I medici e gli operatori sanitari del Cai si riuniscono sabato 26 novembre a Bologna per il primo Congresso della Commissione centrale medica del Sodalizio.

A ruota libera Domodossola

Il raduno nazionale di escursionismo adattato del Cai “A ruota libera” di Domodossola © Cai

Le professioni sanitarie del Club alpino italiano si riuniscono per confrontarsi sul presente e futuro della medicina di montagna e sul suo ruolo nel Sodalizio. L’appuntamento è previsto sabato 26 novembre, quando si terrà a Bologna – presso il Centro Sociale “A. Montanari” (via di Saliceto 3/21) – il primo congresso della Commissione centrale medica del Sodalizio, alla presenza della vicepresidente generale Laura Colombo.

L’importanza della formazione sanitaria nel Cai

Per l’occasione verranno affrontati i campi di interesse, gli ambiti di intervento e le iniziative della Commissione centrale medica, che opera in collaborazione con le Commissioni periferiche, regionali, intersezionali e sezionali, promuovendo e organizzando tutto ciò che concerne la formazione sanitaria per le altre discipline del Sodalizio. Saranno presenti i presidenti della Società Italiana di Medicina di Montagna (SIMeM) e della Società Italiana di Montagnaterapia (SIMonT), l’Eurac Research di Bolzano e l’Ambulatorio di Medicina di montagna di Aosta.

I temi del congresso

Fra le attività in cui è impegnata la Commissione centrale medica, si parlerà dell’iniziativa Una Montagna di Salute – inserita all’interno del programma del Festival dello sviluppo sostenibile organizzato dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) -, del Decalogo per la frequentazione della montagna dedicato ai più piccoli, passando per il tema degli Over 60 in montagna, del kit di primo soccorso, della certificazione sanitaria, della Montagnaterapia e dell’escursionismo adattato, fino al tema della Terapia Forestale.

In particolare, le attività congressuali approfondiranno le sinergie tra il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (Cnsas) e la Commissione centrale medica, il Master dell’Università dell’Insubria e il Corso post-laurea dell’Ateneo di Padova, approfondendo il ruolo delle professioni sanitarie nel Cai verso il 2030. Sono inoltre in fase di sviluppo spazi di intesa con Slow Food e Slow Medicine per una frequentazione consapevole delle Terre alte, collegate a stili di vita che prevedono una sana alimentazione e attività fisica.

«È con grande piacere che, da medico, parteciperò al primo Congresso nazionale delle Professioni sanitarie del Club alpino italiano, evento nato da un’intuizione del Presidente generale Montani. Per la prima volta i Soci Cai che lavorano nella Sanità si incontrano per uno scambio di idee e progetti, guardando al futuro. Ho condiviso con il Dr. Finelli, Presidente uscente della Commissione centrale medica, l’impegno per questo appuntamento (auspico il primo di una lunga serie), ed ora con lui raccolgo la soddisfazione di una partecipazione che si prospetta numerosa», afferma la Vicepresidente generale del Cai Laura Colombo.