Escursioni e itinerari alla scoperta del Parco Nazionale del Gran Paradiso
     
RIFUGIO VITTORIO SELLA
FOCUS
Escursione Ambientale  
IL PARADISO DEI GHIACCI
Rifugio Vittorio Emanuele - Rifugio Chabod
Dislivello in salita: mt. 18 Tempo di percorrenza: 2h00 Difficoltà: E
Discesa: seguendo l’itinerario di salita (2h00)
Salice Nano

SALICE NANO
Il sentiero che collega il Rifugio Vittorio Emanuele II al Rifugio Chabod offre la possibilità di ammirare uno dei quadri glaciali più belli e più suggestivi dell’arco alpino.

Partiti dal Rifugio Vittorio Emanuele II si raggiunge agevolmente la pietraia posta al termine del Ghiacciaio del Gran Paradiso e di qui una splendida area verde ricca di esemplari di salice nano (0h45, punto di osservazione 1). .

Proseguendo lungo il sentiero si entra nel Vallone di Lavecieu, scoprendo il magnifico versante settentrionale del Gran Paradiso, alla cui base si sviluppa il grande ghiacciaio di Lavecieu.

Lungo il sentiero adiacente al Rifugio Chabod, nel tratto sottostante al ghiacciaio, è possibile familiarizzare con l’ambiente glaciale tipico dell’alta montagna e con i suoi aspetti più spettacolari, quali crepacci e seracchi (1h15, punto di osservazione 2).
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Ne esistono diverse tipologie. Una di queste cresce su substrato siliceo privo di carbonati ed è denominata Salice erbaceo (Salix herbacea). Si tratta di un vero e proprio albero in miniatura, con fusto orizzontale sotterraneo e rametti che escono dal terreno e portano foglioline arrotondate, con lamina intera e membranosa.
Dove il terreno è più ricco di carbonati sono diffuse altre due specie di salice nano: il Salice reticolato e il Salice retuso. Entrambi hanno portamento simile al Salice erbaceo.
IL GHIACCIAIO DI LAVECIEU
In conseguenza del movimento discendente nella massa del ghiacciaio, si formano spaccature nel ghiaccio, dette crepacci, (terminali o periferici, trasversali, longitudinali, obliqui, circolari, radiali, etc.).
L'incrociarsi di crepacci longitudinali e trasversali isola blocchi di ghiaccio a forma di parallelepipedo detti seracchi.

La disposizione dei crepacci e delle fratture dipende dalle tensioni che si originano nel ghiaccio in risposta alle irregolarità del substrato roccioso e all’attrito lungo le pareti.
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