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ATTENZIONE: PROGRAMMA PROVVISORIO, IN AGGIORNAMENTO

ATTIVITA’ RIMANDATE A DATA DA DEFINIRSI 

 

LATO TIRRENICO

ITINERARIO 1 Nr. Max partecipanti:
Giorno 1: 11/05/2020 Da: Morano A:
Giorno 2: 12/05/2020 Da: M.na di Polino A:
Giorno 3: 13/05/2020 Da: S. Severino A:
Giorno 5: 14/05/2020 Da: M.na di Polino A:
Pulmino a disposizione SI NO
Breve descrizione degli itinerari
Tratta 1: Di antichissima origine, Morano Calabro, in provincia di Cosenza, è annoverato tra i “Borghi più belli d’Italia” ed è situato all’interno dell’area protetta del Parco nazionale del Pollino. Arroccato su un colle, abbraccia con lo sguardo il versante calabrese del Monte Pollino (2248 m) L’abitato, che da lontano assomiglia a un presepe ed è dominato da un antico castello normanno-svevo, è ricco di gioielli architettonici. La salita al Colle Gaudolino è molto lunga ma, una volta giunti alla meta, la fatica viene ripagata dalla bellezza dei luoghi. Più oltre, si arriva ai Pini del Pollino, accolti dalla presenza di maestri pini loricati, e si cammina al cospetto delle cime più belle della zona: Sella Dolcedorme, Cima del Pollino, Serra delle Ciavole, Serra di Crispo, ecc. La tappa termina nei pressi del santuario della Madonna del Pollino, nel Comune di San Severino Lucano, affacciato sulla sottostante Valle Frida. Si pernotta al rifugio Pino Loricato.
Tratta 2: Tappa con ampio spostamento ma poco dislivello in salita e molta discesa. Il tracciato si abbassa nella Valle Frida, poi percorre un tratto del Sentiero dei Briganti. Sul belvedere (1125 m) di Timpa della Guardia, ci s’imbatte nella “Giostra”, l’importante opera d’arte contemporanea dell’artista tedesco Caraten Höller. L’installazione è organizzata da una coloratissima giostra con dodici navicelle che girano in cerchio e s’inclinano verso il suolo. Infine, imboccato il Sentiero della Guardia, si arriva nella parte alta di San Severino Lucano, un altro splendido e iconico paesino arroccato nel cuore del Parco nazionale del Pollino, che vanta numerose, interessanti frazioni, caratterizzate da vicoli suggestivi e dalle presenti costruzioni in pietra. Un luogo da visitare con calma e in punta dei piedi.

(*) Il numero massimo dei partecipanti e dettato dalla ricettività locale e nel caso di trasfer dalla capacita dei pulmini disponibili.

 

ITINERARIO 2 Nr. Max partecipanti:
Giorno 1: 11/05/2020 Da: S. Severino A:
Giorno 2: 12/05/2020 Da: Dispensa A:
Giorno 3: 13/05/2020 Da: Latronico A:
Giorno 5: 14/05/2020 Da: Dispensa A:
Pulmino a disposizione SI NO
Breve descrizione degli itinerari
Tratta 1: La prima parte della tappa segue il corso del torrente. Un altro motivo di interesse lungo il percorso è rappresentato dal recinto in cui il personale del Parco nazionale del Pollino si dedica alla cura dei cervi. Si entra poi nel territorio comunale di Latronico, toccando varie frazioni. Attraversato il fiume Sinni, il tracciato della vendita infine a Latronico e termina nella piazza principale del paese. Il centro storico dell’abitato, attraversato da caratteristici vicoli, ha mantenuto la struttura originaria del primo nucleo abitativo, raccolto intorno alla chiesa di San Nicola. Latronico è noto per la lavorazione artigianale della pietra grigia,
Tratta 2: DA COMPILARE

 

ITINERARIO 3 Nr. Max partecipanti:
Giorno 1: 11/05/2020 Da: Latronico A:
Giorno 2: 12/05/2020 Da: Castelsaraceno A:
Giorno 3: 13/05/2020 Da: Conserva di Lauria A:
Giorno 5: 14/05/2020 Da: Castelsaraceno A:
Pulmino a disposizione SI NO
Breve descrizione degli itinerari
Tratta 1: La vendita verso l’imponente Monte Alpi, toccando due sorgenti e transitando dalla località Piana Fiorita. Pizzo Falcone (vetta del Monte Alpi) e Cima Santa Croce e vendita successiva alla vetta Santa Croce (1893 m). Scesi lungo la cresta opposta, si continua, senza raggiungerla, verso Punta del Corvo. Da ciascuna delle due cime gemelle del Monte Alpi, la vista abbraccia: a settentrione, l’alta Val d’Agri; un oriente, il complesso dei calanchi argillosi che digradano verso lo Jonio; a occidente, il Sirino, la costa tirrenica e le vette più alte del Cilento; e infine, a mezzogiorno, i monti Zaccana e la Spina, l’imponente acrocoro del Pollino, e se il cielo è terso, anche la Sila.
Tratta 2: Da Castelsaraceno, il tracciato del Sentiero Italia CAI s’inoltra in una stretta valle in cui sta per essere costruito uno dei ponti tibetani più lunghi d’Italia. Il percorso costeggia poi la base del Monte Raparo, spartiacque naturale tra le valli dell’Agri e del Sinni (dalla sua vetta la vista spazia a 360 ° e, con il tempo bello, abbraccia il Tirreno, lo Jonio e buona parte dei rilievi appenninici centro-meridionali), per dirigersi verso la Tempa del Conte, poco più di 1000 metri di altitudine, una frazione del Comune potentino di Moliterno. Il punto d’arrivo della tappa è Conserva di Lauria, piccola località sciistica (due skilift e un paio di piste per lo sci alpino dal dislivello contenuto) sorge sul versante orientale del Monte Sirino, nel territorio del Parco nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, istituito nel 2007 su un territorio che si estende per 68.996 ettari.

 

ITINERARIO 4 Nr. Max partecipanti:
Giorno 1: 11/05/2020 Da: Conserva di Lauria A:
Giorno 2: 12/05/2020 Da: M.na del Sirino A:
Giorno 3: 13/05/2020 Da: Lagonegro A:
Pulmino a disposizione SI NO
Breve descrizione degli itinerari
Giorno 1: Risalito il tracciato scientifico, si arriva al Lago Laudemio, uno specchio d’acqua d’origine glaciale conosciuto anche col nome di Remmo, adagiato sui pendici del Monte Papa e circondato da boschi di faggi e ontani. Il sentiero continua poi fin quasi in cima al Monte Sirino (2005 m) per poi scendere verso il Santuario della Madonna di Sirino (1907 m), dov’è presente un bivacco, predisposto per gli ospiti occasionali e per i pellegrini. La cappella, installata nel 1629, è rivestita di pietre a secco; al suo interno, in una nicchia di legno dell’altare, è conservata la scultura della Madonna. Ogni anno, la terza domenica di giugno, il simulacro viene trasportato a spalla da Lagonegro fino al piccolo santuario. Poi, la terza domenica di settembre, la statua, accompagnata da un gran numero di fedeli, fa ritorno in paese per rimanervi tutto l’anno.
Giorno 2: Dal Santuario si parte sul sentiero del pellegrinaggio percorso dai fedeli che accompagnano la statua della Madonna nel suo viaggio da Lagonegro al Sirino. Lungo il tracciato, si tocca la cappella della Madonna del Brusco (1070 m), posta in un grazioso pianoro al limite di fitti boschi, dove si trova un’ottima fonte preziosa per i camminatori. Quindi si prosegue sino ad arrivare a Lagonegro, antico borgo medievale, situato tra il mare e quello impressionante della Sirino. L’abitato risale al IX secolo, e – secondo la leggenda – nella chiesa di San Nicola ospiterebbe le spoglie di Lisa Gherardini, la celeberrima Monna Lisa ritratta da Leonardo da Vinci. D’inverno, Lagonegro è frequentata dagli appassionati di sci, attratti dalle piste che si snodano sul Monte Sirino.
Giorno 3: Dopo un ultimo saluto al borgo di Lagonegro, ai suoi monumenti e alle sue leggende, ai camminatori del Sentiero Italia CAI rimane l’ultimo stadio in terra lucana. Fortino, ultimo avamposto prima di valicare il passo omonimo ed entrare in Campania. La località d’arrivo, posta a quota 785 m, è una delle otto frazioni del Comune di Lagonegro, dista circa 6 chilometri dall’ultimo posto tappa, e non presenta particolari motivi di interesse, ma è fondamentale per spezzare il lungo tragitto per arrivare a Sanza, in provincia di Salerno, considerando che il tratto compreso tra il Passo del Fortino e il punto di arrivo della prima tappa campana misura quasi 22 chilometri di sviluppo. Particolare storico interessante: in epoca napoleonica, il minuscolo abitato di Fortino ospitò una parte delle truppe di Gioacchino Murat stanziate nel vicino capoluogo (una testimonianza di quel periodo, un Lagonegro è rimasta la Fontana G. Murat, costruita dal re di Napoli per approvazione la guarnigione).

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prima parte (11-14 maggio)