Il prossimo 10 luglio a Cortina d’Ampezzo i vertici del Club alpino italiano si riuniranno con un consiglio straordinario per concretizzare il proprio impegno per la tutela dell’ambiente in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026

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Vista di Cortina dal Monte Faloria © Kallerna – Wikimeda Commons

Il Consiglio Centrale del Club alpino italiano riprenderà, dopo quattro anni, il proprio impegno attivo sui territori con un primo appuntamento a Cortina d’Ampezzo (BL) il prossimo 10 luglio. Sotto espressa richiesta del nuovo Presidente generale Antonio Montani, verranno inoltre convocati i referenti nazionali del Cai per un aperto confronto sugli impatti ambientali legati alla realizzazione delle infrastrutture per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.

Sulle Olimpiadi 2026 sin da subito il Club alpino italiano, insieme ad altre associazioni, ha espresso la propria seria preoccupazione per gli impatti ambientali connessi alla costruzione delle infrastrutture per le competizioni. Preoccupazione ribadita in più occasioni e legata principalmente alla mancanza di una VAS nazionale (Valutazione Ambientale Strategica) per le opere previste, ai forti investimenti per la costruzione di impianti sportivi che rischiano di diventare cattedrali nel deserto (pista da bob e villaggio olimpico a Cortina, palazzo di pattinaggio di Baselga di Pinè) e per la realizzazione di nuove grandi strade a Cortina, nel Cadore, in Valtellina e in Alto Adige.

«Dopo diversi anni di attività stanziale del Direttivo presso la Sede centrale di Milano, è desiderio della nuova presidenza aprirsi al territorio con la frequentazione attiva. La scelta di Cortina come sede del nostro incontro non è naturalmente casuale», afferma il Presidente generale del Cai Antonio Montani. «È un modo per testimoniare in maniera concreta il nostro impegno per la tutela dell’ambiente montano, in questo particolare caso legato alle prossime Olimpiadi invernali, e per uno sviluppo che sia davvero attento alla sostenibilità. Il Cai crede in un ambientalismo legato alla frequentazione e questa sarà solo la prima delle iniziative che porteranno la classe dirigente a toccare con mano i problemi ambientali delle montagne italiane, grazie al supporto dei volontari sul territorio, per prendere decisioni consapevoli che possano realmente fare la differenza».

Il Club alpino italiano desidera, con questo evento, porre le basi per coinvolgere i propri rappresentanti con deleghe ambientali, in particolare quelli ai tavoli olimpici, e al tempo stesso attivarsi per creare sinergie e momenti di confronto con le altre associazioni di settore con cui poter fare squadra.