DAMIAN Giacomo – Capogruppo
CHIEREGATO Emanuela – segretaria
GALVAGNI Rolando – addetto materiali
FILIPPI Ermanno – componente
LISCIOTTO Roberto – componente
BOLDRIN Edoardo – componente
FELLER Dario – componente
FALCIN Massimo – componente
RICCO Vittorio – componente
MARCOLLA Andrea – componente
SARTORE Luca – componente
TIDDIA Luigi – componente
ROVESCALA Chiara – aspirante

Il Gruppo Alta Montagna (G.A.M) fu fondato all’interno della Sezione di Bolzano del C.A.I. nel 1955. Sull’esempio di altri gruppi simili, come gli Scoiattoli di Cortina, il Gruppo Rocciatori SAT o i famosi Ragni di Lecco, la volontà dei fondatori era quella di riunire i migliori alpinisti della Sezione e di promuovere e sviluppare l’attività alpinistica d’alto livello.
Le finalità del gruppo sono ancora oggi le stesse, ed infatti il GAM si occupa di sviluppare l’attrezzatura di pareti e vie per l’arrampicata; sostiene con la fornitura di materiale chi pratica un’attività di ricerca con l’apertura di vie nuove, promuove la conoscenza delle tecniche alpinistiche ed organizza attività miranti alla diffusione dell’alpinismo e dell’arrampicata.
Dopo la fase iniziale, quella di Rossi, di Fedrizzi, di Battisti, negli anni Sessanta si fanno notare le figure di Carletto Festi e di Sereno Barbacetto, noto, quest’ultimo, soprattutto per le numerose difficili solitarie e per la partecipazione alla spedizione al Lhotse del 1975.
La fine degli anni Settanta ed i primi anni Ottanta portano anche a Bolzano una ventata di novità, sia tecniche (scarpette a suola liscia, imbragature basse e protezioni veloci) sia nella concezione dell’alpinismo e dell’arrampicata. Nascono le prime strutture attrezzate di fondovalle, e di lì a poco si affermerà e svilupperà l’arrampicata sportiva.
Il GAM porta avanti in quegli anni una intensa attività di apertura di nuovi itinerari, alcuni di stampo più classico. Tra i vari gruppi spicca quello di Roberto Rossin e dei suoi compagni Lorenzo Zampatti (purtroppo mancato), Carlo Festi, Claudio Sarti, i fratelli Lorenzi; altri invece sono più moderni e di
impronta più sportiva. Alla fine degli anni Ottanta e negli anni Novanta sono infatti numerosi i giovani arrampicatori che si dedicano all’attrezzatura delle strutture di fondovalle ma anche all’apertura di itinerari in montagna.
I più attivi sono Edy Boldrin, Giacomo Damian, Dario Feller, Rolando Galvagni, Massimo Maceri, Luigi Tiddia. Oltre ad alcune belle palestre d’arrampicata (in primo luogo quella in Val Sarentina e quelle intorno a Bolzano sui pilastri di porfido sopra San Giacomo, ma anche varie nella zona di Arco) l’attività svolta dai soci del GAM ci ha lasciato anche numerose vie alpinistiche, soprattutto nei vicini gruppi dolomitici del Sella, del Catinaccio, della Marmolada ed in Valle del Sarca. Alcune di queste palestre, come ad esempio “Non Solo Pane” e “Se la conosci la eviti” al Casale, “Classico è Bello” al Ciampac, la “Aliossa” alla Croda di Re Laurino, “ Delenda Carthago” sulla prima torre del Sella, sono diventate delle classiche apprezzate e ripetute.