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L'Assemblea dei delegati a Porretta Terme tra lavori e partecipazione alle dolorose vicende nazionali
Il fine settimana scelto per presentare e discutere con i delegati (338 provenienti da tutta Italia) l'attività svolta dal Club Alpino Italiano è stato attraversato da avvenimenti tragici per la comunità nazionale.
Sabato, in apertura dei lavori, il Presidente generale del CAI Umberto Martini ha ricordato l'attentato di Brindisi e dedicato alla ragazza tragicamente deceduta un minuto di silenzio. Non meno sentita la vicinanza e la solidarietà espressa dall'assemblea alle vittime del terremoto che ha colpito le province di Modena e Ferrara nella notte di domenica.
Il senso di questa condivisione e partecipazione alle sorti del Paese, è emerso anche nella relazione morale sullo stato del Club Alpino presentata dal Presidente Generale. Martini ha ricordato come dopo una sostanziale tenuta del numero dei soci nel 2011 (319.467), nei primi mesi dell'anno i venti della crisi abbiano cominciato a soffiare anche nelle stanze del Sodalizio, con un calo nell'ordine dei 3.000 iscritti, in particolare nella fascia dei lavoratori attivi.
Per il Presidente Generale, in tempi di crisi e di tagli (il contributo statale al Club Alpino ha subito un'altra sforbiciata nell'ultimo anno) si impone “una ricognizione a 360° per esaminare a fondo in quali comparti delle nostre attività si verificano dispersioni di risorse umane ed economiche che, oltre ad appesantire le nostre strutture gravano negativamente sul nostro bilancio”.
Martini ha anche invitato le componenti e gli uomini che stanno dentro il CAI a non chiudersi dentro logiche e posizioni autoreferenziali: “guardare solo al proprio ambito, disinteressandosi alle altre attività è il modo migliore per farsi del male”.
Nella sua relazione morale il P.G. ha preso in esame i punti essenziali dell'azione del Club: la centralità del socio e della Sezione, il riassetto degli Organi Tecnici Centrali Operativi, i giovani, le celebrazioni per il 150°, la stampa e la comunicazione, l'ambiente e il territorio, i rapporti istituzionali.
Dopo questa ampia perlustrazione, che non ha nascosto le questioni aperte e le criticità, Martini ha auspicato che "una volta individuate le linee essenziali tutti si adoperino in modo leale, solidale e coerente per contribuire alla costruzione e alla conservazione comune di questo spazio, superando personalismi e sterili confronti critici che si risolvono in attriti e dispersione di energie".
L'altro argomento forte dell'Assemblea dei delegati è stata la presentazione del bilancio da parte del Direttore Andreina Maggiore. La fotografia che se ne ricava è di una struttura sana e ben monitorata, come affermato dagli stessi revisori.
Il CAI nel 2011 si autofinanzia per il 79% (71% nel 2010) e fa segnare un avanzo di esercizio di circa 26 mila euro.
Un elemento critico nelle voci di bilancio sono i costi di assicurazione ormai saliti al 30% dei costi per servizi. La tendenza, secondo il Direttore, sarà di una ulteriore forte crescita per la difficoltà, già esperita, a trovare compagnie che partecipino ai bandi di gara.
Da sottolineare il fatto che il 79% dei costi della produzione sono per servizi erogati ai soci e che la spesa per il personale incida solo per poco più del 5%.
Alle relazioni del Presidente, del Direttore e del Revisore dei conti Alessandro Mitri, sono seguiti gli interventi dei delegati, che hanno riguardato la sentieristica, il rischio di burocratizzazione, la funzione e utilità di UNICAI, il progetto di riordino degli OTCO non gradito alla Commissione Nazionale Scuole di alpinismo e scialpinismo, il completamento (in anticipo sui tempi) del progetto dei Sentieri Frassati, le sorti dello sci di fondo escursionismo e altro ancora.
A ciascuno degli interlocutori ha poi risposto il Presidente Martini, cercando di illustrare le ragioni delle varie scelte e l'atteggiamento degli organi direttivi, che ha descritto come aperti al dialogo ma convinti del fatto che non si possa ricominciare ogni discussione da capo.
La relazione morale del Presidente è stata approvata dalla quasi totalità dei delegati, con sei astensioni.
L'assemblea ha pure confermato come vice-presidente Vincenzo Torti e mantenuto invariate le quote associative minime per il 2013.
E per il 2013, anno del 150° anniversario di fondazione, si torna alle origini: l'Assemblea dei delegati si svolgerà a Torino , città natale del Club Alpino.
La conclusione dei lavori è stata occasione per ringraziare ancora la sezione e la città di Porretta Terme per l'ospitalità: calorosa ed efficiente, ma sobria. Insomma in vero stile alpino.












