Escursioni e itinerari alla scoperta del Parco Nazionale del Gran Paradiso
     
RIFUGIO G. MUZIO
FOCUS
Escursione Ambientale  
SENTIERO ALLA SCOPERTA DEGLI ANTICHI GHIACCIAI
Rifugio Muzio - Frazione Mua - Alpe del Medico - Lago Lillet - Rifugio Muzio
Dislivello in salita: mt. 1168 Tempo di percorrenza: 3h30 Difficoltà: E
Rocce montonate

ROCCE MONTONATE
Dalla Frazione Mua, raggiungibile a piedi o in auto dal rifugio, ci si incammina in un fitto bosco di larici fino a raggiungere il limite del bosco. In questo luogo è possibile osservare la natura glaciale del luogo ed osservare il salto che anticamente il ghiacciaio compiva per confluire in quello ben più grande della valle centrale.
Lungo il sentiero si possono ammirare numerose rocce montonate e conoidi. Queste ultime sono conformazioni coniche di sfasciumi pietrosi derivanti da più o meno recenti frane dovute all’azione erosiva sulla roccia esercitata dalle intemperie (1h30, punto di osservazione 1 ).

Percorrendo il sentiero, si attraversa un’area di prateria acidofila fino a raggiungere il Lago Lillet.
La conca del suddetto lago, autentica gemma incastonata nell’anfiteatro roccioso sottostante il massiccio della Punta Fourà e del Grant Etret, è di tipica conformazione glaciale. Prova dell’origine glaciale del lago è l’anfiteatro sospeso sopra la vallata centrale a forma di imbuto (2h00, punto di osservazione 2).
Da questo punto è possibile avvistare esemplari tipici della fauna del Parco, quali camosci, stambecchi e l’ aquila reale.
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Le rocce montonate sono il frutto di un processo erosivo denominato esarazione. I ghiacciai, infatti, si comportano come fluidi molto viscosi che, sotto la spinta del loro peso e della gravità, scivolano lentamente verso il basso creando un forte attrito tra la massa di ghiaccio e la roccia sottostante. La presenza sul fondo di detriti rocciosi non fa altro che aumentare l'abrasione ed il raschiamento del substrato, smussando e arrotondando ogni asperità.
L'esarazione glaciale lascia sulle rocce tracce inconfondibili: le rocce appaiono striate, levigate, e formano delle caratteristiche strutture a dossi, spesso allungati nella direzione di scorrimento del ghiacciaio.
Generalmente i dossi appaiono più arrotondati sul lato rivolto a monte, dove l'attrito tra il detrito e le asperità del substrato è maggiore.
Tali dossi sono, invece, più ripidi e ruvidi verso valle, dove la parziale fusione del ghiaccio fa sì che l'acqua penetri nelle fessure della roccia e, ricongelando, ne provochi poi la rottura.
 
PRATERIA ACIDOFILA
La prateria acidofila, chiamata così perché costituita da piante con esigenze di terreno acido, ricopre i declivi dolci, le rocce montonate, le rocce silicee e le spalle arrotondate delle montagne piallate dai ghiacciai quaternari. In particolare essa è costituita da genziane, genzianelle, e, più in alto, da zolle pioniere di Androsace, Silene e Linaria alpina.
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