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News

15.03.2017

Il 14 marzo all’età di 82 anni è scomparso Royal Robbins, uno dei più forti arrampicatori statunitensi degli anni ’60 e ‘70. Abbracciò l'idea di una arrampicata "clean", che non lasciasse tracce del proprio passaggio

Nato il 3 febbraio del 1935 a Point Pleasant in West Virginia ma poi cresciuto a Los Angeles, Robbins ha iniziato a lasciare la propria impronta nella storia dell’alpinismo con l’apertura della Regular Northwest Face sull’ Half Dome nel 1957, all’epoca considerata la più difficile big wall del Nord America.

Nel 1960 insieme a Joe Fitschen, Chuck Pratt e Tom Frost ha effettuato la seconda salita di The Nose su El Capitan in soltanto sette giorni (Warren Harding per completarla aveva impiegato 45 giorni sparsi su 18 mesi).

 

Nel 1961 aprì la Salathé Wall su El Capitan in 9 giorni e mezzo, insieme a Chris Pratt e Tom Frost, definendo un nuovo stile e un nuovo paradigma per l’arrampicata: pochissimi chiodi a pressioni per lasciare la parete il più possibile come si era trovata e arrampicata libera spinta al massimo.

Robbins nel 1962 arriva a Chamonix e mette a frutto la sua esperienza di big wall aprendo la Diretta Americana sulla parete Ovest del Dru insieme a Gary Hemming, una via che per estetica e stile di realizzazione ha impresso una svolta nell’alpinismo

 

Nella primavera del 1967 insieme a sua moglie Liz si dedica all’apertura della via Nutcracker Suite sulla Ranger Rock introducendo l’uso dei nuts, per valorizzare ancora di più uno stile di arrampicata pulito e rispettoso della roccia.

Negli anni successivi Robbins ha praticato con grande passione e talento il kayak e ha fondato un’azienda di abbigliamento per la montagna.

 

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