Il Lago Gelato è il più grande lago naturale del Parco Nazionale del Gran Paradiso ed è rinomato per la sua collocazione in un ambiente aspro e selvaggio.
Attraversando i valloni solitari dell’Alpuggio e d’Eugio, non è raro avvistare branchi di camosci e stambecchi ed esemplari di pernice bianca.
Dopo aver lasciato il rifugio ed aver raggiunto il Passo di Destrera si scende nel sottostante vallone dell’Alpuggio, transitando in una zona contraddistinta dalla peculiarità principe del versante piemontese del Parco, la roccia granitica (2h00, punto di osservazione 1).
Raggiunto, poi, il Passo dell’Alpuggio, si scende nel selvaggio vallone d’Eugio incamminandosi in direzione della sua parte alta. Alcuni ometti di pietre e tacche di vernice sulle pietre ci guidano, infine, sino nei pressi dell'Alpe Fons e del bel Lago Boccutto (2.475m), a monte del quale la segnaletica è praticamente assente e le tracce di sentiero che conducono al Lago Gelato sono alquanto incerte.
Quest’ultimo è calato in un anfiteatro roccioso ed anche in stagione avanzata può presentare lastroni di ghiaccio sulla sua superficie. Sui bordi dei laghi, è possibile osservare le vallette nivali e la flora che si sviluppa al loro interno (3h00, punto di osservazione 2).
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I licheni rappresentano un interessante caso di simbiosi tra un fungo e un’alga. La simbiosi può essere definita come un’unione stabile tra due organismi diversi, vantaggiosa per entrambi. Alghe e funghi uniti possono crescere e vivere, infatti, in ambienti in cui la vita sarebbe impossibile per ciascuno di essi.
I licheni sono presenti in tutto il mondo, dall’Antartide alle foreste tropicali, dai deserti alle zone temperate. |