Gennaio 2022

L’eco del Tien Shan
di K-Soul Cherix (Svizzera 1997, 51 minuti)
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Alcune guide di alta montagna dell’ex Urss lavorano, come ogni estate, in un campo base a 4000 metri d’altezza nel massiccio del Tien Shan, nel Kirghizistan. Sono alle prese da un lato con l’asperità della montagna e del loro mestiere, dall’altro con i cambiamenti sociali e in particolare con il passaggio traumatico fra il “regime” sovietico e la giovane democrazia russa. Un’epoca che potrebbe sembrare lontana, ma che ancora oggi invece caratterizza alcuni paesi dell’Asia. Ecco perché è un film che non passa di moda!

Consigliato da Antonio Massena sulla rubrica “Fotogrammi d’alta quota” sul numero di gennaio 2022 di “Montagne360”

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Febbraio 2022

The Fatal Game
di Richard Dennison (Nuova Zelanda 1997, 51 minuti)
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Non un film recente (è del 1997), non una storia originale (due compagni partono per l’Everest, ma ne torna solo uno): e allora perché riproporlo? Per ricordarsi di come si faceva alpinismo 20 anni fa, di come lo si filmava e soprattutto per indagare, ancora oggi, l’incomprensibile desiderio di tornare in alto dopo la tragedia.

Consigliato da Antonio Massena sulla rubrica “Fotogrammi d’alta quota” sul numero di febbraio 2022 di “Montagne360”

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Marzo 2022

I cavalieri delle vertigini

di G. Quarti, F. Mariani, G. Cenacchi (Svizzera 1999, 47 minuti)
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Numerosi i premi vinti da questo film, a partire dalla Genziana d’Oro CAI al Trento Film Festival del 2000. Docufiction sbilanciata sapientemente più sul lato documentaristico che su quello di fiction, ricostruisce con interviste e ricerche storiche la “difesa”, da parte degli Scoiattoli di Cortina, delle “loro” Cime di Lavaredo dagli assalti alpinistici stranieri. Paesaggi mozzafiato su cui la telecamera si posa con maestria.

Consigliato da Antonio Massena sulla rubrica “Fotogrammi d’alta quota” sul numero di marzo 2022 di “Montagne360”

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Aprile

This mountain life

di Grant Baldwin (Canada 2018, 77 minuti)
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E’ un concentrato di vita questo film dai panorami mozzafiato, ambientato in British Columbia, remota regione del Canada al confine con l’Alaska. La storia principale di una madre e una figlia che intraprendono l’impresa di attraversare con gli sci le Coast Mountains crea l’occasione per illuminare molte altre storie, di fotografi, di suore, di eremiti, tutti morti e risorti sulle pendici di quelle aspre montagne.

Consigliato da Antonio Massena sulla rubrica “Fotogrammi d’alta quota” sul numero di aprile 2022 di “Montagne360”

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Maggio


Il cercatore di infinito

di Federico Massa, Andrea Azzetti (Italia 2020, 51 minuti)
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“Una sola vita umana vale più di tutte le montagne del mondo”: servono poche parole per riassumere l’alpinismo di Armando Aste, roveretano, scomparso nel 2017. Personaggio schivo e umile, spigoloso ma umanissimo, ha scalato largamente nelle Dolomiti di Brenta e in Marmolada, ha realizzato la prima italiana alla Nord dell’Eiger e aperto vie in Patagonia. Poi la rinuncia alla montagna per curare il fratello e una vita affettiva sofferta. Il film, con interviste e immagini d’epoca, è un commosso omaggio a un alpinista “di una volta”.

Consigliato da Antonio Massena sulla rubrica “Fotogrammi d’alta quota” sul numero di maggio 2022 di “Montagne360”

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Giugno

Fissure

di Christophe Margot (Svizzera 2018, 26 minuti)
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Cercare la vetta, trovare Dio. E’ la storia di Didier Berthod, climber svizzero di livello internazionale, noto in particolare per le scalate in fessura (sua la prima salita di Green Spit, 8b+, in Valle dell’Orco). Eppure, i successi sportivi non portavano soddisfazione, mancava sempre qualcosa, un senso di fondo. La risposta è arrivata nel 2006: durante un tentativo su Cobra Crack, in Canada, Berthod si è infortunato e ha capito che la sua vocazione era un’altra. Di lì a prendere i voti il passo è stato breve.

Consigliato da Antonio Massena nella rubrica “Fotogrammi d’alta quota” sul numero di giugno 2022 di “Montagne360”

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