La sezione di Bolzano del CAI raggiunge nel 2021 un traguardo di tutto rilievo: il centenario dalla propria fondazione.

Vogliamo festeggiare questo evento, sperando sia possibile, in un convegno il 12 e 13 novembre 2021 a Castel Mareccio.

La storia dell’associazionismo alpinistico si presta in maniera significativa, già a partire dagli anni Sessanta dell’Ottocento e lungo tutto l’arco alpino – nella seconda metà dell’Ottocento, tra il 1857 e il 1874, nascono Club Alpini prima in Inghilterra, poi in Austria, Svizzera, Italia (1863), Germania, Francia – a fornire chiavi di lettura per un’analisi dei delicati rapporti tra storia dell’alpinismo e formazione delle identità nazionali. Questo aspetto è particolarmente significativo in Alto Adige/Südtirol, territorio oggetto nei decenni a cavallo del Novecento di incrociate attenzioni da ambo i versanti del crinale alpino, per la sua posizione geografica e politica delicata e strategica.
La Sezione di Bolzano nasce nel clima post bellico, ancora animato, in alcuni ambienti, da un attaccamento a un’ideale di conquista e di presidio del territorio e dei suoi emergenti rilievi. Al termine della Prima guerra mondiale, i nuovi territori sull’arco alpino centro-orientale appartenuti al disciolto Impero austro-ungarico che vennero assegnati al Regno d’Italia dal trattato di pace di Saint-Germain (10 settembre 1919), e in particolar modo i loro ambienti montani così acquisiti al patrimonio naturalistico nazionale, furono guardati con interesse da parte del Club Alpino Italiano, che si attivò immediatamente per aprire sezioni nelle nuove provincie o per collegarsi o assorbire società alpinistiche preesistenti su questi territori. È il caso della Società degli Alpinisti Triestini (fondata nel 1883, poco dopo rinominata Società Alpina delle Giulie), che divenne sezione del CAI già nel dicembre del 1919, o della SAT – Società degli Alpinisti Tridentini (fondata nel 1872), che divenne sezione del CAI nel 1920, pur mantenendo un’autonoma fisionomia.
A Bolzano la tradizione alpinistica locale era stata fin qui rappresentata da associazioni sportive di lingua tedesca, emanazioni della Società degli alpinisti tedeschi e austriaci (Deutscher und Österreichischer Alpenverein), le cui sezioni locali curavano i rifugi di montagna e la manutenzione della sentieristica, con un’intensa attività non solo alpinistica ma anche pubblicistica ed editoriale, sovrintendendo alla pubblicazione di guide e stampati di uso turistico, che aveva attirato l’attenzione di una fetta qualificata di estimatori della montagna da tutt’Europa.
Nell’ottobre del 1920 il Consiglio direttivo nazionale del CAI deliberò di aprire una nuova sezione a Bolzano, assieme alle sezioni di Pavia e Desio (MB). Un primo Consiglio provvisorio della neonata sezione bolzanina, presieduto da Gino de Panizza, si attivò fra il febbraio e il marzo del 1921: il primo atto formale, nell’ambito di una riunione costitutiva tenutasi presso una sala dell’Hotel Vittoria il 21 marzo, fu l’insediamento degli organi e l’elaborazione di un programma e di un regolamento, che entrò in funzione il 1° gennaio 1922. Tra gli scopi “promuovere la conoscenza e lo studio delle montagne”, da perseguirsi attraverso “le escursioni alpestri periodiche dei soci e delle comitive giovanili, […] la ricostruzione dei rifugi e la segnalazione delle vie da tenersi per le salite ai monti; il concorso e l’appoggio a tutti quegli studi e a quelle opere che servivano a far conoscere le montagne italiane sotto tutti i loro rapporti, a facilitare e a rendere frequenti le escursioni ed a migliorare le condizioni delle vallate alpestri […].” Il numero dei soci sfiorò in breve le 150 unità, come testimoniato dal primo registro generale, in prevalenza appartenenti all’élite borghese, com’era prassi all’epoca, in seguito – e in maniera più estesa nel Secondo dopoguerra – allargato a fasce più ampie della popolazione. Nei primi anni la Sezione di Bolzano aveva una funzione di capofila e di coordinamento, a livello provinciale, dell’attività delle altre sezioni che stavano nascendo nelle altre località del territorio. All’attività inizialmente conoscitiva, esplorativa e alpinistica dei primi anni se ne affiancò una più fattivamente operativa, con l’assunzione della gestione, già dai primi anni e assieme ad altre sezioni del CAI, delle competenze e dei beni che erano stati delle associazioni alpinistiche tedesche e germaniche e delle sezioni dell’Alpenverein, ricostituitosi localmente, forzosamente disciolte negli anni Venti: tra questi la gestione di una parte dei rifugi alpini, e la segnatura dei sentieri. Su tali temi si ritorna oggi, periodicamente, per ridefinire i margini di reciproca competenza tra le diverse istituzioni che, nell’assetto democratico della gestione del territorio impostato nel Secondo dopoguerra e negli anni dell’autonomia statutaria, a vario titolo sono chiamate a collaborare. In tempi più recenti forte attenzione dell’attività associativa è andata, oltre alla gestione delle strutture, anche ai temi della sicurezza in montagna e della tutela dell’ambiente montano.
Parallelamente, grande impegno venne profuso, già a partire dal primo decennio di attività e fino ai nostri giorni, alla formazione teorica e tecnica delle discipline alpinistiche e del soccorso in montagna. L’istituzione di scuole specialistiche di alpinismo e arrampicata, di scialpinismo e ghiaccio, a partire dagli anni Cinquanta e Sessanta e fino ad oggi, ha contribuito a formare generazioni di alpinisti e di frequentatori consapevoli ed appassionati dell’ambiente montano. Da ormai molti decenni sono inoltre attivi il soccorso alpino, iniziative speleologiche e culturali, gruppi giovanili, una biblioteca specialistica, il coro.
Per questi aspetti la storia del CAI Bolzano, quale espressione diretta del territorio, non solo in senso naturalistico e montano, entro cui esso ha agganciato le proprie cordate nel corso di uno dei secoli più densi di conseguenze per la storia locale, ha guadagnato negli ultimi anni un’attenzione dedicata nella critica storiografica. Le iniziative di studio e valorizzazione che seguiranno nel corso dell’anno, a partire dal convegno storico organizzato in occasione dei festeggiamenti per i 100 anni che avranno luogo, se l’emergenza in corso lo permetterà, il prossimo 12 e 13 novembre 2021, e il riordino dell’archivio storico della Sezione, attualmente in corso, permetteranno alla stessa Sezione di Bolzano l’approfondimento di questa sua particolare storia, in parte ancora poco conosciuta.