SEI REGOLE PER L’ESCURSIONISTA
  • Per le tue escursioni in montagna, scegli itinerari in funzione delle tue capacità fisiche e tecniche, documentandoti sulla zona da visitare e dotandoti di adeguata carta topografica. Se cammini in gruppo prevedi tempi di percorrenza in relazione agli escursionisti più lenti.
  • Provvedi ad un abbigliamento ed equipaggiamento consono all’impegno e alla lunghezza dell’escursione e porta nello zaino l’occorrente per eventuali situazioni di emergenza, assieme ad una minima dotazione di pronto soccorso.
  • Di preferenza non intraprendere da solo un’escursione in montagna e in ogni caso lascia detto a qualcuno l’itinerario che prevedi di percorrere, riavvisando del tuo ritorno
  • Informati sulle previsioni meteo e osserva costantemente lo sviluppo del tempo.
  • Nel dubbio torna indietro. A volte è meglio rinunciare che arrischiare l’insidia del maltempo o voler superare difficoltà di grado superiore alle proprie forze, capacità, attrezzature. Studia preventivamente itinerari alternativi di rientro.
  • Riporta a valle i tuoi rifiuti. Rispetta la flora e la fauna. Evita di uscire inutilmente dal sentiero e di fare scorciatoie. Rispetta le culture e le tradizioni locali ricordandoti che sei ospite delle genti di montagna.
ZAINO, ABBIGLIAMENTO E ALTRE COSE…

In base alla nostra esperienza possiamo affermare che lo zaino di chi viene con noi in montagna ha spesso un peso esagerato e molte volte si scopre che abbonda di oggetti superflui e difetta invece di ciò che è indispensabile. I pesi dello zaino per le seguenti attività tipo non dovrebbero superare quelli sotto elencati:

  • Escursione naturalistica o sentiero attrezzato da svolgersi in  giornata ~> 5 chilogrammi.
  • Salite in alta quota da svolgersi in due giorni o trekking  escursionistici della durata di sei giorni con pernottamento in  rifugi custoditi ~> 8 chilogrammi.

Lo zaino deve avere una capacità massima di 50 litri, deve essere di costruzione semplice e robusta, privo di cerniere e fettucce di poca utilità, munito di spallacci larghi e di una fettuccia ventrale. Tutti gli oggetti tranne la piccozza devono essere sistemati dentro lo zaino iniziando da quelli che si presume di usare con meno frequenza.

L’ABBIGLIAMENTO
In montagna le condizioni meteorologiche variano con molta rapidità e per questo l’abbigliamento deve rispondere a requisiti di impermeabilità (all’acqua e al vento), di termicità e di modularità oltre che di leggerezza, vestibilità e robustezza. Queste caratteristiche sono spesso in contraddizione fra di loro e, a nostro avviso, un buon compromesso è rappresentato da un primo strato a contatto con la pelle, in polipropilene, da un secondo strato isolante in pile o lana ed in fine da un terzo strato impermeabile in nylon o goretex. Le moffole in lana cotta rappresentano tuttora una delle migliori soluzioni per difendere le mani dal freddo. In alta montagna un berretto di lana è quasi sempre indispensabile. Le ghette sono molto utili specialmente ad inizio stagione quando i ghiacciai sono ancora ricoperti di neve; il requisito fondamentale è che abbiano un’allacciatura semplice e robusta. L’abbigliamento di ricambio deve essere limitato ai calzettoni, alla biancheria ed eventualmente ad una leggera tuta da ginnastica.

LE SCARPE
Quasi ogni attività richiede uno specifico tipo di calzatura. Le scarpe da ginnastica non sono adatte a camminare in montagna neanche su sentieri facili. Le suole Vibram sono fra le più affidabili per la loro ottima aderenza e robustezza. Si consiglia di non impegnarsi in programmi di più giorni utilizzando calzature mai usate in precedenza.

I VIVERI
Sulle Alpi da molti anni non muore più nessuno di fame ma, nonostante questo, molti alpinisti eccedono nella quantità delle provviste che si portano nello zaino. Durante una giornata di attività fisica si consiglia un’alimentazione a base di carboidrati perché essi sono il combustibile principale per l’alpinista. Per la loro leggerezza sono particolarmente indicati i biscotti, la frutta disidratata e le barrette energetiche. Il fabbisogno di grassi e proteine viene di norma colmato con il pasto serale che solitamente avviene in rifugio.

LA BORRACCIA
Una borraccia con il tappo a vite è il contenitore più pratico ed “ecologico” (non ci sono vuoti a perdere) per trasportare i liquidi nello zaino. In montagna bisogna bere molto e la sensazione della sete andrebbe prevenuta perché sta ad indicare una disidratazione dell’organismo che sicuramente influisce in modo negativo sull’efficienza fisica. Molto spesso l’acqua, specialmente quella proveniente dalla fusione della neve, deve essere mineralizzata con gli appositi preparati solubili a base di sali.

PRONTO SOCCORSO
Oltre ai farmaci per particolari problemi personali deve essere composto dai seguenti materiali: una benda elastica larga della lunghezza di due metri, un rotolo di cerotto largo che risulta adatto sia per le vesciche che per le immobilizzazioni, una benda di cotone larga, alcune garze sterili e fazzoletti disinfettanti.

PICCOLE COSE
Una pila frontale con batteria Duracell è indispensabile per poter partire quando è ancora buio e per muoversi agevolmente in rifugio. Un piccolo coltello ben affilato è sempre utile. Due metri di cordino sottile e un rotolo di nastro adesivo telato largo risolvono molti problemi di riparazione del materiale. Per quando si pernotta in rifugio il sacco lenzuolo è una soluzione intelligente per chi non vuole dormire nelle coperte.