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I temi del progetto educativo – Il metodo

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I temi del progetto educativo – Il metodo 2020-10-11T19:14:23+02:00

La metodologia educativa scelta dall’Alpinismo Giovanile fa parte di un approccio storicamente
denominato dei “metodi attivi”, l’”imparare facendo”. Il coinvolgimento dei Giovani aspira a sollecitare il
loro spontaneo interesse verso la natura, individuando nella montagna l’ambiente fisico ed educativo
per coinvolgerli in attività ludico-motorie che, stimolando lo spirito di avventura e di libertà, li aiutino a
sperimentare valori fondamentali quali la solidarietà, l’amicizia, il rispetto per sé stessi e per altri (e di
conseguenza per l’ambiente e la natura), accompagnandoli nel cammino di crescita verso l’autonomia e
l’età adulta.

L’intervento nell’ambito dell’Alpinismo Giovanile si basa sul principio educativo del coinvolgimento. Ciò
comporta, da parte dell’Accompagnatore, la capacità di realizzare un responsabile ed attivo rapporto coi
Giovani, sapendo instaurare e mantenere un dialogo costante, declinando le conoscenze, esperienze e
abilità nel rispetto delle attitudini, delle aspettative e dell’età dei propri interlocutori.

Il coinvolgimento, favorito anche da un uso adeguato del gioco, consente inoltre ai Giovani di soddisfare il
bisogno di appartenenza al gruppo e di sviluppare attitudini e senso di responsabilità, con la
partecipazione ad attività che rispondano adeguatamente ad aspettative, aspirazioni, desiderio di
sperimentare e di sperimentarsi in un ambiente potenzialmente ricco di stimoli e opportunità. “Giocare
ad andare in montagna” è il recupero della dimensione ludica come metodo educativo, finalizzato
all’apprendimento: è essenziale per instaurare un costruttivo rapporto di coinvolgimento del Giovane.
L’andare in montagna ne è poi la naturale conseguenza.

Il “ruolo visibile” dell’adulto è principalmente quello del facilitatore, analogo, in un certo senso,
all’allenatore, che fornisce indicazioni essenziali, osserva ed eventualmente interviene per aiutare,
soprattutto mostrando e facendo provare in modo corretto, favorisce l’utilizzo dell’errore come risorsa ed
infine aiuta a ragionare su quanto fatto per ricavare insegnamenti da richiamare e utilizzare
successivamente.

Il “ruolo dietro le quinte” è invece una rigorosa programmazione, basata sull’individuazione degli
obiettivi da far raggiungere ai Giovani, attraverso esperienze accuratamente selezionate e per le quali
vengono allestite con attenzione le condizioni di svolgimento (tempo, spazio, materiali, tecniche, ruoli,
ecc.).

È inoltre necessario che l’Accompagnatore verifichi periodicamente i risultati educativi raggiunti
attraverso l’osservazione sistematica dei Giovani e le conversazioni informali.

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