Intervista a Stefano Torrione

Intervista ad Augusto Golin

Intervista a Stefan Demetz

Prorogata fino al 18 ottobre 2021

AlpiMagia: riti, leggende e misteri dei popoli alpini

Un progetto fotografico di Stefano Torrione 

AlpiMagia

Abstract dei contenuti di progetto

Il Fotografo ripercorre le tappe di un Anno Solare nelle Alpi, documentando riti e leggende popolari, parti integranti della cultura e delle tradizioni delle genti di montagna.

Dalla leggenda delle Anguane a quella dell’Uomo Selvatico, dai fuochi Epifanici a quelli del Solstizio d’estate, dai falò del Diavolo a quelli in alta quota, dalle rappresentazioni dei Lupi a quelle degli Orsi, dai riti Primaverili a quelli di Aratura propiziatoria, dai Guaritori mistici ai riti Arborei, dai rituali di passaggio ai canti epitalamici e, ancora, dalla notte delle Streghe a quella delle Stelle,

Dal Piemonte al Friuli un filo conduttore di Magia e di Mistero lega tutti i riti che vengono rappresentati e che segnano il rapporto intrinseco che le popolazioni autoctone hanno con il territorio e con la natura circostanti.

Le Alpi sono le montagne più famose al Mondo, le più popolate, le più raccontate e studiate. Hanno una grande storia da raccontare, frastagliata ma univoca. Da lì sono passati Romani, Celti, Reti e Germanici, laddove abitavano già Salassi, Camuni e Leponzi.

Nelle Alpi credenze pagane sono sopravvissute al Cristianesimo, mischiandosi ad esso e dando vita a una cultura arcaica e mistica per il controllo spirituale e temporale degli eventi naturali e per propiziare la vita, la crescita e la rinascita nonostante le difficili condizioni ambientali.

L’Antropologo Giovanni Kezich ama rappresentare l’insieme dei riti e delle tradizioni alpine come un Grande Puzzle i cui tasselli, parte di una raffigurazione d’insieme, sono stati mischiati e sparsi dalla Storia sull’arco alpino in modo non scontato né razionale.

AlpiMagia® intende ricostruire, passo passo, questo grande puzzle non solo italiano, ma raffigurante una fenomenologia più ampia europea ed extra europea.

Ma che cosa è rimasto di questo mondo di spiriti, di lune, di fuochi e di esseri misteriosi che popolavano i «montes horribiles», nel mondo contemporaneo?

Scorrendo le date e le tappe affrontate dalla Ricerca fotografica, scandita da quello che può essere ancora considerato l’originale calendario contadino, verrebbe da dire che molto è rimasto del patrimonio di conoscenze e credenze, di ritualità e di leggenda.

Nel vedere le nuove generazioni insieme alle vecchie osservare con rigore e vigore feste stagionali e perpetrare con entusiasmo riti e gesti dei propri antenati, è palese come la cultura primordiale della montagna sia ancora forte e viva.

La folklorizzazione e la riconversione turistica non sono sufficienti a giustificare la vitalità e la ragione d’essere delle numerose manifestazioni della cultura popolare. Bisogna piuttosto guardare al rapporto che lega gli uomini alle proprie montagne e alla propria terra, al bisogno di identificarsi con essa, rinnovando l’eredità linguistica e etnico-culturale che, da sempre, permea il mondo delle montagne.

Provenzali e Occitani, Walser e Francoprovenzali, Camuni e Cimbri, Sudtirolesi e Ladini, Mocheni, Friulani e Sloveni e altre realtà linguistico/dialettali permangono i custodi di tradizioni secolari perpetrate ancora oggi, mantenendo vivo l’intero apparato rituale dell’arco alpino.

Nel viaggio dal Mito al Rito risiede la magia delle Alpi, una magia incantesimo del tempo e dello spirito, custoditi tra le montagne e nell’anima della sua gente.

Con AlpiMagia® l’Autore-fotografo, ricercatore per immagini, propone un grande affresco della Ritualità nelle montagne dal Piemonte al Friuli, una cronaca delle tradizioni più singolari, conosciute e meno, alla ricerca di ciò che sopravvive oggi dell’antico spirito di quelle Alpi terrificanti e magiche e per vedere in che modo arde ancora il «sacro fuoco» della Tradizione alpina italiana.