientale, quali colture salvare, fino a che punto e con che criteri indennizzare chi subisce danni dalla siccità), ma assolutamente non sono lo strumento per prendere decisioni riguardanti le politiche infrastrutturali e di lungo periodo; abbiamo bisogno di<strong> una pianificazione “ordinaria” che favorisca l’adattamento ai cambiamenti climatici.</strong></p>
<p>È necessario prevedere <strong>dotazioni finanziarie adeguate e schemi virtuosi di attivazione di risorse private per l’attuazione delle misure previste dalla Pianificazione ordinaria</strong>, che ancora fatica a trovare attuazione.</p>
<h3>Di seguito le azioni chiave per una politica idrica che favorisca l’adattamento ai cambiamenti climatici</h3>
<p>1. che il MiTE, di concerto con il MIPAAF e con il supporto di Ispra, Istat, Irsa-Cnr e le altre istituzioni tecnico scientifiche in grado di contribuire, istituisca protocolli di raccolta dati e modelli logico/previsionali che permettano di conoscere e rendere disponibile ai cittadini stime affidabili delle disponibilità di risorse idriche, dei consumi reali e della domanda potenziale.</p>
<p>2. di definire e adottare per ogni bacino dei protocolli di gestione delle siccità, in modo da superare definitivamente l’attuale approccio emergenziale.</p>
<p>3. di individuare, sentita Arera e le associazioni degli enti d’Ambito e dei gestori dei SII, gli eventuali ostacoli e i meccanismi di reperimento delle risorse finanziarie che permettano di accelerare il percorso volto a portare le perdite delle reti civili al di sotto del 25% (per le perdite percentuali) e entro i 15 mc/km/gg (per le perdite specifiche lineari) e di introdurre un nuovo criterio in aggiunta ai 6 definiti dalla “Regolazione della Qualità Tecnica del Servizio Idrico Integrato”, che premi i gestori che massimizzano il riuso delle acque depurate.</p>
<p>4. di definire, di concerto con l’Anci, una strategia che promuova la riduzione dei consumi idrici domestici e il ricorso ad acque non potabili (acque di pioggia accumulate o acque grigie depurate) per gli usi compatibili (risciacquo dei wc, lavatrice, lavaggi esterni) in modo da portare il valore medio dei consumi civili di acqua potabile a non oltre i 150 litri abitante giorno.</p>
<p>5. che il MIPAAF, di concerto con il MiTE, definisca una strategia di trasformazione del nostro sistema agroalimentare, sviluppando adeguate misure all’interno del Piano Strategico Nazionale della PAC post 2022, in corso di definizione, destinando ad esse una quota rilevante dei finanziamenti, fortemente orientati a:<br />
a. favorire la diffusione di colture e sistemi agroalimentari meno idroesigenti;<br />
b. promuovere la diffusione di misure mirate all’incremento della funzionalità ecologica dei suoli agrari e della loro capacità di trattenere l’acqua;<br />
c. contenere i consumi irrigui entro la soglia dei 2500 metri cubi ettaro anno.</p>
<p>6. Al fine di ripristinare le falde:<br />
a. di destinare almeno 2 miliardi di euro l’anno per un periodo di 10 anni ad interventi di riqualificazione morfologica ed ecologica dei corsi d’acqua e del reticolo idraulico minuto e di ricarica della falda previsti dai PdG e dai PTA;<br />
b. di recepire le misure previste dalle strategie per la “Biodiversità 2030” e “From farm to fork” nell’ambito del New Green Deal dell’UE e riprese dalla recente proposta normativa “il Pacchetto Natura” presentata lo scorso 22 giugno dalla Commissione Europea.</p>
<p>7. Di avviare una diffusa azione di ripristino ambientale, con particolar attenzione alla rinaturazione fluviale in coerenza con gli impegni della Strategia Europea per la Biodiversità.</p>
<blockquote><p><em>«Questo appello, caratterizzato da contenuti espliciti e di rilievo che il Club alpino italiano condivide pienamente, evidenzia la necessità di affrontare il grave problema della siccità non basandosi esclusivamente sull’attuale momento di emergenza», </em>affermano il Presidente generale del Cai <strong>Antonio Montani</strong> e il delegato della Presidenza generale all’ambiente <strong>Mario Vaccarella</strong>.<em> «Per mitigare e adattarsi ai cambiamenti climatici, sono necessarie misure ragionate e strutturali, che guardino al medio e al lungo termine, pensando all’ambiente che lasceremo alle future generazioni».</em></p></blockquote>
<p><a href="https://www.loscarpone.cai.it/wp-content/uploads/2022/07/Appello-crisi-idrica-associazioni.pdf" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui</a> per scaricare il testo completo dell’appello.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giornata Mondiale Acqua. CAI chiede una sua maggiore tutela</title>
		<link>https://www.cai.it/news/2019/03/giornata-mondiale-dellacqua-il-cai-chiede-una-sua-maggiore-tutela/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Mar 2019 06:17:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
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					<description><![CDATA[Nei prossimi giorni in programma eventi di sensibilizzazione in Abruzzo, Toscana, Lazio, Campania e Basilicata, tra conferenze, proiezioni, escursioni e attività con le scuole]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><em>Nei prossimi giorni in programma eventi di sensibilizzazione </em><em>in Abruzzo, Toscana, Lazio, Campania e Basilicata, </em><em>tra conferenze, proiezioni, escursioni e attività con le scuole</em></div>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-20980" src="http://archivio.cai.it/wp-content/uploads/2019/03/Sorgente_Frigido.jpg" alt=" width="1678" height="1122" /></p>
<div><strong>Il 22 marzo è la Giornata Mondiale dell&#8217;Acqua</strong> che, per i<strong>l Club alpino italiano</strong>, rappresenta l&#8217;occasione per riflettere sulla necessità di <strong>una sua sempre maggior tutela, in ogni situazione.<br />
</strong><br />
&#8220;Il <strong>ciclo dell&#8217;acqua</strong>, una risorsa della natura indispensabile alla vita, è <strong>un complesso processo biofisico</strong> nel quale <strong>montagna e mare svolgono una funzione determinante </strong>e il cui funzionamento va compreso e gestito<strong> in modo sostenibile. </strong>Il diritto umano all&#8217;acqua autorizza tutti, senza discriminazioni, ad avere<strong> un accesso sufficiente e sicuro</strong>&#8220;, ricorda il Presidente della Commissione centrale tutela ambiente montano del CAI<strong> Filippo Di Donato</strong>. &#8220;Oggi il <strong>mancato accesso all&#8217;acqua</strong> è determinato sempre di più <strong>dal degrado ambientale, dai cambiamenti climatici e dall&#8217;accaparramento di risorse naturali&#8221;</strong>.La Commissione centrale Tam ricorda che <strong>sia l&#8217;acqua dolce, sia l&#8217;acqua salata risultano oggi inquinate o a grave rischio di inquinamento</strong>. &#8220;L&#8217;acqua, che sgorga pura dalle sorgenti di montagna, viene <strong>progressivamente contaminata da reflui e scarti industriali o da altre attività dell&#8217;uomo</strong>&#8220;, continua l&#8217;abruzzese Di Donato che cita a titolo di esempio<strong> il Fiume Sangro</strong>, con il dibattito sul depuratore di Pescasseroli, e il <strong>Fiume Pescara, </strong>con la discarica di Bussi Officine sulle Gole di Popoli. &#8220;Sia le acque <strong>di superficie</strong> che quelle<strong> sotterranee</strong> sono a rischio. Il <strong>Gran Sasso d&#8217;Italia </strong>celava e proteggeva <strong>un immenso bacino acquifero</strong> che continua a dissetare 700.000 persone distribuite sulle tre province di Teramo, L&#8217;Aquila e Pescara, oggi reso vulnerabile dalla realizzazione al suo interno di <strong>un doppio tunnel autostradale di 10 km</strong> e di <strong>un laboratorio di fisica nucleare</strong> composto da tre grandi caverne. Ci sono poi <strong>le acque sotterranee delle Alpi Apuane,</strong> in Toscana, <strong>esposte all&#8217;inquinamento dalle cave che stanno distruggendo irreversibilmente quelle montagne irripetibili</strong>, affacciate sul Tirreno&#8221;.</p>
<p>Di Donato sottolinea poi<strong> l&#8217;interdipendenza tra acqua e clima</strong> (&#8220;le temperature elevate di questo periodo e la carenza di precipitazioni hanno ridotto in secca molti fiumi, con danni all&#8217;agricoltura&#8221;) e <strong>quella tra acqua ed energia</strong> (&#8220;non possiamo assistere inermi al saccheggio dei corsi d&#8217;acqua in quota, con le montagne disseminate di piccoli impianti idroelettrici frutto di una politica degli incentivi che induce a drenare l&#8217;impossibile, con opere impattanti da subito e destinate a diventare nel tempo relitti&#8221;).</p>
<p>Per far comprendere <strong>la circolarità di questi fenomeni e l&#8217;importanza della tutela degli ecosistemi,</strong>anche quest&#8217;anno il <strong>Club alpino italiano </strong>organizza <strong>eventi in varie regioni,</strong> in concomitanza con la <strong>Giornata Mondiale del 22 marzo.<br />
</strong><br />
In Abruzzo il <strong>CAI Teramo, </strong>la sera del <strong>22 marzo</strong> presso la sede sezionale (ore 21, via Cona, 180) invita all&#8217;evento<em><strong>&#8220;Dalla sommità del cielo alla profondità delle grotte: il bene più prezioso per gli esseri viventi, in un costante e delicato equilibrio nel suo vitale percorso, da preservare e conservare&#8221;</strong></em> (con proiezioni, dibattito e mostra di disegni e illustrazioni realizzati dai giovani partecipanti all&#8217;escursione fotografica per famiglie in ambiente fluviale dello scorso 10 marzo a Castelli, organizzata dalla Sezione CAI locale). Seguirà, <strong>domenica 24 marzo</strong>, un&#8217;escursione speleologica del <strong>Gruppo Grotte e forre sezionale </strong>al<strong>lago sotterraneo di Grotta a Male</strong> (Assergi).</p>
</div>
<div><strong>A Pescasseroli e a Trasacco (AQ)</strong>, la mattina del <strong>22 marzo</strong>, il CAI terrà<strong> lezioni agli alunni delle scuole medie</strong> nell&#8217;ambito del progetto<em><strong>&#8220;Montagna, clima e uomo: cambia il clima e cambiano i comportamenti dell&#8217;uomo&#8221;:</strong></em> saranno dati spunti per conoscere e riflettere sui cambiamenti climatici, sulle loro conseguenze su risorse naturali come acqua e boschi, sui possibili danni che possono causare e sui comportamenti da tenere per mitigare incuria, inquinamento e atti dolosi.<br />
Sempre in Abruzzo, <strong>a Rocca di Cambio </strong><strong>(AQ)</strong>, nel Parco Regionale Sirente Velino, <strong>lo scorso</strong><strong> 16 marzo </strong><strong>il CAI L&#8217;Aquila </strong>ha organizzato la proiezione del film <em><strong>&#8220;</strong></em><em><strong>L</strong></em><em><strong>a memoria dell&#8217;acqua&#8221;</strong></em> di<strong> Patricio Guzmàn.</strong></div>
<div>In Toscana il <strong>CAI Massa</strong> propone,<strong> dal 22 al 24 marzo</strong>, tre giorni di eventi denominati <em><strong>&#8220;L&#8217;acqua delle Alpi Apuane. Perché è importante conoscerla e tutelarla&#8221;</strong></em><em>. </em>Si inizia con<strong> la proiezione di film e documentari</strong>sul tema (22 marzo, ore 21, Palazzo Ducale), alla quale seguirà, il giorno dopo, la conferenza<em><strong>&#8220;Conoscenze attuali, criticità rilevate e studi in corso sull&#8217;acqua delle Alpi Apuane&#8221;</strong></em> (ore 16.30, Palazzo Ducale). Infine, domenica 24 marzo, in programma <strong>l&#8217;escursione </strong><em><strong>&#8220;Lungo le vie dell&#8217;acqua&#8221;</strong></em>(ritrovo in Pizzale Partigiani, ore 9.30), che toccherà<strong> l&#8217;Acquedotto del Cartaro, la sorgente del Frigido e il Canale di Cerignano.<br />
</strong><strong>A Pisa la Sezione CAI locale </strong>supporta l&#8217;organizzazione del convegno<em><strong> &#8220;Resilienza o estinzione? Cambiamenti climatici, perdita di biodiversità, crisi economica: scegliere il futuro dopo la crescita&#8221;</strong></em>, in programma<strong><strong> il 22 marzo presso la Sala Convegni Polo Piagge dell&#8217;università pisana.</strong></strong>&nbsp;</p>
<p>Nel Lazio<strong> il CAI Rieti,</strong> sempre <strong>venerdì 22, </strong>incontrerà <strong>gli alunni del</strong><strong>l&#8217;istituto Rosatelli su </strong><em><strong>&#8220;Educazione ambientale, al patrimonio culturale, alla cittadinanza globale e allo sviluppo sostenibile&#8221;</strong></em>. La mattinata farà riferimento ad Agenda 2030, al capitale naturale, alla Giornata Mondiale dell&#8217;Acqua e al Progetto <em><strong>&#8220;Evviva la borraccia CAI &#8211; Liberi dalla plastica&#8221;.</strong></em>Alunni protagonisti anche in Campania,</p>
<p>dove il <strong>CAI Montano Antilia</strong> presenterà il progetto <em><strong>&#8220;Acqua si&#8230;.Ma plastic free&#8221;</strong></em> del<strong> Parco Nazionale del Cilento,</strong> con una passeggiata alla <strong>Sorgente Malandrin</strong>i. Insieme ai Carabinieri Forestali, sarà affrontato il problema delle apparecchiature elettriche abbandonate lungo i corsi d&#8217;acqua.Infine, <strong>in Basilicata</strong>, al centro dell&#8217;attenzione <strong>i colori</strong>, questa volta <strong>il 30 marzo</strong>: a <strong>Maratea (PZ)</strong>, alle 10 in via Mandarini, 29, il Gruppo regionale locale invita all&#8217;happening pittorico <em><strong>&#8220;I colori dell&#8217;acqua&#8221;.</strong></em></p>
</div>
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