Il Rifugio Vittorio Emanuele II è collocato all’interno di una magnifica conca detritica di origine morenica che prelude al grande Ghiacciaio di Moncorvè.
Particolare attenzione merita il lago morenico di Moncorvè che, si è formato tra le morene del ghiacciaio dopo il ritiro di quest’ultimo. Costeggiando il lago se ne possono facilmente comprendere le fasi di formazione e di sviluppo, osservandone le sponde, formate da antiche morene (0h10, punto di osservazione 1).
Le morene possono essere già consolidate, come appare sulla sponda che corre verso il fondovalle, oppure essere in fase di consolidamento, come le due sponde rivolte in direzione del ghiacciaio.
Percorrendo le sponde del laghetto, si raggiunge, dalla parte opposta del rifugio, una zona detritica.
Da questo luogo si prosegue lungo il sentiero in direzione del Colle del Gran Paradiso, raggiungendo un punto intermedio (0h30, punto di osservazione 2) ove è possibile osservare la flora caratteristica delle zone detritiche.
 |
Accumuli di materiali poveri in sostanza organica generati dall’erosione dei pendii. Le zone interessate da questo fenomeno sono soggette ad un apporto più o meno regolare di materiale incoerente che impedisce l’instaurarsi di una vegetazione ben sviluppata. Le piante che vi crescono sembrano notevolmente distanziate tra loro, ma risultano in contatto attraverso l’apparato radicale che è molto esteso. Esempi ne sono l’erba storna o Iberella (Thlaspi rotundifolium), alta al massimo 5 cm ma capace di ricoprire una superficie di 600 cm2. |