30/01/2019|
- News |

Manaslu 1979: il racconto inedito della spedizione sconosciuta di Manolo sulla rivista del Cai

Su Montagne360 di febbraio, oltre allo speciale “Spedizioni”, ampio spazio alla solidarietà del Cai dopo le calamità naturali: la sottoscrizione per le montagne del Nord-Est ha superato quota 134.000 Euro, ad Amatrice è iniziata la costruzione della Casa della Montagna.

E’ dedicata al racconto inedito della spedizione del 1979 sul Manaslu (in Himalaya, l’ottava montagna più alta del mondo con i suoi 8.163 m) e ad altre straordinarie avventure passate e presenti, la copertina del numero di febbraio di Montagne360.

La rivista del Club alpino italiano racconta un’avventura dimenticata, tornata alla ribalta dopo la pubblicazione del libro “Eravamo immortali” di Maurizio Zanolla “Manolo”. Un progetto nato quasi per caso, dall’idea di giovani visionari, del quale non si è parlato per anni: imprevisti e incidenti segnarono i destini della spedizione e delle vite dei protagonisti. Capo spedizione era il padovano Lorenzo Massarotto, poi c’erano il già citato Manolo (allora inconsapevole innovatore della tecnica dell’arrampicata moderna in roccia), di Feltre (BL), il veneziano Elvio Tierrin, il trentino Marco Simoni e il friulano-cimbro Toio de Savorgnani. Una spedizione che rappresentò un punto di svolta, con i giovani protagonisti che stavano mettendo in discussione regole (fino ad allora) non scritte.

Gli altri due articoli dello speciale “Spedizioni” immergono il lettore dapprima nel racconto di un trekking di dieci giorni (duecento chilometri e settemila metri di dislivelli) nel Pamir afgano, sulle orme di Marco Polo nel deserto ad alta quota, in un mondo che, nonostante tutto, palpita di vita. Protagonisti i Soci CAI piemontesi Valter Perlino e Mauro Falco.

Poi in Perù, in occasione di una spedizione del 1978 alla Parete Ovest del Rasac Principal, organizzata dal CAI Cantù: un’impresa d’altri tempi (tutti i sei protagonisti, Giorgio Brianzi, Lino Tagliabue, Sante Armuzzi, Giulio Beggio, Massimo Leoni e Gianpietro Volpi, arrivarono in vetta) realizzata quando il crowdfunding non era ancora stato inventato e le spedizioni alpinistiche venivano finanziate con le cartoline e con i supporti privati.

Altro filo conduttore di questo numero è la solidarietà che il Club alpino mette in campo dopo gli eventi calamitosi, dal Centro Italia alle montagne del Nord-Est. Due articoli sono dedicati alla cordata solidaleattivata dal Sodalizio dopo la tempesta che a fine ottobre ha colpito Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia: un appello, quello lanciato con la sottoscrizione “Aiutiamo le montagne di Nord-Est”, che ha coinvolto privati, Sezioni CAI, aziende e organismi pubblici, superando la somma, al 10 gennaio, di 134.000 Euro. Per capire meglio cos’è successo e che cosa fare, M360 pubblica inoltre un estratto dell’analisi sugli “schianti di vento”, uscito su Forest@, rivista di selvicoltura ed ecologia forestale del Sisef.

Scendendo qualche centinaio di chilometri a Sud, ampio spazio è dedicato alla Giornata Internazionale della Montagna dell’11 dicembre scorso, dove i presidenti del Club alpino italiano e di Anpas, Vincenzo Torti e Fabrizio Pregliasco, hanno posato la prima pietra della Casa della Montagna di Amatrice, progetto di ricostruzione non solo storica, ma anche sociale, portato avanti dalle due associazioni: si tratta del primo edificio, dopo le scuole, la cui costruzione ha preso il via nel centro del paese dopo il terremoto 2016. Lo stesso giorno ha riaperto la sede storica della Sezione de L’Aquila a quasi dieci anni dal sisma del 2009: il Sodalizio è la prima associazione cittadina a tornare in quella che era la zona rossa, per riportare la vita nelle strade del centro cittadino.

Le pagine dedicate al progetto CAI di ripristino del Sentiero Italia conducono in Calabria (praticamente pronte le 33 tappe della regione) e in Sicilia, dove circa 60 volontari sono al lavoro sui 537 km di percorso previsti nell’isola (29 tappe).

Questo numero dà spazio infine allo scialpinismo nelle Tuxer Voralpen austriache e a tre itinerari percorribili con le ciaspole nelle Dolomiti di Brenta, immersi in territori e panorami minacciati da progetti di ampliamento d’impianti di risalita che ne altererebbero la meravigliosa integrità.

Il portfolio fotografico è dedicato alla cartografia alpina, con una selezione delle oltre mille carte custodite dalla Biblioteca Nazionale CAI, la cui catalogazione e digitalizzazione è in corso grazie al progetto europeo iAlp del Museo Nazionale della Montagna di Torino e del Musée Alpin di Chamonix.

Scienza, curiosità, attualità, cronache di nuove ascensioni e notizie dal mondo CAI completano come sempre il numero di febbraio, in tutte le edicole a 3,90 euro.

Login

Manaslu 1979: il racconto inedito della spedizione sconosciuta di Manolo sulla rivista del Cai