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News

11.05.2017

Insieme, come sempre, hanno raggiunto questa mattina la vetta del loro quattordicesimo e ultimo Ottomila . La salita condotta senza ossigeno, senza portatori di alta quota unendo le forze con una cordata spagnola

Nives Meroi e Romano Benet hanno raggiunto la cima dell’Annapurna (8091 m), l’ultimo Ottomila che mancava alla loro avventura alpinistica sempre vissuta in coppia. Nell’ascesa finale hanno condiviso la fatica con gli spagnoli Alberto Zerain e Jonatan García. La salita si è svolta lungo la via dei francesi partendo nella notte da un campo posto a 7.200 metri di quota

 

Il viaggio di Nives e Romano sulle montagne più alte della Terra inizia nel 1994 con un tentativo al K2 da nord che li conduce a 200 metri di dislivello dalla cima. Nel 1998 salgono il primo Ottomila, il Nanga Parbat, e poi molti altri in rapida successione. Tanto da mettere Nives Meroi in lizza per essere la prima donna al mondo a salirli tutti e quattordici. Una corsa che abbandona per restare fedele all’alpinismo di coppia: quando il marito Romano Benet è costretto a rinunciare alla cima del Kangchenjunga nel 2009, Nives scende con lui. Romano scopre di avere una malattia molto seria (aplasia midollare) che solo un trapianto riuscito avvia a guarigione.

Nel 2014 il ritorno alle alte quote proprio sul Kangchenjunga, quasi a riprendere il cammino interrotto. L’anno scorso il Makalu, oggi l’Annapurna.

 

Hanno condiviso le salite e l'idea di un alpinismo leale con la montagna, by fair means secondo l'antica definizione di Mummery: niente ossigeno e portatori che allestiscono i campi in alta quota, spedizioni condotte da soli o con pochi compagni, mezzi limitati. Modesti, riservati, alieni da protagonismi mediatici, ma straordinariamente tenaci, esperti, capaci di trovare la via e il momento giusto per arrivare in cima.  

 

Prima cordata a salire insieme tutti gli Ottomila della Terra: è un record. Ma nella traccia di Romano Benet  e Nives Meroi l’alpinismo, più che un record o una performance strabiliante, ritorna a essere una grande avventura, una straordinaria prova volontà e coraggio, una vicenda autenticamente umana.

 

 

LE CONGRATULAZIONI DEL PRESIDENTE DEL CAI

 

Il Presidente generale del CAI Vincenzo Torti ha così commentato l'impresa dei due alpinisti friulani: "A Nives e a Romano che alla montagna, che pure è maestra di vita, molto hanno saputo insegnare, come a ciascuno di noi, esprimo il più vivo apprezzamento per il traguardo così meritatamente raggiunto, a nome di tutte le Socie e di tutti i Soci del Club Alpino Italiano".

 

 

 

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